Categorie: milano

fino al 15.VI.2008 | Aron Demetz | Milano, Pac

di - 6 Giugno 2008
Faceva parte degli artisti chiamati a esporre alla discussa Arte e omosessualità, l’altoatesino della scuderia di Italian Factory a cui il Pac dedica un’antologica. Qui Aron Demetz (Vipiteno, Bolzano, 1972; vive a Selva di Val Gardena, Bolzano) non mette in scena opere che potrebbero destare “disgusto” in un certo pubblico perbenista milanese. Certo, i riferimenti alla religiosità sono ben in vista, ma la posizione di Demetz riguardo a essa non è dissacratoria, anche se non è del tutto chiara.
Così, in Sacramento (2004) la lettura è a metà fra una messa in discussione del sacramento della comunione e un escamotage per avvicinare l’osservatore, attraverso il gioco, alla tematica religiosa. Allo stesso modo, in Senza titolo (2008) le due persone che rivolgono le spalle al confessionale ligneo settecentesco identificano un’umanità stanca, divorata dal peccato, che non ha più nulla da dirsi: è quindi giunto il momento di riabbracciare la fede oppure di voltarle le spalle definitivamente di fronte a un mondo troppo ingiusto?
Anche il materiale di cui l’artista si serve maggiormente, il legno, è riconducibile a quel fondamentale committente che fu la Chiesa. Ma Demetz è riuscito a staccarsi dal filone devozionale-artigianale approdando all’arte, ricollegandosi anche, per via degli stessi materiali utilizzati, all’Arte Povera.

Le sue sculture assumono quasi tutte la medesima posizione: ritte su se stesse, fronteggiano la figura dell’osservatore, che si trova combattuto fra il sentirsi coinvolto dalla loro espressione e l’esserne ignorato. Hanno infatti uno sguardo immobile, che si perde in un punto retrostante il fruitore, suggerendo un’azione mentale vissuta dalla scultura proprio in contrasto con la sua immobilità fisica. Un’indagine introspettiva, dunque, che Demetz racconta attraverso l’ausilio dei titoli, come in I need company (2000), Altrimenti ti bacio (2002), Naomi grandimani (2006), Deframmentazione (2004), dove spesso il meccanismo narrativo è sviluppato attraverso un contrasto e uno slittamento di senso tra opera e titolo.
Si tratta di sculture “silenziose”, assorte, immote. Chiedono di essere osservate senza clamore, di riflettere su ogni loro ferita, su ogni segno tracciato spontaneamente dalla natura o artificialmente dall’artista. Come non si hanno mai i loro occhi, insieme a questi sfugge la loro anima, il pensiero. Teste e corpi ricoperti di resina paiono evocare creature infernali e uomini dalla pelle sfregiata da gravi ustioni. Sono uomini e donne doloranti, ma il loro dolore espresso nella fisicità della materia corporea sembra voler riflettere un’afflizione invisibile alla vista, interna.

È una sofferenza che parla dello stato dell’uomo contemporaneo. Nella suggestiva installazione Homo Erectus (2008), Demetz chiude il cerchio dell’evoluzione e del discorso sull’uomo attraverso tre personaggi a diversi stadi evolutivi, che si fronteggiano. Nello scenario da catastrofe naturale in cui è ambientata, non sembra trattarsi di qualcosa in progress, piuttosto di un ritorno, di una ricaduta verso il passato. Il simbolo di una sorta di decadenza fisiologica dell’essere umano, fisica e spirituale.

articoli correlati
Con Elliott Erwitt alla First Gallery di Roma

francesca guerisoli
mostra visitata il 29 maggio 2008


dal 13 maggio al 15 giugno 2008
Aron Demetz
a cura di Danilo Eccher
PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea
Via Palestro, 14 (zona Porta Venezia) – 20121 Milano
Orario: lunedì ore 14.30-19.30; da martedì a domenica ore 9.30-19.30; giovedì fino alle ore 22.30
Ingresso: intero € 6; ridotto € 4/3
Catalogo Electa
Info: tel. +39 0276009085; fax +39 02783330; www.comune.milano.it/pac

[exibart]

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Rachele Frison e il mito del Vesuvio, negli spazi barocchi di un palazzo di Napoli

A Napoli, negli spazi barocchi della Casa D'Anna ai Cristallini, l’opera della giovane artista Rachele Frison rilegge la tradizione pittorica…

16 Giugno 2026 18:30
  • Mostre

Collapse, la nuova mostra di Angelo Demitri Morandini a Trento

Mappe, cieli, texture astratte da lontano, nomi di vette, terzine della Commedia, indici borsistici e pentagrammi da vicino: tutto questo…

16 Giugno 2026 18:00
  • Fotografia

Robert Mapplethorpe all’Ara Pacis di Roma: la mostra che va oltre il mito della provocazione

Oltre duecento fotografie, collage e autoritratti riscoprono la ricerca estetica del grande autore statunitense, mettendo in relazione la sua idea…

16 Giugno 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Panorama 2027 approda a Genova: Arturo Galansino curerà la sesta edizione della mostra

Panorama, la mostra diffusa organizzata dalla rete di gallerie ITALICS, si terrà a Genova nel giugno 2027: curatore della sesta…

16 Giugno 2026 16:51
  • Attualità

A Barcellona è esploso il dibattito sulla trasparenza nelle istituzioni culturali

La nomina di Valentín Roma al museo MACBA di Barcellona ha riportato al centro il dibattito sulle buone pratiche, la…

16 Giugno 2026 16:27
  • Arte contemporanea

Padova 2028: Cattelan guida la candidatura a Capitale dell’arte contemporanea

Padova presenta la candidatura a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 con Maurizio Cattelan, Marta Papini, Myriam Ben Salah, un comitato…

16 Giugno 2026 12:53