Da oltre 150 anni a Castiglione Olona, borgo medioevale nei pressi di Varese, opera la “Mazzucchelli Celluloide 1849”, una ditta leader nel settore della produzione delle materie plastiche. Negli anni tra il 1969 ed il 1973, questa azienda creò il “Polimero Arte”, un centro di ricerche estetiche, in cui i migliori artisti nazionali ed internazionali del periodo – tra cui Giacomo Balla, Enrico Baj, Vittore Frattini e Man Ray – furono invitati, sotto la guida di Gillo Dorfles, ad interpretare la plastica in modi e forme inusuali.
I multipli realizzati al Castello di Monteruzzo, sede del laboratorio, sono stati esposti saltuariamente nell’ultimo trentennio. Tra le poche mostre allestite, si segnalano, per esempio, “Nuovi materiali, nuove esperienze” alla “6° Rassegna d’arte Contemporanea di Acireale” del 1972 e “Tempo e Spazio” al Festival dei Due Mondi di Spoleto dello stesso anno.
Appare, pertanto, di grande interesse l’accordo siglato tra il Comune di Castiglione Olona e la “Mazzucchelli Celluloide 1849”, teso a far nascere nel nuovo centro artistico della Corte del Doro – dimora patrizia del Quattrocento, ricca di affreschi e decori profani coevi di grande suggestione – un Museo d’Arte Plastica (MAP), in cui ospitare, in modo permanente, l’intero corpus del “Polimero Arte”, composto da circa una cinquantina di pezzi.
Non mancano, poi, nemmeno i nomi prestigiosi per il lancio di questo nuovo e particolare progetto, che vedrà la luce nell’estate del 2001. A curare l’allestimento ed il percorso espositivo saranno, infatti, lo storico dell’arte Rolando Bellini e l’Architetto Sandro Scarrocchia. Ai due studiosi spetta il compito, non facile, di collegare con un filo rosso passato e presente, di accostare l’architettura e la vivace pittura rinascimentale dell’edificio alle forme artistiche contemporanee dal croma intenso, realizzate, con materiali tecnologicamente avanzati ed artisticamente poco usati, nel Castello di Monteruzzo.
Si segnala, infine, che l’avventura del “Polimero Arte”, da cui sono nate opere come “Personaggio” di Enrico Baj o “Boule sans neige” di Man Ray, ha avuto una felice propaggine negli ultimi quindici anni, con sperimentazioni estetiche nel campo del design e della moda, quali “Dalla Tartaruga all’Arcobaleno” alla Triennale (Milano, 1985), “Scenes de mode, scenes du monde” a Parigi (1992) e “L’occhiale in plastica, voglia di colore, voglia di design” al Palazzo delle Stelline (Milano, 1999).
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