Agglomerati, colla, pietrastudio ©
Due realtà che stanno riscuotendo sempre più interesse si sono unite per una mostra. Da un lato Agglomerati, progetto nato dalla visione di Francesco Casarotto che, forte di importanti esperienze nello styling e consulenze per la moda, ha intrapreso un progetto personale, lavorando su un’analisi introspettiva alla ricerca dei personaggi che animano la mente di ognuno. Dall’altro Colla, spazio nel cuore di NoLo, a Milano, che vuole creare un luogo di aggregazione e community dove sperimentare nuovi linguaggi e forme espressive.
L’idea di Colla nasce dall’incontro di quattro amici e professionisti. Marco Bertani, fotografo a appassionato di arte, Francesco Buonfino, artista eclettico che si muove tra illustrazione e design, Eric Tacchini, fotografo di architettura e design, e Matteo Fumagalli in arte Fumatto, artista poliedrico specializzato nella comunicazione creativa. Colla e il magazine Collectible Dry hanno deciso di ospitare il nuovo capitolo del progetto Agglomerati presentando una serie di nuove maschere, tutte pezzi unici realizzati interamente a mano da Francesco. Le maschere sono personificazioni di personaggi immaginari, che esprimono Paura, Inquietudine, Desiderio, Dubbio, Vanità.
Come racconta lo stesso Casarotto: «Si tratta di raccontare storie e usare l’immaginazione. Ho cercato di trasportare il visitatore in un altro mondo. Qui da Colla – in linea con lo spirito dello spazio – il modo di esporre queste opere è meno tradizionale e più libero ed espressivo. Volevo creare tensione e contrasto tra molti mondi diversi. È una miscela che viene direttamente dai miei interessi e spero che sembri abbastanza spontaneo».
Il lavoro artistico di Agglomerati inizia proprio dall’introspezione di Francesco, che è riuscito a guardarsi dentro per trasformare la complessità di alcune emozioni in opere d’arte da indossare. «Ho cercato di individuare i personaggi che animavano i miei pensieri, e così, come per esorcizzarli, ho deciso di dare loro dei volti e un carattere», spiega Casarotto. Queste maschere sapientemente lavorate e decorate se da una parte nascondono o proteggono il vero io, dall’altra riflettono una nuova identità che vogliamo mostrare al mondo.
Una serie di maschere, misteriose e a volte inquietanti, che diventano personaggi intesi come “agglomerati” di emozioni, pensieri, credenze, immagini, sensazioni che si sono formati nell’interazione con l’ambiente ed emergono dall’inconscio, in modo automatico, al di là della nostra consapevolezza, per richiedere soddisfazione di un bisogno o per proteggerci da sofferenze vere o immaginate.
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