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fino al 18.IV.2009 | Daniel Silver | Milano, Suzy Shammah

di - 27 Febbraio 2009
La nostalgia è balsamo per Daniel Silver (Londra, 1972). L’uso della scultura nei suoi lavori – processo seppur appena accennato, sbeccato, incompleto e inconforme – diventa un movimento molteplice, un enorme bilico aperto sulla materia. Un potente detonatore di memoria, che lascia dietro di sé polveri e residui. Operare sulla scultura, per Silver, significa rendere la tridimensionalità un’imperfezione autentica e indotta, una nota astratta che rivela l’essenza del presente attraverso la deformazione della sua integrità.
In questa sua nuova personale dal titolo canoro Lionz in Zion, l’artista londinese recupera parte del proprio mestiere di di-seppellitore e di-scopritore della forma. Con una serie di sculture e acquarelli mette a nudo la propria capacità sintetica e segnica nei confronti della somiglianza e della memoria.
Non senza echi di maniera, Silver estrae dal bianco marmo di Carrara porzioni di materia, sfigurando le statue inutilizzate, che recupera nei laboratori di lavorazione della pietra. Scelti i pezzi maggiormente trasfigurati, sottrae nuovo volume agli scarti e poi ne accentua le sgrossature. Sculture già terminate anche se eliminate a priori, perché difettose. L’atto della creazione, così perpetrata, accanita su pezzi espressamente lavorati, si compie come una deflagrazione impotente e incontrollata. Una cascata distruttiva e, allo stesso tempo, conservativa, che spinge subbie e scalpelli a sfigurare copie di volti classici e corpi di divinità greche. Seguendo il rito di una continua mise en abyme negativa. Una sottrazione plastica di spazio pieno.
In questa breve ma condensata rassegna, Silver continua dunque la propria ricerca sulla figura tridimensionale, rivisitando i marmi da lui formalmente incisi, fino alla cancellazione dei lineamenti e al definitivo allontanamento dal sembiante. Per ogni lavoro in mostra dispone inoltre un piedistallo colorato che, partendo da materiali diversi, innalza la scultura, la musealizza senza rigore e la libera dall’obbligo della rappresentazione forzata, sollevandola dal proprio significato iconico.
A partire da questo conciso percorso di addensamento e dis-velamento nascono figure antropomorfe ormai disciolte nella memoria aggettiva della completezza. Silver, infatti, crea non più oggetti che descrivono cose, ma volumi che segnano ed esplorano i cambiamenti lasciati dal tempo sulla forma della memoria. Si vedono dunque statue che diventano sculture, pezzi di marmo come volti e pezzi di marmo sospesi tra compiuto e incompiuto. Mai però lasciarsi ingannare dai collegamenti col vero. E mai lasciarsi tentare dai paragoni con il brut o il concettuale.

Perché Daniel Silver non fa altro che recuperare la materia zuccherina del marmo e imprimervi un’idea. Un pensiero che, come un ricordo, se mai plasmato del tutto, se mai rielaborato per intero, vive la vita che lo ha impresso. Senza modificare nulla in chi lo ha rievocato.

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dal 5 febbraio al 18 aprile 2009
Daniel Silver – Lionz in Zion
Galleria Suzy Shammah
Via San Fermo / via Moscova, 25 (zona Moscova) – 20121 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 14-19
Ingresso libero
Info: tel. +39 0229061697; fax +39 0289059835; info@suzyshammah.com; www.suzyshammah.com

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