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Fino al 18.V.2019 | Loose Ends | Galleria Renata Fabbri, Milano

di - 9 Maggio 2019
“Loose Ends”  è il titolo della  mostra di opere di Vlatka Horvat, Sophie Ko e Istvan Ist Huzjan e Dino Zrnec, a cura di Branka Bencic, ospitata nella galleria milanese di Renata Fabbri, dove si trovano guizzanti proposte di talenti emergenti internazionali che lavorano con materiali diversi e realizzano  per lo più opere site-specific per riconfigurare la percezione dello spazio preesistente. Questa mostra, come il titolo suggerisce, indica come presupposto formale il concetto di irrisolto, incompleto, effimero che quattro artisti declinano in maniera differente seguendo la loro poetica all’insegna della libertà espressiva. Nell’ambito della strategia dell’instabilità, le opere dialogano tra loro attraverso complesse modalità esecutive che materializzano processi di trasformazione,  confronti tra discontinuità spaziali e temporali, improvvisazione e ripetizione, come ripensamenti  dell’incertezza e vulnerabilità del presente.  La materia dei processi artistici indaga relazioni complesse in bilico tra fisicità e immaterialità, questo è il tema fondamentale dell’articolata mostra con oggetti ready –made- Untitled  (cleats), opere a tecnica mista  in cui la temporalità del processo artistico, dall’evidente seduzione tattile e visiva, inclusi gli errori, come dimostrano le opere di Dino Zrnec (Zagabria, 1983), capaci di sondare gli elementi essenziali della sua ricerca pittorica, in cui gli scarti caratterizzano la forma. Vlatka Horvat, dopo 20 anni USA vive e lavora a Londra, dalla creatività poliedrica e performante propone confronti tra la figura umana e il proprio contesto, mettendo in discussione strutture fisiche, materiali e concettuali con soluzioni formali diverse in rapporto allo spazio in cui si inseriscono. Divisions in particolare e altri lavori evidenziano il gesto capace di riconfigurare lo spazio, quale elemento di demarcazione di un territorio, risolte in paradossali planimetrie, strategicamente assemblate adagiate sul pavimento della galleria, in cui il visitatore si muove, compie azioni e diventa parte integrante della relazione tra corpo e opere.
Loose Ends, vista della mostra
Nella seconda sala della galleria al piano terra, insieme alle altre opere di artisti già citati, compare Istvan Ist Huzjan (Lubiana, 1981), riconoscibile per assemblamenti di vecchie cornici e telai  come essenza della produzione materiale del fare arte. In Unnamed figure, si esplora lo spazio di riflessione su concetti di tempo, storia, memoria e identità come effetti di stratificazione del passato e presente. Le sue strutture vuote sono cariche di riferimenti simbolici e culturali, piene di possibilità espressive e immaginative che trasfigurano il concetto di spazio vuoto, come una possibilità dell’incertezza di un immaginario infinito  Nel piano sotterraneo si riconosce Sophie Ko (Tiblisi, 1981), artista  pluripremiata di casa nella galleria di Renata Fabbri,  “veterana”  di  numerose mostre personali e collettive,  che in questa occasione  non smentisce  la sua poetica con Geografie Temporali, opere fragili quasi impalpabili, fluide, ideate per configurare immaginarie  topografie in bilico tra materialità ed evanescenza, in cui dense stratificazioni di pigmento contengono processi, suggestioni di trasformazioni culturali e paesaggistiche, e la polvere dei  colori trasfigurano frontiere mutevoli, dove tutto cambia rapidamente e ciò che appare. Parole e concetti strutturati a parte, le opere viste una ad una possiedono una loro intrinseca valenza, sono autonome seppure corali. La mostra pur muovendosi in un territorio minato intorno al concetto di precarietà, è più chiara vedendo le opere esposte, volutamente antimonumentali, “aperte” direbbe Umberto Eco, in cui l’instabilità è improvvisamente concreta, con soluzioni solide  che evocano metafore complesse, rimandi, evocazioni sottili tra visibile e invisibile senza scadere nella retorica manierista del deja vu.
Jacqeline Ceresoli
Mostra visitata il 2 aprile

Dal 2 aprile al 18 maggio 2019
Loose Ends
Renata Fabbri via Stoppani 15/c Milano
Orari: Martedì – Sabato 15.30 / 19.30

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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