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fino al 26.I.2008 | José Molina | Milano, Galleria Ca’ di Fra’

di - 14 Gennaio 2008
La mostruosità umana, racchiusa in cornici oniriche, è indagata da José Molina (Madrid, 1965), antropologo dell’immaginario, attraverso la serie Predatores. Trentasette ritratti, realizzati dal 2004 al 2006 -solo alcuni sono in mostra-, strizzano l’occhio alle caricature di Honoré Daumier e s’ispirano alla catena alimentare animale, partendo dagli Dei che, “come le balene, aprono le loro enormi bocche per ingoiare centinaia di anime anonime, fluttuano nell’aria senza alcun contatto con la realtà, giocando le loro interminabili partite a scacchi con se stessi”, fino agli Esseri Candidi che, “restando nell’ombra danno equilibrio a questo mondo impoverito con la loro sensibilità, il loro altruismo”.
Ogni lavoro, realizzato in bianco e nero con lapis Karisma Colour e Prismacolour su cartoncino bianco Fabriano, è accompagnato da un testo scritto dallo stesso artista, a parte alcune eccezioni, come nel caso del commento sulla natura del genere umano paragonato dall’agente Smith in Matrix a un’infezione da debellare. Tutti i testi ampliano il contenuto delle opere, nel tentativo di arrivare fino in fondo ai sentimenti e alle esperienze degli esseri ritratti. I ritratti, inoltre, trovano il loro naturale completamento nelle sculture/cornici di Pippo Basile, che liberano “i personaggi dal rettangolo di cartone al quale tante volte sono condannati”.

Una fusione surreale di pittura, grafica e letteratura incentrata sulla figura dell’uomo, che viene confrontato con la natura, l’unica dimensione in cui è possibile recuperare la verità ottenebrata dall’istinto di sopraffazione umano. Lo stesso Molina spiega la scelta dei suoi soggetti: “A me interessa molto l’uomo, quello che c’è nella sua interiorità, ciò che sente, come comunica, come si relaziona. La natura per me è dea, realtà, la giusta misura di tutto”. Artista visionario, crea infatti mutanti a metà tra l’umano e l’animale, “extra-umani” dai tratti incisivi e dai particolari minuziosi. “Il suo sguardo di Uomo racconta l’Uomo, attraverso la metafora dell’Animale”, mentre il corpo umano diventa il “manifesto delle storture umane”.
Lo spettatore è così condotto attraverso un viaggio ironico e dissacrante, dall’alta qualità formale, che esplora la decadenza umana nelle sue forme più mostruose. Riprendendo la filosofia di Hobbes, Molinas ritiene che l’uomo non sia un essere brillante animato da spirito di solidarietà ma, spinto dall’istinto di sopravvivenza, esprima le sue peggiori qualità che già Plauto aveva sintetizzato in “homo homini lupus”. L’artista, quindi, getta uno sguardo dissacrante sulla società ed è proprio l’occhio a essere utilizzato come “parametro della conoscenza del mondo dentro e fuori”.

Le pulsioni più brutali nascoste sotto la ragione materializzano così un fantastico bestiario che, partendo dagli stadi dell’evoluzionismo di Darwin, passa attraverso l’uomo-bestia dei Surrealisti, la fisiognomica di Le Brun e la psicologia di Freud.

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mostra visitata il 13 dicembre 2007


dal 13 dicembre 2007 al 26 gennaio 2008
José Molina – Predatores
Galleria Ca’ di Fra’
Via Farini, 2 (zona Cimitero monumentale) – 20121 Milano
Orario: da lunedì a sabato ore 10-13 e 15-19
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0229002108; gcomposti@gmail.com

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