Categorie: Mostre

Deadweight di Dominique White e la collettiva Attraverso i Diluvi, a Reggio Emilia

di - 23 Novembre 2024

Le mostre alla Collezione Maramotti si inseriscono negli ambienti dell’edificio di impronta razionalista e organicista della Collezione Maramotti, costruito nel 1957 come fabbrica di confezioni Max Mara e successivamente, intorno ai primi anni duemila, convertito in spazio espositivo dedito a raccogliere la collezione d’arte contemporanea del fondatore, Achille Maramotti, mantenendo però la sua conformazione originale.

La mostra Deadweight è frutto della pratica artistica di Dominique White, vincitrice del Max Mara Art Prize for Women, del quale la Collezione Maramotti è partner dal 2007. Per la scelta del titolo l’artista attinge alla sfera nautica, facendo riferimento al termine “deadweight tonnage”, che traduce letteralmente tonnellaggio di portata lorda, e identifica la capacità massima di carico trasportabile da una nave in tonnellate metriche. L’artista sfrutta e ribalta questo concetto di resistenza, attraverso le sue opere mette in risalto il deterioramento e la distruzione, come presupposti di base per il riscatto e l’emancipazione. White si interessa all’ambito navale in termini di “blackness”, di rivolta e di fuga. In seguito ad un percorso di ricerca durato sei mesi in diverse città d’Italia, a contatto con artigiani di cantieri navali e storici specializzati nelle migrazioni del Mediterraneo legate alla schiavitù e al colonialismo, l’artista ha dato vita a sculture con forme talvolta ondeggianti, talvolta appuntite e spigolose che rievocano pezzi o porzioni di nave e scheletri o carcasse. Per la realizzazione sono stati impiegati materiali di scarto come ferro, legname spiaggiato, rafia, argilla. Parte integrante del processo di creazione consiste nell’immergere le strutture nel Mar Mediterraneo, azione che acquisisce un duplice significato, uno tangibile, il contatto con l’acqua salmastra porta, infatti, all’ossidazione e di conseguenza alla trasformazione dei metalli, ma anche un valore poetico che si collega alle filosofie di idrarchia, afrofuturismo, afro-pessimismo. L’illuminazione della sala che accoglie le quattro installazioni immerge e sommerge lo spettatore in una dimensione marina. Dominique White, attraverso il tema del decadimento e dello sgretolarsi, esorta ad un’idea di ribellione e speranza, che possa condurre ad un futuro alternativo, generato dalle ceneri del passato e del presente.

Dominique White, Deadweight. Installation view, Collezione Maramotti, Reggio Emilia

Attraverso i Diluvi, è invece un’esposizione collettiva dedicata al tema della catastrofe e delle calamità. Il nucleo della mostra è composto principalmente da opere provenienti dagli archivi della Collezione, alcune della quali esposte per la prima volta, e da prestiti di arte antica e moderna di importanti istituzioni italiane e internazionali. Si sviluppa così un dialogo tra epoche storiche e artistiche lontane, che ha per soggetto la catastrofe, in ogni sua declinazione: tra uomo e natura, (diluvi, inondazioni, uragani, epidemie) tra uomo e uomo (guerre e azioni violente). L’essere umano può essere vittima inerme o artefice, a prescindere da ciò è chiamato a fronteggiare i disastri del mondo. La mostra analizza come attraverso i secoli si sia evoluto tale atteggiamento, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove la tematica si rivela estremamente attinente ai fatti di cronaca. Ad esempio, il dipinto realizzato da Monica Bonvicini, deve il suo titolo Irene all’uragano che nel 2011 ha colpito gli Stati Uniti, l ‘artista raffigura i terribili danni causati dal suo passaggio. Case e palazzi distrutti, protagonisti dell’opera, diventano un monito per lo spettatore. Parlando di tragedie è inevitabile dover fare i conti anche con il tema della morte, affrontato da Ariel Cabrera Montejo, nel quadro Metanarratives No. 1, che riproduce un soldato, dotato di visore per la realtà virtuale che gli permette di osservare centinaia di persone tra morti e feriti, sfollati, vittime devastate della guerra.

Monica Bonvicini, “Irene 2011”, 2017, tempera e vernice spray, su carta Fabriano montata su tela, 186 x 153,7 x 3 cm

Le opere dell’ultima sala sono immerse in un’atmosfera scura ed enigmatica, in maniera ossimorica il buio mette in luce le ipocrisie del comportamento dell’uomo verso gli avvenimenti catastrofici. Viene stimolata una riflessione sull’innaturale impassibilità e sulla rassegnazione apatica del genere umano, sviluppatasi probabilmente come emulazione dell’indifferenza delle manovre politiche adottate dai governi e a causa della quantità di notizie alle quali quotidianamente veniamo sottoposti che appiattiscono la nostra percezione. La mostra si conclude con il dipinto di Filippo Palizzi, Oltre il Diluvio (1864), in cui viene rappresentato il momento successivo al Diluvio Universale, la catastrofe per antonomasia del racconto biblico, in cui dall’arca arenata escono tutti gli animali che vi avevano trovato rifugio. Lo spettatore viene congedato con un senso di speranza.

L’itinerario espositivo prosegue anche nelle stanze dedicate alla collezione permanente (visitabili su prenotazione), dove sono presenti opere e testi di approfondimento con riferimenti al tema della mostra.

Ariel Cabrera Montejo, Metanarratives No. 1

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Festa della Repubblica: la storia delle partigiane torna alla luce nella mostra di Gaia De Megni

Gaia De Megni presenta alla Casa degli Artisti di Milano una mostra dedicata alle figure femminili rimaste ai margini della…

2 Giugno 2026 11:30
  • Progetti e iniziative

Costruire comunitĂ  2026: al Madre di Napoli una giornata per il dialogo interdisciplinare

Fare del museo un luogo di confronto aperto tra arte, scienza e spiritualitĂ : con questa premessa il museo Madre presenta…

2 Giugno 2026 10:30
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 2 al 7 giugno

Una selezione degli spettacoli e dei festival piĂš interessanti della settimana, dal 2 al 7 giugno, in scena nei teatri…

2 Giugno 2026 9:30
  • Arte contemporanea

Il surriscaldamento globale è realtà. Un ghiacciaio scomparso diventa monumento fragile al Castello di Rivoli

Cecilia VicuĂąa trasforma la Manica Lunga del Castello di Rivoli in un paesaggio di lana e memoria: cento metri di…

1 Giugno 2026 17:00
  • Mostre

Giacomo Balla: l’artista totale, oltre il Futurismo. Al Mart di Rovereto

Fino al 18 ottobre, Il Mart presenta per la prima volta in Italia una delle maggiori collezioni private monografiche al…

1 Giugno 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Un maxi-restauro da 38 milioni: ecco la nuova casa dell’Archivio Storico della Biennale

Un hub di 8.000 metri quadrati aperto 365 giorni all'anno, destinato a imporsi come il centro di ricerca sulle arti…

1 Giugno 2026 16:49