Categorie: Mostre

Afro e Piero Della Francesca ad Arezzo

di - 6 Settembre 2023

La città di Arezzo si apre alla mostra Afro. Dalla meditazione su Piero della Francesca all’Informale, curata da Marco Pierini e con il coordinamento scientifico di Alessandro Sarteanesi. Organizzata dalla Fondazione Guido d’Arezzo col Comune di Arezzo, l’esposizione dedicata a uno dei protagonisti del ’900, a livello internazionale, è realizzata in collaborazione con la Fondazione Archivio Afro, presieduta da Mario Graziani, e con Magonza.

Gli spazi della Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo, adiacenti alla Chiesa di San Francesco, che conserva il ciclo delle Storie della Vera Croce di Piero della Francesca, hanno rappresentato per primi una premessa per la figura di Afro Basaldella (Udine, 1912 – Zurigo, 1976) e, ora, ospiteranno un percorso inedito dell’autore. Si tratta di una ricerca che pone un possibile confronto tra la sua arte figurativa, in particolare la pittura murale, e quella classico-rinascimentale. Oltre a Piero della Francesca, il cui riferimento compare nella costruzione spaziale e aerea dell’opera, sia figurativa sia astratta, vengono citati, tra gli altri, anche gli artisti spagnoli El Greco e Goya.

Afro. Dalla meditazione su Piero della Francesca all’Informale. Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo

Appaiono in mostra le opere d’esordio dell’autore, tra queste il Cristo morto (da Mantegna) (1932), eseguito a soli diciotto anni e pubblicato sul catalogo generale del Maestro; poi i cartoni preparatori alti sei metri, raffiguranti le Scienze e le Arti che, col contributo di Magonza e della Galleria dello Scudo di Verona, sono stati oggetto di un attento restauro. Segue il bozzetto preparatorio per Le attività umane e sociali, progettato per il Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi di Roma. Poi la rilevante presenza di una serie di dipinti, come il Ciclo delle Stagioni, che, grazie al Comune di Rodi e all’intercessione dell’Ambasciata d’Italia ad Atene, sono esposti per la prima volta fuori dall’isola.

«Dimentica i pieni, cioè le figure, e osserva la perfezione delle forme dei vuoti. Impara a leggere i quadri antichi, prescindendo dalla figura, e imparerai a trovare gli stessi valori nei quadri moderni che all’apparenza non hanno un rapporto naturalistico», sostiene Afro che si riteneva un “pittore classico”. Nel momento che separa l’astrazione dalla figurazione, in cui domina “la pittura quella vera e anche un rimpianto, una nostalgia di quest’ultima”, citando le parole di Toti Scialoja, Afro sperimenta e rielabora nella sua produzione un tonalismo veneto, insinuandosi tra le trasparenze dei veneziani Giambattista Tiepolo e Tintoretto, indagando i volumi di Andrea Mantegna.

Afro. Dalla meditazione su Piero della Francesca all’Informale. Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo

«Afro arriva ad Arezzo dopo un anno e mezzo di lavoro, e ad un anno di distanza dall’importante esposizione Afro 1950-1970 – Dall’Italia all’America, fortemente voluta da Gabriella Belli per la Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Ca’ Pesaro, alla quale ho collaborato insieme agli amici della Fondazione Archivio Afro. Riportare Afro, per una grande mostra, ad Arezzo, vicina alla mia Città di Castello e ad Alberto Burri, amico di una vita, ha risvegliato in me il ricordo di grandi imprese», spiega Alessandro Sarteanesi. «Ora questa avventura, in parte dedicata anche alla figura di Marco Vallora, affronta nel dialogo con Piero e con la storia di Arezzo la sua sfida, trovando tracce nella dichiarazione dello stesso Afro di fronte alle opere di Piero. Essa è rafforzata dallo studio e dalla messa in relazione di lavori selezionati con rigore per questa esposizione – afferenti alla decorazione murale – dal 1930 al 1958».

Dal punto di vista critico, il curatore si lega ad una profonda ammirazione della lettura di Cesare Brandi; secondo uno sguardo espositivo vi è l’intento di seguire le prospettive “intellettuali” dello stesso Afro, secondo cui i suoi quadri “dovrebbero essere illuminati direttamente dalla ‘luce del cielo’, il museo ideale è un edificio senza tetto”. La Galleria, dunque, ha sottolineato in senso quasi architettonico la “luce della materia glabra”, dialogante fra l’interno e l’esterno dell’edificio, in un dialogo espositivo fra Afro Basaldella e Piero della Francesca, fra la Galleria e San Francesco, “mappando la speranza di un mondo nuovo, un giardino non delle Esperidi, minacciose, ma delle speranze utopiche dolcemente vagheggiate.”

A corredare l’evento, un volume in doppia edizione in italiano e inglese, edito Magonza e curato da Marco Pierini e Alessandro Sarteanesi, con i contributi di William Cortès Casarrubios, Vania Gransinigh, Francesco Innamorati, Luca Nicoletti, e l’esteso apparato fotografico di Michele Alberto Sereni.

Afro. Dalla meditazione su Piero della Francesca all’Informale. Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo

Condividi
Tag: Afro Afro Basaldella Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo Marco Pierini Piero della Francesca recensioni

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Si può indossare un’opera d’arte? A Milano il confronto tra Maria Calderara e Tomaso Binga

Un progetto espositivo che unisce il gesto sartoriale della stilista alla scrittura asemantica dell’artista. La collezione #WWWWOMANWORDWRITINGFW26/27 trasforma il corpo…

4 Marzo 2026 16:43
  • Mostre

All’Accademia Carrara di Bergamo va in mostra una storia dei Tarocchi lunga sette secoli

A Bergamo, l’Accademia Carrara ripercorre sette secoli di storia dei tarocchi, dalle corti rinascimentali alla contemporaneità, riunendo per la prima…

4 Marzo 2026 15:30
  • Progetti e iniziative

L’onda coreana arriva nei musei, dal Guimet di Parigi al MASI Lugano

Dalla grande rassegna del Musée Guimet di Parigi, alla mostra di videoarte al MASI di Lugano, i musei europei esplorano…

4 Marzo 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Remo Salvadori alla GNAMC: presentazione del catalogo e nuova acquisizione per il museo

Alla GNAMC - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, un incontro con Remo Salvadori per la presentazione del…

4 Marzo 2026 12:32
  • Beni culturali

A Pompei ritorna la vite: sei ettari di vigneti nel parco archeologico

Il Parco Archeologico di Pompei rilancia la viticoltura antica con sei ettari di vigneti sostenibili e una cantina, in un…

4 Marzo 2026 11:30
  • Arte contemporanea

La Russia riaprirà il proprio padiglione nazionale alla Biennale di Venezia 2026

Dopo la chiusura del 2022 e il prestito alla Bolivia nel 2024, la Russia annuncia la riapertura del Padiglione ai…

4 Marzo 2026 10:10