Categorie: Mostre

Battlefields, la prima personale di Mark Flood a Milano da Peres Projects

di - 17 Gennaio 2023

La mostra “Battlefields” da Peres Projects a Milano mostra la simbologia pervasiva della cultura consumistica americana che è alla base del lavoro di Mark Flood. Le opere in mostra requisiscono e distorcono l’iconografia aziendale e nazionale per rivalutarne l’impatto, la logica e l’autorità.

Flood critica la cultura contemporanea appropriandosi del suo linguaggio visivo. Rende, per esempio, sfocata una bandiera americana per mettere in discussione la fattibilità del sogno americano. Utilizza slogan testuali su tele che imitano e distorcono la pubblicità convenzionale. Ma piuttosto che voler sostenere una posizione politica o persuadere direttamente il suo pubblico verso certe convinzioni, Flood con le sue opere coopta i mass media per esporre le assurdità della società moderna. I simboli visivi che egli adotta sono sempre presentati in modo ambiguo, per confrontarsi con l’uso delle immagini come strumenti di manipolazione e controllo.

Mark Flood, Authority with Fuzzy Flag, 2018. Painting – Acrylic, archival ink on canvas, 182×182 cm- Ph. t-space studio

Siamo dunque nel terreno della comunicazione e degli effetti che essa produce sia sulla società nel suo complesso sia sui comportamenti dei singoli.

Fin dagli anni Ottanta, all’inizio della sua carriera espositiva, Flood ha esplorato sagome mostruose del corpo umano come veicolo di significazione. Con “Battlefields”, Flood ritorna al motivo delle mani raggruppate esplorato nei dipinti precedenti, che ripete in forme sagomate variabili su diverse tele.

Nell’opera “Authority with Fuzzy Flag” (2018), è ritratto un denso muro di braccia alzate in un saluto suggestivamente fascista, mentre l’altra è arrotondata e disordinata, come arti impigliati in una valanga di detriti. “Cannon Fodder” (2022) è invece rappresentativo di costruzioni più indisciplinate. Esse raffigurano braccia sollevate in gesti ambivalenti che evocano qualcosa tra la sfida, la resistenza e il vulnerabile agitarsi. Per Flood, i gesti delle mani sono al contempo onnipresenti e aperti all’associazione, portatori di un significato astratto piuttosto che di messaggi espliciti.

Mark Flood, Listen, 2017. Painting – Acrylic on printed canvas, 122×135 cm. Ph t-space studio

Ancora, in “Listen” (2017), Flood interviene su un’istantanea esistente di un conduttore del telegiornale della CNN, che viene inquadrato come se fosse seduto per un ritratto. L’immagine ricorda i ritratti a busto di figure autoritarie, un tropo comune in tutta la storia dell’arte occidentale. In questa interpretazione il volto della figura è oscurato da pennellate grezze in gradienti di grigio, come se indossasse uno scudo facciale e i suoi occhi scrutassero attraverso piccoli fori. La parola “Listen” (ascolta) aleggia accanto alla sua testa, come un sottotesto subliminale che allude al costrutto propagandistico dei notiziari via cavo contemporanei.

Torna in mente la celebre riflessione del sociologo canadese Herbert Marshall McLuhan intorno all’ipotesi secondo cui il mezzo tecnologico che determina i caratteri strutturali della comunicazione produce effetti pervasivi sull’immaginario collettivo, indipendentemente dai contenuti dell’informazione di volta in volta veicolata. Di qui, la sua famosa e sempre attuale tesi secondo cui il mezzo è il messaggio.

Mark Flood, Battlefields. Installation view, Peres Projects, Milan. Ph. t-space studio

Articoli recenti

  • Mercato

A Milano, l’asta di Kruso Art intercetta collezionisti consolidati e nuove generazioni

Dadamaino, Schifano, Lichtenstein, Nara. I grandi protagonisti dell’arte moderna e contemporanea si incontrano in un catalogo che fonde titoli iconici…

4 Marzo 2026 21:22
  • Arte antica

Un busto di un Cristo Salvatore a Roma potrebbe essere di Michelangelo

Un busto del Cristo Salvatore, conservato nella basilica di Sant’Agnese a Roma e prima attribuito a un anonimo scultore del…

4 Marzo 2026 18:02
  • Arte contemporanea

Si può indossare un’opera d’arte? A Milano il confronto tra Maria Calderara e Tomaso Binga

Un progetto espositivo che unisce il gesto sartoriale della stilista alla scrittura asemantica dell’artista. La collezione #WWWWOMANWORDWRITINGFW26/27 trasforma il corpo…

4 Marzo 2026 16:43
  • Mostre

All’Accademia Carrara di Bergamo va in mostra una storia dei Tarocchi lunga sette secoli

A Bergamo, l’Accademia Carrara ripercorre sette secoli di storia dei tarocchi, dalle corti rinascimentali alla contemporaneità, riunendo per la prima…

4 Marzo 2026 15:30
  • Progetti e iniziative

L’onda coreana arriva nei musei, dal Guimet di Parigi al MASI Lugano

Dalla grande rassegna del Musée Guimet di Parigi, alla mostra di videoarte al MASI di Lugano, i musei europei esplorano…

4 Marzo 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Remo Salvadori alla GNAMC: presentazione del catalogo e nuova acquisizione per il museo

Alla GNAMC - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, un incontro con Remo Salvadori per la presentazione del…

4 Marzo 2026 12:32