Unfold, exhibition view, IED, Milano
La moda come linguaggio, mix di forme, segni, oggetti e soggetti. Il 27 e 28 Giugno, nello spazio espositivo dell’Istituto Europeo di Design, sede di Milano, è stata aperta al pubblico Unfold, mostra vivace, palcoscenico delle tesi di circa 50 studenti di Fashion Design che giungono quest’anno alla fine del loro percorso di studi. Rispondendo spontaneamente alla call della scuola, gli studenti dell’istituto hanno avuto l’occasione presentare i loro lavori al pubblico, invitando i visitatori nel proprio mondo.
Studenti provenienti da tutti i paesi, forieri di storie e tradizioni, accomunati dalla passione per la moda, che si raccontano attraverso i vestiti. Il titolo dell’esposizione è allo stesso tempo esplicativo ed evocativo: «Unfold è un gesto collettivo che si apre, si trasforma e invita a leggere l’estetica come spazio vivo di riflessione e urgenza» afferma Umberto Sannino, Head of Fashion School IED Milano. La moda concepita quindi non come una disciplina statica, semplicemente indossata da candidi manichini, ma un continuo dialogo tra corpo e materia, tra individualità e coralità, tra passato, presente e futuro.
La mostra si articola in due momenti: nelle stanze buie e raccolte dell’edificio principale sono presentati scatti e testi dei laureandi, che raccontano a parole loro le collezioni, di come abbiano tradotto l’ispirazione in realtà. Dietro ogni vestito un’idea, dietro ogni dettaglio una storia. Un grande arazzo occupa la facciata (realizzato dalla collaborazione tra pubblico e designer nel corso della mostra Tools dello scorso maggio) e invita all’ingresso.
Nello Spazio Teatro, situato nella sede in via Pompeo Leoni, si apre la mostra: in un tripudio di tessuti, ornamenti, colori e stili, i manichini del partner Hans Boodt Mannequins sono splendidamente vestiti a raccontare le storie degli studenti. Unfold si articola in cinque sezioni: Astratto, Echo, Synthesis, Organico e Onirico. Ognuna di queste evidenzia e sottolinea diverse dicotomie, secolari intrecci che sono i ricorrenti protagonisti delle collezioni. In Astratto viene percorsa e varcata la soglia tra il mondo e la sua visione, tra il tangibile e l’invisibile. In Echo, il ricordo invade prepotentemente la realtà, nella consapevolezza che non c’è presente senza passato. Synthesis si propone di abbattere barriere e preconcetti: l’identità contemporanea è fluida, in continua trasformazione, e così gli abiti. Il corpo è protagonista in Organico, si intreccia con la materia da cui proviene e si espande oltre i suoi confini attraverso i tessuti. Infine, in Onirico, l’elogio al dettaglio, alle imperfezioni. La moda incarna il limine tra sogno e realtà.
In questa esposizione emerge chiaro l’obiettivo che gli studenti e la scuola si propongono di raggiungere. Umberto Sannino conclude: «Più che una fine, l’abito diventa qui un dispositivo di pensiero: forma che resiste, che mette in relazione, che interpreta.»
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