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fino al 19.X.2008 | Molteni & Motta | Milano, Carla Sozzani

di - 17 Settembre 2008
È il giorno del vernissage. C’è calca nella saletta-tender della Galleria Sozzani. All’interno ci sono loro. Saranno in tutto una ventina. Sono un gruppetto di volti. Appesi a grappoli alle pareti, stampati su carta baritata e infine stesi su un foglio sottile d’alluminio. Sono foto-ritratti, individuali e collettivi. Una carovana composta, un circo di belle maniere e personalità in erba; visi seri tinteggiati dalle slavature, dalle sfumature maldestre di toni bianchi e di timbri neri. Popolo bruciato da brutali contrasti.
Ma, viene da chiedersi, perché proprio loro? Quanto sono diversi, oppure simili, a tutti gli altri? In questo piccolo spazio si vedono solo alcuni dei ventenni milanesi, con eccessive pretese allegoriche. Sono solo tipi educati-ma-strambi alle prese con le risapute avvisaglie dell’autocoscienza e le rispettive lusinghe dell’obiettivo. Sembrano tutti lì e giusto lì, orgogliosi nel loro farsi vedere. I Ragazzi di Milano stanno in posa, comodi davanti a quell’occhio angusto e nero che sembra averli catturati con docile cura, senza eccessive costrizioni; loro poco più che immagini, svuotate di qualsiasi riottosa belligeranza.
Guardando la mostra nell’insieme, si ha la netta sensazione che queste giovani leve siano state invitate a giocare su un set domestico e a calcare l’ennesimo spazio ristretto di un luogo che, accogliendoli, ha poi finito per ingabbiarli. Tutta l’operazione ha finito, dunque, all’opposto, per incastrare modelle e modelli nella noia dell’apparire e nella banalità dell’apparenza stessa. Nel complesso, stando in mezzo alle fotografie, proprio nel centro della sala, sembra di avere attorno soggetti un po’ insoliti, ma non così bizzarri, non così fauve da non poter essere inclusi nell’album di famiglia.
Lo sfondo steso a ogni scatto, alle spalle di questi neofiti, è un leggero telo-fantasia con variegature finto-spatolate; una quinta che, invece di porre i ragazzi all’interno di visioni prospettiche infinite e punti di fuga indeterminati, serve soltanto da recinto, da paravento neo-brocantage. Riducendo i ritratti a volti da rivista di moda di seconda categoria, quelle che, per intendersi, riconducono l’universo intero sotto le luci della ribalta.
In sala, però, i protagonisti degli scatti e i due autori, Molteni & Motta, all’anagrafe Giuseppe Molteni e Roberta Motta, sono presenti. Angela, Arianna, Amir e via discorrendo, si muovono tra gli osservatori, sono sgargianti nella loro unicità e ridondanti nella loro presunta esemplarità. Sembrano solo ragazzi, magari un po’ pseudo-freak, molto post-punk, per nulla total-emo e a volte eccessivamente meta-glam. Sono leggermente smagati e leggermente seri, come il rigore di una buona famiglia di città ha imposto loro.
Sono una piccola parte di una generazione che, in verità, non ha confini reali, che è in cerca delle proprie regole e che ha sempre fame, appetito della sola novità che dia loro certezze ripetute. Novità che l’aura sbagliata di questo fotografare stantio non restituisce loro.

ginevra bria
mostra visitata il 6 settembre 2008


dal 6 settembre al 19 ottobre 2008
Molteni & Motta – Ragazzi di Milano
a cura di Giuliana Scimè
Galleria Carla Sozzani
Corso Como, 10 (zona Stazione Garibaldi) – 20154 Milano
Orario: martedì e da venerdì a domenica ore 10.30-19.30; mercoledì e giovedì ore 10.30-21; lunedì ore 15.30-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 02653531; fax +39 0229004080; info@galleriasozzani.org; www.galleriasozzani.org

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