Categorie: Moda Mostre

L’eleganza sovversiva di Vivienne Westwood, a Lione

di - 8 Ottobre 2020

Dalla visione punk anti-consumista del do it yourself all’attuale Fashion Activism, la Francia organizza per la prima volta una mostra consacrata a Vivienne Westwood, un’icona della moda da quasi cinquant’anni.
“Compra di meno, scegli bene, fallo durare!” Afferma Lady Westwood – promossa al rango di Lady dalla regina Elisabetta II nel 2006 – più militante che mai; la stilista britannica è un’attivista per i diritti umani, combatte il riscaldamento globale e condanna le disfunzioni dell’apparato politico e finanziario. La sua filosofia ambientale è nel libro Get a Life: The Diaries of Vivienne Westwood o su climaterevolution.co.uk

Veduta della mostra, ph. Pierre Verrier

Questa è storia recente, ma prima?
Siamo nella Londra degli anni ’70, al 430 di King’s road si accendono le vetrine di quello che sarà il laboratorio del movimento punk, Sex, il negozio controcorrente che ha visto i primi modelli dell’enfant terrible della moda, creati con il suo compagno Malcolm McLaren, manager dei Sex Pistols. Gli anni ’80 vedono la prima sfilata con la collezione Pirate disegnata con McLaren che lanciò lo stile New Romantic, a cui seguono la collezione Witches, in collaborazione con Keith Haring, o Savage dove esplora i motivi grafici tradizionali dei nativi americani, e così via sui podi delle capitali della moda.
Tartan, tweed, velluto, denim, catene, corde, bracciali con borchie, mini crinoline e magnifici corsetti in versione moderna, il cappello bicorno, gli stivali “armatura” in pelle metallizzata o i tacchi vertiginosi delle iconiche Super Elevated Gillie, le scarpe che hanno fatto scivolare Naomi Campbell durante la sfilata della collezione Anglomania, infine non potevano mancare le t-shirt dai messaggi politici, da quelli punk ai più recenti della collezione Climate Revolution. Questo tuffo nell’universo geniale della musa del punk è presentato al Museo dei Tessuti di Lione lungo un percorso cronologico e tematico puntellato dalla bellissima collezione di abiti, calzature e oggetti di Lee Price, ex collaboratore della casa Westwood che ha iniziato la sua carriera nella mitica boutique londinese ridenominata Worlds End, nel 1996.

Veduta della mostra, ph. Pierre Verrier

Curato da Esclarmonde Monteil e Julie Ruffet-Troussard, il percorso espositivo è immerso in una scenografia eco-responsabile grazie al riutilizzo di materiali di altre mostre e al coinvolgimento dell’imprenditoria locale e solidale, perfettamente quindi in linea con l’attuale pratica ambientalista della casa di moda britannica.
Dall’idea originale alla creazione, passando per la storia del costume – la designer è un’appassionata di costumi del XVIII e del XIX secolo – la collezione di Lee Price è in diretto dialogo con belle creazioni del museo dei Tessuti di Lione, per un totale di 200 pezzi tra costumi, accessori, scarpe, opere d’arte, dipinti, disegni, fino a vinili, come il rarissimo God Save the Queen (1977) dei Sex Pistols e l’eccezionale copertina di Jamie Reid.

Veduta della mostra, ph. Pierre Verrier

Puntare sulla qualità a scapito della quantità è uno dei principi della creatrice britannica, ogni capo è infatti un esempio di attenzione e cura nei particolari. Ricercatrice infaticabile esplora la storia per appropriarsene e creare abiti moderni, vedi la nota toile de Jouy con i suoi personaggi e paesaggi bucolici, usata per lo più nel rivestimento per mobili. “Mi piace parodiare gli inglesi e usare tessuti britannici”, dichiara Westwood, che usa infatti il tweed o il noto tartan – il tessuto prodotto a Lochcarron in Scozia – per reinventare motivi completamente originali. Tanto altro da scoprire in questa mostra dal titolo emblematico “Vivienne Westwood. Art, mode et subversion”, fino al 17 gennaio 2021 a Lione.

Articoli recenti

  • Mostre

Come algoritmi e piattaforme stanno cambiando l’arte: una mostra a Venezia

Inaugurato in occasione della Biennale Arte 2026, il progetto di Berggruen Arts & Culture mette in scena il lato invisibile…

21 Giugno 2026 19:43
  • Mostre

Un santuario digitale all’Espace Louis Vuitton: Lu Yang tra buddhismo e avatar

Fino al 4 ottobre, l’Espace Louis Vuitton Venezia ospita la mostra "DOKU The Illusion" dell'artista cinese Lu Yang: un progetto…

21 Giugno 2026 18:06
  • Mostre

Nella grande mostra della Tate Modern di Londra c’è l’ultimo saluto di Julio Le Parc

Il maestro dell'Arte Cinetica recentemente scomparso ha lavorato fino ai suoi ultimi giorni alla grande retrospettiva che ripercorre la sua…

21 Giugno 2026 17:16
  • Architettura

Come cambierĂ  il complesso di Santa Maria della Scala di Siena? Una mostra ne racconta il futuro architettonico

A Siena una mostra ripercorre la trasformazione dell’antico ospedale in museo e presenta il Masterplan coordinato da Luca Molinari Studio.…

21 Giugno 2026 14:00
  • Beni culturali

L’ecosistema documentale del contemporaneo: il battito vivo degli archivi d’artista da AitArt

Un fitto intreccio di documenti, diari e progetti racchiude l'universo intimo dei piĂą grandi autori del Novecento, connettendo la memoria…

21 Giugno 2026 12:30
  • Fotografia

I Mondiali 2026 visti da Annie Leibovitz: il calcio diventa opera d’arte

I Mondiali 2026 celebrano il loro impatto culturale attraverso le foto di Annie Leibovitz: la sua nuova mostra itinerante, FĂšTBOL…

21 Giugno 2026 11:31