Per la prima mostra del giovanissimo Mattia Barbieri (Brescia, 1985) nella piccola galleria milanese il titolo scelto sembrerebbe un paradosso: retrospettiva. Ma se ci sofferma a pensare al significato del termine, ovvero di una rassegna intenta ad illustrare l’evoluzione di un artista o di un movimento, allora tutto appare più chiaro. Dopo la prima inagurazione, Barbieri ha iniziato una vera e propria residenza nella galleria Luger: un semplice letto, un televisore, bottiglie di vino e cibo. E ovviamente tutto il necessario per dipingere, scolpire, costruire e assemblare. Al primo vernissage ne seguirà quindi un altro a metà mostra, e un terzo chiuderà il ciclo. Così da esporre “retrospettivamente” il lavoro svolto dall’artista durante la sua permanenza nella galleria.
È vero, non è certo la prima volta che un’artista piazza la “tenda” in galleria come gesto concettuale o come netta presa di posizione nei confronti del proprio lavoro, eliminando così la distanza tra la propria vita e la ricerca artistica. Eppure, nel giovane artista bresciano quella che a prima vista sembrerebbe un’azione ormai di maniera si rivela invece un’occupazione necessaria e indispensabile. Ci sono installazioni ed interventi di vario ordine. Alcuni centrali, celebrati, altri quasi invisibili. Oggetti che hanno tenuto compagnia all’artista e che infine sono diventati
Lo stile di Barbieri è dirompente e colto, richiama da un lato il gesto deciso e impetuoso dell’improvvisazione e dall’altro una grafia e una struttura più pazienti, che costituiscono lo strato di partenza dei lavori, dove si manifestano appunto le allusioni a immagini copiate o ispirate da fotografie, opere d’arte e frammenti di realtà. In dipinti come Cocodrile at work si percepisce poi lo spirito divertito che accompagna la produzione artistica di Barbieri, sempre sospesa tra ironia e gesto, tra storia e creazione estemporanea.
riccardo conti
mostra visitata l’8 marzo 2007
Il pittore newyorkese si unisce alla mega-galleria di Zwirner, presto lo vedremo in fiera a Frieze Los Angeles e in…
Al SAC - Spazio Arte Contemporanea di Livorno, il primo capitolo di una serie espositiva pensata come laboratorio aperto sulla…
La Direzione Generale Creatività Contemporanea ha pubblicato l'avviso pubblico per la selezione dell'incarico di curatore del Padiglione Italia alla Biennale…
A cinquant’anni dalla Biennale Arte 1976, la Biennale di Venezia ripercorre il progetto di Janus dedicato a Man Ray, trasformando…
L'uscita del numero di exibart 131 è stata l'occasione di un'analisi su censura e soft power oggi. Un momento necessario…
Curata da Catherine Nichols, la Biennale di Lione 2026 esplorerà il legame tra economia e arte, ispirandosi al pensiero di…