Laura Pozzi disegna, schizza, costruisce, elabora…poi nel momento definitivo traccia il solco sulla lastra, o sul linoleum, ed è lì il perentorio farsi del quadro, che quindi trattiene non solo l’immagine impressa ma anche tutto il tempo e la dedizione occorsi per realizzarlo.
Un’esposizione di circa 40 incisioni, acqueforti, acquetinte, maniere nere, calcografie al lineoleum, sono solo il pretesto per rivelare quanto di più concreto e faticoso stia dietro il lavoro creativo di chi l’arte la pratica e la vive come profonda espressione di sé, come comunicazione di stati particolari del pensiero, come registrazione trasposta di realtà. Inutile sottolineare la freschezza delle composizioni, che a tutti risulteranno immediate, ma merita un cenno preciso il suo stile che si sta delineando in modo sempre più preciso e coerente. Uno stile fatto di amore per la forma che è figura, risolta con una semplicità disarmante, pulita, leggera, a testimonianza di una forte opera di distillazione compiuta sul progetto che si trasforma in opera.
“Questa è la bellezza dell’incisione -leggiamo nel catalogo- tecnica difficile e faticosa ma affascinante nei suoi passaggi tra acidi e carte e torchi…
Dove allora possiamo ritrovare il sogno se tutto è così apparentemente tecnico e meccanico? Nel segno tracciato con la punta del suo ferro: una linea che percorre orizzonti mai visti prima, perché unica è la testimonianza di ogni artefice.La forza di una donna passa così dalla mano al ferro. Volando.”
(dal comunicato stampa)
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