Jani Ruscica (Savonlinna,
1978; vive a Helsinki) ha imparato la lezione. E sulle macerie calde della Dogville
data alle fiamme da Nicole Kidman ha idealmente costruito il cortile di una
scuola; sostituendo ai loser proletari del film i volti freschi di
ragazzini del Nord più estremo. Facce da scuola elementare. Facce da pattinate
sul ghiaccio. Facce da cartone del latte. Facce da brufoli e facce da schiaffi.
Senza colonna sonora, però: non essendo disponibile una Young Finns.
Nasce così Evolutions,
il primo lavoro importante di Ruscica, datato 2008 e premiato all’ultima Biennale
dei film d’artista di Colonia. Un’esperienza corale, veramente cinematografica e
lontana anni luce dalla videoarte; i sette giovanissimi attori (tutti teenager)
sono anche co-autori di un plot che li vede interrogarsi sulle origini
dell’universo e sul suo futuro, con una linea del tempo che scorre, seguendo il
cammino di un gessetto bianco, lungo un pavimento nero pece. Piccole e geniali
ingenuità, complesse semplicità: la visione del tutto viene ricondotta a
un’essenza di ordine quasi ancestrale, primordiale, ma assolutamente non
banale. Una cosmogonia contemporanea, dal fascino mitologico ma dalla assoluta
freschezza narrativa: più o meno l’effetto di un Esiodo che, oggi, editasse su
Twitter.
A comporre un chiasmo visuale,
Ruscica propone anche Beginning an Ending (2009): se il passato più
remoto è raccontato da giovanissimi, sono sette adulti a interpretare visioni
di un futuro più o meno prossimo. Medesima costruzione di Evolutions:
attori rigorosamente non professionisti, indirizzati e suggestionati a dovere,
liberano un’idea di futuro in questo caso rabbiosamente ancorata al presente;
se vogliamo ingenuamente post-apocalittica, ma anche qui spudoratamente e
semplicemente affascinante.
Un vero e proprio dittico, se
vogliamo tornare a un linguaggio più “artistico”; due episodi della stessa
saga, se invece preferiamo il clima cinematografico. E se dal cinema alla
televisione il passo è breve, sfruttiamo allora una metafora da piccolo
schermo: in mostra a Milano anche lo spin-off nato dalle sessioni di
ripresa, una galleria fotografica che raccoglie i protagonisti dei video
sorpresi – in pose imbarazzate – nel proprio habitat domestico.
articoli correlati
Italia-Finlandia,
“una faccia una razza”?
La
videoarte che viene dal freddo
francesco sala
mostra visitata il 20
settembre 2010
dal 16 settembre al 13
novembre 2010
Jani Ruscica – Parallel Acts
Otto Zoo
Via Vigevano 8, (zona Porta
Genova) – 20144 Milano
Orario: da martedì a sabato ore
14-19
Ingresso libero
Info: tel. +39 0236535196; fax
+39 0236535479; info@ottozoo.com; www.ottozoom.com
[exibart]
Attraverso una selezione di un centinaio di opere della Collezione Pinault, tra cui per la prima volta alcune opere moderne,…
Con 26 gallerie internazionali, la fiera boutique ha festeggiato il decimo anniversario. Tra nomi storici, new entries e la nuovissima…
L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, a Venezia: ecco la nostra selezione…
Un percorso diffuso tra mostre e installazioni che attraversa la città e mette al centro nuove forme di espressione artistica,…
Ayato Takemoto è Deputy Director del Fukuda Art Museum e del SAMAC di Kyoto, due musei in cui le collezioni…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…