Sono due mostre distinte, diverse ma fuse l’una nell’altra. La prima ci parla della pittura di Gilgogué (1947, Cabourg), nome d’arte di Gilles Goguet, per metà italiano e per metà francese. La seconda è una mostra storica di scultura africana che recupera da importanti collezioni private bellissime e antiche opere, manufatti di varie tribù tra i quali Dogon (Mali), Yaouré (Costa d’Avorio) e Pende (Repubblica Democratica del Congo). Si tratta di sculture che i vari popoli hanno ricavato da blocchi di legno con il solo aiuto di lame orizzontali. E come scrive il gallerista Eugenio Bitetti nel catalogo, questo “induce a lasciarsi guidare dai piani di sfaldamento del materiale adoperato e a trovare efficaci scorciatoie nella composizione di volumi”.
Le mostre, si diceva, sono incastonate l’una nell’altra, e le sculture sono disposte esattamente in mezzo ai dipinti, in modo che sia impossibile ai visitatori non cercare degli elementi comuni. Ma perché confrontare l’estetica spigolosa e stratificata, deformata e anche alle volte inquietante dell’antica Africa con un pittore europeo pieno di colori e di ironia? Dove si può trovare il parallellismo tra degli oggetti di antiquariato risalenti anche a duemila anni fa, che da soli ricreano un’atmosfera da riti magici e propiziatori, e un artista contemporaneo che gioca con il collage creando personaggi dai grandi occhi tondi e dal sorriso largo? Per rispondere bisogna prima capire con quali meccanismi nascono le opere di Gilgogué. Sono quasi sempre collage realizzati con carta da musica, buste da lettere, manifesti pubblicitari e materiali già utilizzati. Le composizioni sono perlopiù volti dai grandi occhi, la bocca sproporzionata e i tratti disposti in qualche espressione da pantomima delineata nei tratti essenziali. Il
carolina lio
mostra visitata il 16 giugno 2005
A Napoli, negli spazi barocchi della Casa D'Anna ai Cristallini, l’opera della giovane artista Rachele Frison rilegge la tradizione pittorica…
Mappe, cieli, texture astratte da lontano, nomi di vette, terzine della Commedia, indici borsistici e pentagrammi da vicino: tutto questo…
Oltre duecento fotografie, collage e autoritratti riscoprono la ricerca estetica del grande autore statunitense, mettendo in relazione la sua idea…
Panorama, la mostra diffusa organizzata dalla rete di gallerie ITALICS, si terrà a Genova nel giugno 2027: curatore della sesta…
La nomina di Valentín Roma al museo MACBA di Barcellona ha riportato al centro il dibattito sulle buone pratiche, la…
Padova presenta la candidatura a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 con Maurizio Cattelan, Marta Papini, Myriam Ben Salah, un comitato…