Categorie: Mostre

Il nudo diventa ironico nella prima mostra personale di Saskia Colwell

di - 28 Febbraio 2025

Un braccio piegato verso l’interno, due dita nascoste nella piega: nulla di sconvolgente. Eppure qualcosa di scherzosamente scandaloso ce l’ha il disegno Cookie Jar, opera parte di Skin on Skin, prima mostra personale di Saskia Colwell visitabile fino al 15 marzo nella sede veneziana della galleria Victoria Miro. Che cosa? La posizione della mano? La piega della pelle del braccio? Importa?

Il linguaggio del nudo non è certo nuovo nel panorama culturale della laguna, nelle sale delle gallerie – la mostra di Beatrice Favaretto Multiple Maniacs ha da poco chiuso a Mare Karina – come in quelle dei musei. Eppure Skin on Skin, con un tono scherzoso, scanzonato ma con un retrogusto politico, riesce nell’ardua impresa d’inserirsi nel dialogo dell’intimo e dell’erotico senza cadere nei cliché del caso, ed anzi sperimentando formule talmente nuove da apparire come neologismi.

Installation view, Saskia Colwell: Skin on Skin, Victoria Miro Venice, San Marco 1994, 30124 Venice, Italy, 1 February–15 March 2025 © Saskia Colwell. Courtesy the artist and Victoria Miro.

La mostra, accompagnata da un meraviglioso saggio di Hannah Hutchings-Georgiou, Private Views, consultabile sul sito della galleria, racchiude nove disegni a carboncino, che, nelle parole della Hutchings-Georgiou “professano innocenza, anche se sono colmi di consapevolezza”. In Mask Off, l’innocenza delle membra esposte e il loro simbolico candore sono in netto contrasto con il profondo nero dello sfondo e con la posa, volutamente ambigua, del corpo ritratto. Colwell sembra da un lato prendere in giro il pubblico ponendo il principio di un dubbio in un disegno che sarebbe altresì un tripudio di ingenuità, accusandolo cosi sottilmente di malizia.

D’altro canto, l’artista rivendica l’utilizzo dell’osceno, – Praise the Lord – ma privandolo sia dell’aspetto pornografico che di quello divino – quest’ultimo più volte ironicamente ripreso nei titoli delle opere – che da sempre si alternano nella rappresentazione del corpo femminile. Accompagnando alla porta sacro e profano, Colwell fa entrare l’ironia, ridendo della confusione dello spettatore per le sue opere, come a dire: ti scandalizzi per così poco?

Saskia Colwell, Mask Off, 2024 Charcoal on vellum mounted board 45 x 40 cm 17 3/4 x 15 3/4 in © Saskia Colwell Courtesy the artist

Il successo dell’esposizione non è certo casuale. Colwell, londinese classe 1999 passata dai banchi della Slade School e del Royal College of Art, è una delle artiste ad essere state invitate dalla galleria Victoria Miro a partecipare ad una residenza artistica a Venezia nella primavera del 2024, durante la quale ha iniziato a lavorare alle opere ora in mostra. La rilevanza del soggiorno veneziano è palpabile nel gioco di luci instauratosi tra le opere, le vetrate ed i pavimenti delle sale tirate a lucido, il cui colore marmoreo – reso vivo dall’onnipresente rincorrersi di riflessi sul canale che scorre a fianco alla galleria – riprende quello dei corpi statuari dei dipinti di Colwell, quasi trascinandoli fuori dalla cornice, e mettendola implicitamente in questione. La cornice si fa così metafora del corpo stesso, che, riprendendo la teorica femminista Elizabeth Grosz – citata dalla Hutchings-Georgiou- “non consiste in un dentro e un fuori intesi come materie antitetiche, ma […] in una superficie continua”.

Visitare Skin on Skin è dunque un’inaspettata esperienza: si entra da voyeur, si esce trasformati in oggetti di analisi. Attraverso le sue opere, i suoi schietti, diretti disegni in bianco e nero, la Colwell ci obbliga ad interrogarci sul significato del nudo, lo sgrava della sua solennità e ci invita a rimettere mano ai limiti stessi dell’intimo, del privato, dell’osceno, mente ci prende bonariamente in giro.

Installation view, Saskia Colwell: Skin on Skin, Victoria Miro Venice, San Marco 1994, 30124 Venice, Italy, 1 February–15 March 2025 © Saskia Colwell. Courtesy the artist and Victoria Miro

Articoli recenti

  • Mostre

Non ogni cosa è illuminata dal linguaggio: tre artiste al Museo Madre

Al Museo Madre di Napoli, Clarissa Baldassarri, Maria Luce Cacciaguerra e Anna Maria Maiolino riflettono sulle apparenze del linguaggio e…

12 Maggio 2026 9:30
  • Progetti e iniziative

Quo Vadis? Storia e contemporaneità dell’Albania al festival del Trentino-Alto Adige

Tra Bolzano, Laives e Merano torna Quo Vadis? Festival delle culture e delle lingue: in programma mostre, incontri e laboratori…

11 Maggio 2026 17:30
  • Mostre

Alla Triennale di Milano Toyo Ito rilegge l’opera del grande designer Andrea Branzi

Fino al 4 ottobre 2026, la Triennale ospita una mostra che non è una retrospettiva ma un atto critico: Toyo…

11 Maggio 2026 17:07
  • Mostre

Mario Schifano, lo sguardo inquieto della modernità negli ultimi giorni di “Io guardo”

Alla Galleria Lombardi un percorso intimo che attraversa trent'anni di ricerca artistica di Mario Schifano, sperimentazioni pittoriche che hanno rivoluzionato…

11 Maggio 2026 16:30
  • Musei

A Londra aprirà il museo dei Beatles nell’iconico palazzo a Savile Row

Il numero 3 di Savile Row, studio di registrazione usato dai Beatles e luogo del loro iconico concerto sul terrazzo,…

11 Maggio 2026 15:32
  • Teatro

Gradus: tra Parma e Reggio Emilia, il percorso per le future generazioni del teatro

Aperte fino al 15 giugno le candidature per partecipare a Gradus 2026, il percorso creativo e formativo rivolto alle nuove…

11 Maggio 2026 14:30