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Fino al 4.XI.2017 | Sauro Cardinali, Punti Cardinali | The Flat Massimo Carasi, Milano |

di - 30 Ottobre 2017
Nel mare magnum dell’arte visiva contemporanea dalle sue molteplici possibilità formali e combinatorie, capita poche volte di stupirci per intuizione e rigore di lavori che non si dimenticano! Ciò accade osservando un nucleo di opere scelte che documentano la ricerca artistica di Sauro Cardinali (1954) esposti a Milano in occasione della sua prima e significativa mostra personale nella galleria The Flat di Massimo Carasi, dove si trovano opere non banali capaci di unire l’aspetto formale con quello creativo e poetico. Tra le alte installazioni site specific in mostra con Autoritratto di nessuno-autoritratto di ciascuno (2017), Madre Ammirabile e Nestore (2012-14), Sauro Cardinali ritratta il ritratto e “mappa” indagini psicogeografiche intorno a tematiche umaniste che lo caratterizzano come: la memoria, la parola scritta, il caso e la regola, la materia, lo spazio e una particolare abilità di unire l’aspetto concettuale con quello formale e poetico. L’identità e la ricerca di un senso tra significato e significante, parola e immagine o evocazione, scultura e pittura, sono valori ambivalenti in cui tutto dipende da come le si percepisce, dove nulla appare come sembra e la tensione formale è al centro della sua indagine, di matrice rinascimentale. Nelle sue opere, il titolo, la parola scritta e i materiali come nel caso dell’opera Madre Ammirabile, costituiscono il messaggio, in cui sulla facciata di un disco detto “Rotolo matrice” è costruito da un lungo nastro da carta della larghezza di qualche centimetro; un intervento grafico affiancato da una corda ricoperta di fili multicolori che si srotola seguendo un ordine prestabilito, e tra ordine e disordine, qui tutto riconduce alla professione di sarta della madre dell’artista.
Sauro Cardinali, Punti Cardinali, vista della mostra
Nestore (2017), l’anagramma del nome del padre Ernesto, mugnaio, è l’opera più recente dell’artista post poverista non ideologicamente marcato, fedele alle intuizioni pure, dedicato al padre, dopo la madre, l’altro punto cardinale dell’artista, che prende il titolo del fiume che scorre in una valle nei pressi della sua casa in Umbria. L’opera è più complessa di quanto appare, la Matrice che riporta in facciata il nome di Nestore è abbinata a due oggetti, il primo è Argine, un tratto di argine contenitivo formato da 39 barre di legno di faggio di spessori diversi alla lunghezza di 220 centimetri e l’ampiezza di 10, ordinate secondo una scansione numerica fissa e inalterabile. In quest’opera sono significative oltre alle parole, anche le tracce di pittura costituenti la parola Nestore, in cui la sequenza di tratti bianchi e neri riportate sulla struttura di barre di faggio compone una melodia elettronica con un meccanismo detto Marchingegno, simile ai primi piano forti meccanici, che decifra  grazie a una scheda  Arduino, frutto della collaborazione con i fratelli Barcaccia in cui l’input grafico  da forma a un suono circolare ipnotizzante con l’alternanza di tratti chiari e scuri, senza scadere nella citazione dell’arte optical -cinetica degli anni ‘60, ad alto tasso poetico. Il legno svela le sue origini umbre, utilizzato anche nell’opera Neve (2016), un assemblaggio eterogeneo, in bilico tra ragione e sentimento, di spezzoni lignei formati da lettere dell’alfabeto ricomposti in un blocco unico, in cui la parte inferiore dell’oggetto viene immersa in una vasca di tempera nera per evidenziare la sua purezza formale originale. Chiude il viaggio dentro a una sorta di “autoritratti geografici ed emotivi”, riassunti in “Punti Cardinali” di Sauro, come suggerisce il titolo della sua mostra, l’indimenticabile Autoritratto di nessuno-Autoritratto di ciascuno (2017): un’opera sinuosa composta da un lunghissimo segmento di perline contenente le lettere del nome dell’artista adagiato sul pavimento in direzione dei quattro punti cardinali che nella resa formale evoca un rosario. L’opera si presenta come una traccia sulla propria identità come  dispositivo linguistico e visivo che attiva cortocircuiti semantici, in cui l’uso dei materiali si fondono con il pensiero più impenetrabile, per snodare e riannodare  un ‘identità apolide nella geografia dell’arte, dove tempo e spazio, essere e non essere , il caso e la regola, si concretizzano in una forma che si fa sostanza poetica in cui il valore sta nell’estensione di significato raggiunto .
Jacqueline Ceresoli
Mostra visitata  il 28 settembre
Dal 28 settembre al 4 novembre 2017
Sauro Cardinali, Punti Cardinali
The Flat -Massimo Carasi
via Paolo Frisi 3, Milano
Orari: da martedì a sabato dalle 14:00 alle 19:30
Info: www.carasi.it thefat-carasi@libero.it

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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