Categorie: Mostre

Alice Neel. I am The Century, a Torino la sua prima retrospettiva italiana

di - 7 Dicembre 2025

Alice Neel (Merion Square, PA 1900 – New York 1984) nacque nel gennaio del 1900 e trascorse la sua vita dipingendo, guidata dalla sua personale e radicale visione. La sua produzione, intensa e coerente, è stata caratterizzata da una cifra stilistica rivoluzionaria per la sua epoca. Le sue opere, sono così spontanee e innovative da risultare straordinariamente attuali, dialogando con forza con la pittura contemporanea. Oggi è presentata come una figura pionieristica, ma stupisce constatare come sia stata sottovalutata, rispetto a molti artisti coevi, pur avendo innegabilmente e attivamente contribuito alla costruzione del linguaggio pittorico contemporaneo.

«La nuova direzione artistica della Pinacoteca Agnelli si è prefissata quale missione principale quella di mettere in luce artisti che, pur avendo ricevuto in vita un riconoscimento minore rispetto a quanto meritato, erano in anticipo rispetto ai propri tempo», afferma Ginevra Elkann, Presidente della Pinacoteca Agnelli, nella prefazione del catalogo dedicato alla mostra, pubblicato da Mousse Publishing.

Alice Neel, The Spanish Family, 1943
Oil on canvas, 86.4 × 71.1 cm

La Pinacoteca Agnelli omaggia Alice Neel con una importante mostra a lei dedicata, raccontando la sua vita turbolenta attraverso una selezione di sessanta dipinti significativi che ripercorrono quasi tutto il Novecento. Dal primo amore, alla depressione e alla perdita della prima figlia, dal Partito Comunista alle lotte per i diritti umani, sino al consenso della critica e le mostre degli ultimi anni. La sua storia è ripercorsa nel dettaglio in una linea temporale, ricostruendo una personalità passionale, romantica e bohémienne. Nella sala proiezioni, un estratto dal film di Margaret Murphy & Lucille Rhodes, distribuito da Women Make Movies, della durata di 20’, permette di comprendere l’intricato mondo della pittrice direttamente attraverso la sua voce.

Il percorso espositivo, segue un ordine cronologico ed esplora, passo dopo passo, i capitoli più significativi della vita di Alice Neel, influenzata costantemente dai legami affettivi. Nelle sue opere si evince un reale interesse nei confronti dell’umanità, quasi una dipendenza. I suoi quadri sono tasselli fondamentali per ricostruire la sua storia. Sono principalmente ritratti di persone che ha conosciuto nel corso della sua vita e con cui ha instaurato relazioni. Come un filtro, la pittura ad olio si pone tra Alice Neel e i suoi modelli, in un atto artistico in grado di carpire la loro parte più profonda. Come una “collezionista di anime”, la pittrice rende omaggio alle persone che hanno fatto parte della sua vita realizzando un sensazionale archivio di volti, corpi e situazioni.

Alice Neel, Irma Seitz, 1963. Oil on canvas, 111.8 × 81.3 cm

Il percorso espositivo comincia da uno dei suoi primi quadri, la sua casa a Marion Square. “Era un posto bellissimo, peccato che non ci fossero poeti o pittori per descriverlo”, dice del suo paese natale Alice Neel. Parte tutto da lì, da quella casetta borghese circondata da aiuole ben curate nella quiete di un paese tranquillo, ma forse fin troppo per una personalità come la sua. Così si innamora del pittore Carlos Enriquez Gomez, a cui dedica uno dei primi ritratti e si trasferisce a Cuba per qualche tempo. La sua vita sembra cominciare da lì, da quegli anni cruciali in cui il matrimonio finisce, la prima figlia muore e rischia di perdere la custodia della seconda. Dopo diversi tentativi di suicidio viene internata in centro di salute mentale, ma resiliente, riprende il controllo della sua vita continuando a dipingere e schierarsi attivamente per manifestare le proprie idee. Dai diritti delle donne e delle persone marginalizzate alla libertà sessuale, contro il conservatorismo dell’America del boom economico. Sono numerosi i suoi nudi, rappresentazioni senza tabù dei suoi soggetti. Molti di questi sono dedicati alla maternità, dipingendo la donna nella sua piena espressione di forza, sensualità e bellezza. Alice Neel non ha timore di raffigurare la vita nella sua intensità, ma neanche la morte. “Ho guardato in faccia la morte” afferma, dopo aver dipinto il ritratto del padre nella bara. Dipingere, per lei, sembra essere un esercizio di sopravvivenza, un modo per restare al mondo e affrontare la realtà che la circonda.

Alice Neel, Ginny in Blue Shirt, 1969. Oil on canvas, 121.9 × 61 cm

In un’epoca dominata dall’espressionismo astratto, Alice Neel si esprime come pittrice figurativa, mantenendo sempre una sua peculiare cifra stilistica. Le sue figure sono fluide, dipinte con pennellate decise e spontanee, in combinazioni sapienti di colori con contrasti ben decisi e linee marcate. La maggior parte dei suoi quadri hanno ambientazioni domestiche e i suoi modelli sono sempre seduti o sdraiati, con sfondi monocromi e dettagli quasi abbozzati. I visi da lei ritratti sono quasi tutti orientati verso l’osservatore, trasmettendo la tensione emotiva e la forza psicologica. Lei vuole, usando le sue parole, “afferrare la vita mentre scorre, mentre è ancora calda” e in questo modo il suo intero operato diventa un archivio della sua intera esistenza, raccontando a suo modo il Novecento.

La mostra è stata realizzata anche con il contributo della nuora Ginny Neel, a cui la pittrice dedicò numerosi quadri, alcuni dei più belli.

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