La paglietta d’acciaio, ad esempio, utilizzata
per disegnare serie di autoritratti o paesaggi: “wool drawings”, li definisce l’artista,
in cui la fibra metallica compone chiaroscuri e contorni, figure
dall’impressione sfumata e mobile, soprattutto nelle selve folte e vaghe di Ignition divorate dalle
fiamme. Tout passe tout casse tout lasse, insomma:
mutevole, come la Luna che solca il cielo in The blanch moon, video alquanto
avulso dal contesto e debole sul piano formale e concettuale, specie se
paragonato ad altri pezzi di maggior impatto.
Notevole infatti l’effetto scenografico delle
installazioni al piano inferiore, dove spumose matasse simulano colonne di fumo
che s’innalzano dagli pneumatici:
fake palesemente
ispirato agli stereotipi di tumulti di piazza, rivolte, guerriglie urbane. E,
accanto all’esplosione collettiva, la doppia chiave identificazione-identità
insita nelle macroscopiche impronte digitali, che una resa analitica quasi
sfrangia in corpose orme pittoriche.
Sfugge l’”unitarietà” suggerita dal curatore – “soggetto della mostra è il carattere complesso e ambivalente
di ogni manifestazione sociale, ma anche l’ubiquità dei nostri atteggiamenti e
della nostra stessa identità” -, e pare anzi che il fil rouge di questa
personale, se proprio
lo si volesse trovare forzando un po’ la mano, si dipani secondo un rapporto
tra forma e contenuto che decisamente non vede il secondo prevaricare sulla
prima. Anzi, in assenza di messaggi criptici o pregnanti sotto il profilo
politico-ideologico, deliziosamente ingenua appare la perspicuità di Small Anthem, una
“striscia” di calciobalilla dove una disciplinata schiera di calciatori
si coalizza in un’inutile barriera, visto che la fragile porcellana di cui sono
fatti andrà in pezzi al minimo urto.
In tanta eterogeneità, potrebbe mai mancare la fotografia?
Il soggetto è di nuovo l’artista stesso, “bloccato” dall’obiettivo nell’atto –
vano – di saltare la corda che gli tiene legati i piedi. Ancora una volta,
paradossalmente, è una prospettiva “soggettiva” a farsi strumento e manifesto
di una personalità eteroclita.
Weinstein
da Ermanno Tedeschi
La
Sinagoga di Ostia antica e l’arte contemporanea
anita pepe
mostra visitata il 19 settembre 2010
dal 16 settembre al 30 ottobre 2010
Gal
Weinstein – Beside Each Other
a cura di Gabi Scardi
Galleria
Riccardo Crespi
Via Mellerio,
1 (zona Cadorna) – 20123 Milano
Orario: da
lunedì a sabato ore 11-13 e 15-19.30
Ingresso
libero
Catalogo
disponibile
Info:
tel./fax +39 0236561618; info@riccardocrespi.com; www.riccardocrespi.com
[exibart]
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