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Fino al 27.V.2017 | Flavio de Marco, Planetarium | M77, Milano

di - 16 Maggio 2017
Flavio De Marco (1975), artista leccese trapiantato a Berlino, si presenta a Milano  con un progetto complesso dal titolo “Planetarium”: un viaggio siderale dallo spazio, dal macrocosmo fino al microcosmo del proprio quotidiano, nell’atelier dove nasce l’opera, attraverso immagini  di paesaggi cromatici, alcuni dall’energia ipnotica, nature morte monocrome intorno a cartografie immaginarie di Mercurio, Venere , Marte e Giove, ospitate al piano terra della M77 Gallery. A questa serie di dipinti di registro più astratto, seguono al piano superiore della galleria altri in cui ricompare la figurazione, compreso Autoritratto in moto con Matisse e Braque (Neptunus), del 2017 che dovrebbero evocare escursioni extra siderali intorno a Nettuno e in altre opere Saturno e Uranio. In questo tour alieno la Terra non c’è poiché è stata indagata nel precedente progetto intitolato “Stella” esposto nel 2014 alla GNAM (Galleria Nazionale d’arte Moderna).
Il percorso espositivo si snoda su due piani della galleria con una serie di opere che intendono metaforicamente allineare i pianeti secondo le diverse tappe delle travagliate evoluzioni della ricerca artistica dell’autore vissute in fase di realizzazione. Questo progetto cosmografico ambizioso è un espediente narrativo, dopo l’esperienza della mostra “Stella”, incentrata sull’investigazione del paesaggio terrestre attraverso la rappresentazione di un’isola immaginaria, nasce dalla necessità dell’autore di staccarsi da un riferimento preciso per perlustrare un immaginario soggettivo ed emotivo insieme.
De Marco attraverso congetture spaziali e sensoriali con questi dipinti indaga il potenziale del linguaggio pittorico in se, a prescindere dal tema, partendo dall’astrazione per approdare alla rappresentazione della realtà, anche se non tutti sono riusciti sul piano formale e concettuale, la profondità spaziale è il soggetto. Sono opere che nascono da una riflessione sulla prospettiva, nel dettaglio della finestra: spazio aperto su mondi teorizzato da Leon  Battista Alberti, per l’autore come per la nostra generazione internettiana, lo schermo del computer è la finestra, assurta a icona  dell’epoca digitale che non a caso compare in tutte le opere di De Marco al piano terra con schermate di software in grigio e in  nero, strutture  geometriche di cornici vuote dipinte su tela dove immaginare chissà quali paesaggi, orizzonti ermeneutici. Le sue finestre sembrano sul punto di scomparire, configurando uno spazio virtuale precario come le nostre esistenze per composizione e cortocircuiti visivi e cognitivi evocano immagini della storia dell’arte, di poster pubblicitari, come brochure turistiche o cartoline che appartengono al nostro immaginario, anche se non tutte le opere vibrano, l’intenzione è originale nella tensione cromatica-concettuale. Artista dall’indiscutibile virtuosismo pittorico e abilità di trattare diverse tecniche e tematiche, De Marco con questa mostra personale troppo costruita a tavolino, concepita con opere in serie come sequenze di immagini di un film surreale, non colpisce perché tra la mappatura di un pianeta e l’altro manca l’emozione e sembra esaurita la vena creativa. Mostra senza lode e senza infamia che rischia l’anonimato, bastava una maggiore selezione d’immagini per valorizzare il linguaggio cromatico. Peccato!
Jacqueline Ceresoli
Mostra visitata 11 aprile
Dal 28 marzo al 17 maggio 2017
Flavio de Marco, Planetarium
M77 Gallery Milano, via Mecenate77
Orari: da martedì a sabato dalle 11:00 alle 19:00
Info: info@m77gallery.com

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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