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fino al 25.II.2010 | David Tremlett | Milano, A arte Studio Invernizzi

di - 5 Febbraio 2010
Dipinge l’oltre, lo indaga, apre varchi impossibili la
personale di David Tremlett (Saint Austell, 1945; vive a Bovingdon Herts). Un oltre che si compone di forme e paesaggi
interiori realizzati stendendo il colore con le mani sulle bianche pareti dello
spazio espositivo. L’informalità dello spazio, così, assume il volto di
un’architettura nitida e sconfinante… Appunto, oltre.
Tremlett definisce con queste parole il suo lavoro: “C’è
una relazione con l’architettura, con il tipo di progetto e con il contesto
”. Un pensiero che, tradotto, si
rivela nella simbiotica fusione tra opere in mostra e ambiente: “In questi
interventi emerge ancora una volta
”, si legge nel testo critico, “l’elemento di fondo che caratterizza
il suo percorso artistico, ovvero una progettualità fattiva e concreta, che
porta a una modificazione del dato spaziale secondo aree e presenze cromatiche
che definiscono l’opera e la sua relazione con la parete
”.
L’artista britannico percepisce i luoghi e così li
rielabora, li deforma, ne amplifica l’aura suggerendone prospettive insolite,
molteplici e cangianti. Dunque, anche in questa personale milanese resta sempre
il muro il supporto privilegiato dall’artista, che è pittore e scultore al
tempo stesso. Il gesto proprio dello scultore è visibile man mano che ci si
avvicina alle pareti, dove la materia artistica si legge senza indugi: pastelli
e grasso. Una scelta stilistica del fare arte che l’inglese porta avanti sin
dagli anni ’80, realizzando interventi in musei, spazi pubblici, gallerie e
spazi privati di tutto il mondo.

Lavori che soltanto poche volte sono permanenti e che
quasi sempre, come anche in questo caso, dureranno giusto il tempo della
mostra. Il principio è che “l’esperienza della creazione ha maggior valore
della durevolezza dell’opera stessa
”. Perciò tutto esiste hic et nunc, e non può esserci durata
permanente.
Leit motiv dei wall drawing in mostra, il ripetersi di
lunghe fasce colorate, solcate da lettere dell’alfabeto. Ora verdi nel Drawing
(long lines)
, che
accoglie il visitatore, anzi, addirittura lo cattura già dall’esterno,
filtrando il colore pastello che lo contraddistingue già al di fuori dei
finestroni su Via Scarlatti. Aree di colore intenso e lettere che compongono
una sinfonia visiva anche per i quattro pannelli che ricordano l’eterno
conflitto in Drawing (Pakistan/Afghanistan). E ancora, in Drawing (Places
of Work)
, le
lettere diventano lunghe e sinuose liste di città: da Milano a New York, c’è
tutto il mondo che attraversa i due grandi rettangoli bianchi che campeggiano
nello spazio sottostante.

Nei due piani della mostra c’è un’atmosfera di precarietà
dovuta alla brevità della durata delle opere. Uno stato di fragile precarietà
che avvolge le forme trapezoidali, rettangolari, i cerchi, le linee dai colori
leggeri. Regna la leggerezza di un attimo che non è eterno, ma che è immenso
proprio per questo.

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Tremlett
a Bologna

caterina misuraca
mostra visitata il 14 gennaio 2010


dal 15 dicembre 2009 al 25 febbraio 2010
David
Tremlett – Drawn. Rubbed. Smeared
A arte Studio Invernizzi
Via Scarlatti, 12 (zona Piazza Lima) – 20121 Milano
Orario: da lunedì a venerdì ore 10-13 e 15-19; sabato su appuntamento
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel./fax +39 0229402855; info@aarteinvernizzi.it;
www.aarteinvernizzi.it

[exibart]


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