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Fino al 28.I.2017 | Tobias Rehberger, Tous pour les femmes | Galleria Gio’ Marconi, Milano

di - 22 Dicembre 2016
La quarta mostra personale di Tobias Rehberger (1966), artista tedesco tra i più interessanti della sua generazione noto per sconfinamenti di genere tra pittura, scultura, design e architettura, a Milano nella galleria fashion di Giò Marconi non è come ve lo aspettate. Questa volta, l’inventore di ambienti e installazioni spaesanti e sinestetici che nel 2009 con il caffè situato nei Giardini ha vinto  il Leone d’Oro alla 53esima Biennale di Venezia, sorprende per humor e poesia con oltre 30 lavori su carta di vario formato che includono acquerelli, stampe, disegni a matita e a pastello giocati su tratti essenziali e tonalità tenui.
Si tratta di una micro retrospettiva di opere su carta, alcune autonome e altre invece sono studi per progetti di lavori di grandi dimensioni; tutte invitano lo spettatore ad inoltrarsi nel mondo immaginifico di cortocircuiti visivi e concettuali dell’autore politicamente scorretto e garbatamente cinico.
Il percorso espositivo incomincia nel cortile interno della galleria con l’insegna al neon di pugno alzato (tra i molti simboli del movimento femminista anni’70), che alterna le scritte “Tous pour les femmes”, un omaggio all’eterno femminile  e “RES-TO”, una parola ambivalente che può essere letta sia come resto/spoglia/rimanenza, sia come “io-resto”, prima persona del verbo restare, che invita lo spettatore a varcare l’ingresso della galleria.

Apre la parate di opere su carta una seconda insegna al neon con due lampadine rotte dall’autore: una scritta intermittente “WHAT ELSE?” che poi si trasforma in “S-WE-AT”, occhio ai doppi sensi, una indicazione da tenere presente anche nei titoli delle sue opere come chiaro monito di informazioni paradossali e conflittuali molto ironici e spesso irriverenti.  Tra un disegno e l’altro, apparentemente immediati, fate attenzione agli stereotipi e pregiudizi politici razziali, sessuali, come la ragazza bionda con un sederone prorompente su cui poggia biscotti e un bicchiere di latte, oppure l’inquietante Prejudices against white males (15), un pollo arrostito adagiato su un piatto di portata con arti inferiori piegati e quelli superiori incrociati, che evoca  la sagoma di una donna abbronzata  acefala con le braccia incrociate sdraiata al sole. Con la serie di acquerelli Mehr Russen, Kongolesen, Syres, Pariser und Amerikaner, die schon mal besser aussahen, del 2016, l’autore cartografa  i popoli europei attraverso i loro costumi tradizionali, fanno sorridere Uno dei due ragazzi con grandi palle (2), dalla faccia simile a quella di Grillo e Uno dei due ragazzi con grandi palle (1) entrambe le opere del 2015, del tutto simile a Papa Francesco. La chiave di interpretazione di questa briosa mostra è la messa in discussione del rapporto tra testo, immagine, significato e significante, lingue e intrecci possibili tra immaginazione, rimandi semantici scombinati che invitano a riflettere sul non sense di molti dei nostri comportamenti e condizionamenti mentali assurdi, non descritti ma criticati in modo sagace e come lo capirete più che vedendo, “leggendo” significati, metafore e allusioni sottese tra un tratto e l’altro, solo apparentemente innocenti.
Jacqueline Ceresoli
mostra visitata il 17 novembre
Dal 17 novembre 2016 al 28 gennaio 2017
Tobias Rehberger, Tous pour les femmes
Giò Marconi,
via Tadino 20, Milano
Orari: da martedì a sabato dalle 11:00 alle 19:00
Info: www.giomarconi.com

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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