Categorie: Mostre

Apre a Venezia Local Language, di Umesh Shah

di - 18 Aprile 2024

C’è una scena rurale, trasformata in una narrazione epica con carri trainati da cavalli quasi surrealisti: è Four Sisters Dancing, una delle opere di Umesh Shah esposte in occasione di Local Language, la mostra personale dell’artista che approda a Venezia, sull’Isola di San Servolo, dopo la tappa milanese – dall’8 al 14 aprile – in Via Melzo, in occasione del Chaitra Navratri, un festival dedicato al culto della dea Durga e dei suoi nove avatar: Durga, Shailputri, Brahmacharini, Chandraghanta, Kushmanda, Skandmata, Katyayani, Kaalratri, Maha. Gauri e Siddhidatri.

Umesh Shah, Four Sisters Dancing, oil on canvas, 30×60 inches, 2014

Shah, che è pittore e professore di Belle Arti presso la Tribhuvan University, la più antica università del Nepal, è cresciuto nel Sarlahi, un distretto rurale del Nepal al confine con l’India, e ha trascorso l’infanzia osservando gli affreschi d’arte Mithila – una forma di pittura tradizionale indiana, praticata dalle donne appartenenti alle caste Brahman e Kayastha, nota per l’utilizzo di piante locali come pigmenti, sterco di mucca per il trattamento della carta e bastoncini di bambù o dita al posto dei pennelli – che sua nonna dipingeva sui muri durante le festività religiose e le funzioni familiari.

Umesh Shah, Freedom (diptych), oil on canvas, 36×48 inches, 2012

Questo spunto, dichiaratamente biografico, ha un grande potenziale nella lettura delle opere esposte, che sono manifestazione concreta e visiva di un grande rispetto per la natura e di un rapporto, imprescindibile, tra esseri umani e animali: Freedom, per esempio, è un dittico raffigurante l’attimo in cui un uccello, in gabbia, viene liberato per mano di una figura femminile, primordiale, nobile nei gesti e dai colori insoliti tipici delle divinità; The Mission è un trittico in cui un’altra figura femminile libera un pesce dall’amo; A Shared Life 2 raffigura invece una donna con un agnello.

Umesh Shah, The Mission (triptych), oil on canvas, 42×84 inches, 2013

Tutte le opere in mostra, che riflettono lo stile di vita dell’artista nel Terai e nel Sarlahi, sono ricche di figure archetipiche – che si suppone siano presenti nell’inconscio collettivo, con istinti naturali che presentano e motivano il comportamento umano – di riferimenti religiosi, di simboli semiotici indù, che Shah utilizza come punti focali meditativi per la contemplazione dell’ambiente circostante, e di momenti quotidiani che assumono la dignità di rituali, calando nel contemporaneo antiche tradizioni artistiche locali.

Umesh Shah, Rhythmic Mood, oil on canvas, 24×36 inches, 2013

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Il corpo insiste: Roberto de Pinto porta la sua pittura ostinata da Galleria Minini a Milano

Roberto de Pinto presenta la sua prima personale alla Galleria Francesca Minini, dal titolo Ostinato: tra pittura e collage, il…

5 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Oltre la fotografia: al Museion di Bolzano gli ambienti di Franco Vaccari raccontano la storia di un artista visionario

A Bolzano, Feedback rilegge il lavoro di Franco Vaccari e le sue intuizioni visionarie sull’opera d’arte come spazio di scambio…

5 Aprile 2026 16:30
  • Arte contemporanea

Chi sono i nuovi protagonisti della Biennale? Sette padiglioni debuttano a Venezia

Dalle lacche del Vietnam alle radici post-coloniali della Sierra Leone: la Biennale di Venezia accoglie sette debutti assoluti che ridisegnano…

5 Aprile 2026 12:54
  • Fotografia

Other Identity #199, altre forme di identità culturali e pubbliche: Ana Priscila Rodriguez

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

5 Aprile 2026 10:30
  • Cinema

Before Sunrise torna al cinema e ferma il tempo

Celine e Jesse si incontrano sul treno, e si innamorano prima dell’alba. A distanza di trent’anni, il film cult di…

5 Aprile 2026 8:15
  • Arte contemporanea

Coniglio, simbolo pasquale e icona pop

Secondo Herman Hesse, «dove animali più nobili si estinguono, vince il coniglio, che non ha pretese, vive contento e continua a riprodursi all’infinito».…

5 Aprile 2026 0:02