Se l’oggetto costituisce da sempre il prolungamento ed il completamento dei cinque sensi dell’Uomo e se esso rappresenta anche ciò che mette in relazione quest’ultimo con il mondo esterno, cosa accade quando l’oggetto stesso non assolve più la sua funzione originaria?
Questo è lo spunto che costituisce la base tematica della mostra ”Oggetti introvabili”, un raccolta di disegni di Jaques Carelman, pittore, scultore ed illustratore di libri, aventi come soggetti gli oggetti della nostra quotidianità, che sono stati reinterpretati dall’artista, fino a perdere quei connotati che li rendono “strumenti”, assumendo così una funzione puramente simbolica.
In realtà, il vero protagonista dell’esposizione è l’uomo, al quale il pensiero dello spettatore inevitabilmente ricorre, traducendosi all’istante nel dischiudersi di un liberatorio sorriso. L’uomo, che qui viene svelato, non è rappresentato nella sua grandezza e genialità di artefice del mondo, ma nelle sue dis-abilità e goffaggini, nei suoi limiti di fronte alla difficoltà di controllare ciò che lo circonda.
Nella mostra, gli oggetti sono raccolti per categorie tra cui gli attrezzi per il fai-da-te, gli utensili e le vettovaglie da cucina, i capi d’abbigliamento, gli strumenti musicali, gli oggetti di cancelleria, i giocattoli ed il mobilio, oltre che gli orologi e gli attrezzi sportivi .Per citare degli esempi ricordiamo il “martello in cristallo per lavori delicati”, le “sedie per ballerine di can can”, la “teiera per masochisti”, le “posate di sicurezza” o il “corno da caccia”, “l’altalena da appartamento”…
L’Artista: Nel 1969, Jaques Carelman – pittore, scultore ed illustratore di libri – idea e pubblica la parodia di un catalogo di vendita per corrispondenza, nello stile del famoso “Manufrance”. Quest’opera conteneva più di 400 disegni rappresentanti oggetti della vita quotidiana, dei quali veniva reinterpretata fino all’assurdo la loro funzione originaria. Dopo il successo internazionale ottenuto dal libro (tradotto ad oggi in diciassette lingue), Jaques Carelman è stato invitato dal Conservatore ad esporre i suoi disegni al Museo delle Arti Decorative di Parigi. Decide così di realizzare tridimensionalmente una sessantina degli oggetti dai suoi disegni. La prima mostra si tiene al Pavillon de Marsan del Palazzo del Louvre. Da allora, i suoi oggetti sono stati presentati in numerosi musei, gallerie d’arte, centri culturali, fiere e saloni in Europa, Canada, Stati Uniti, America del Sud e Giappone. La sua collezione continua nel frattempo ad arricchirsi e consta oggi di circa 200 oggetti.
Cristina Pisanello
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