Carlo Felice Trossi, 1936
Dopo la mostra dedicata ad Ayrton Senna lo scorso anno, il MAUTO di Torino torna a proporre una nuova esposizione che ha al centro la vita e le avventure di uno storico pilota automobilistico. Per il 2025 è la volta di Carlo Felice Trossi. La mostra sâintitola Carlo Felice Trossi. Eroe incompiuto e si propone di fornire un ritratto del leggendario e nobile pilota biellese, che fu tra lâaltro anche presidente della Ferrari, attraverso unâampia documentazione ricca di video, foto, documenti, disegni, progetti e cimeli dâepoca. In mostra sono presenti soprattutto una decina di veicoli originali, oltre a modelli di aerei e imbarcazioni.
Tra le auto dâepoca esposte figurano soprattutto le storiche Alfa Romeo 8C 2300 Zagato, a bordo della quale Trossi vinse la sua prima gara Mille Miglia nel 1932, e la Monaco Trossi. Di questâultima è proposta anche una ricostruzione sonora del motore che la rese celebre, perchĂŠ costruito sullâispirazione di quello di un aeroplano.
La mostra è affidata alla curatela di Giordano Bruno Guerri e Francesco Foppiano, con la direzione artistica di Maurizio Cilli e la collaborazione di Ilaria Pani, Responsabile del Centro di Documentazione del museo, e di Davide Lorenzone, Responsabile del Centro di Conservazione e Restauro del MAUTO.
Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni, organizzate da Maurizio Cilli in modo da rispettare e seguire in maniera armonica la struttura architettonica e il design originale del museo, senza aggiunte e interventi di design che ne possano snaturare lâoriginale essenza ed eleganza. I titoli delle sezioni sono: Biografia, Competizioni, Aeronautica, Nautica e Design.
Il progetto, raccontano i curatori, nasce dal ritrovamento di un antico baule dove Caterina Sella, la madre di Trossi, ebbe cura di conservare ogni singolo dettaglio e cimelio della carriera del figlio, scomparso prematuramente allâetĂ di soli quarantun anni.
Particolarmente interessante la sezione dedicata al materiale video e alle fotografie, questâultime scattate dallo stesso Trossi. Le immagini video appaiono proiettate da un originale Fiat 521 cinemobile del 1929. Si tratta di una sorta di camioncino dotato di apparecchiature particolari, con cui lâIstituto Luce, negli anni Venti e Trenta del â900, proiettava il cinematografo, come si diceva allora, nelle piazze di paesi e cittĂ dâItalia. Lâinstallazione appare curiosa ed evocativa, e permette a visitatori e visitatrici di tuffarsi idealmente ancor piĂš nellâatmosfera dellâepoca.
Unâaltra curiositĂ sono i bozzetti da cui nacque un pregiato modello di Alfa Romeo degli anni Trenta in mostra, appartenuta e realizzata grazie al contributo dello stesso Trossi e caratterizzata dallâaspetto particolarmente aerodinamico. Si racconta (sarĂ vero?) che questi bozzetti abbiano ispirato nientemeno che il design dellâautomobile del mitico Batman.
Tracciando il ritratto di Trossi emergono, cosĂŹ, diversi aspetti storici, culturali e di costume. Dalle suggestioni dellâallora nascente movimento futurista, alle emozioni dellâepoca delle prime automobili da corsa, con tutta la sperimentazione e lâinventiva che le riguardava, fino allâatmosfera di un mondo passato, pieno di entusiasmi e contraddizioni, ancora ignaro della guerra alle porte.
La mostra si pone, insomma, sulla scia di quella riflessione transdisciplinare intorno allâautomobile e al suo mondo che, come afferma la direttrice del museo Lorenza Bravetta, permea tutta lâattivitĂ espositiva piĂš recente del MAUTO, tra mostre temporanee, eventi e cura della collezione permanente. Lâautomobile diventa, cosĂŹ, non solo oggetto, anche prezioso, di una collezione storica, ma si fa soprattutto segno, significante che allude a un mondo e a unâepoca lunga almeno due secoli, in costante e profonda trasformazione. E questo è possibile anche grazie e attraverso le storie e le vicende dei personaggi che, come Carlo Felice Trossi, con il loro operare ne hanno scritto la storia e la leggenda.
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