Valentina Furian, ere, Exhibition view, Palazzo Baccin, Nove (VI), 2021. Ph. Marco Reghelin. Courtesy Comunità/Cultura/Patrimonio
Le modalità attraverso cui interpretiamo la forma, che sia animale, vegetale o della materia inerte, hanno orientato il nostro cammino attraverso le epoche e le culture, decretando lo sviluppo di idee, la successione delle tradizioni, la diffusione delle pratiche. È una attitudine che ci appartiene, che riconosciamo come fondativa del nostro status di esseri umani, ed è al centro di “Ere”, mostra di Valentina Furian e Giovanna Repetto, a cura di Eleonora Ambrosini, Anna Lazzari e Ilaria Zampieri, in esposizione fino al 19 settembre nelle sale del piano nobile di Palazzo Baccin a Nove, in provincia di Vicenza. Partendo dai riferimenti all’architettura del palazzo e alla tradizione della ceramica novese, la mostra è scandita dal dialogo tra le opere delle due artiste che, attraverso questo tessuto visivo tanto materico quanto concettuale, aprono una prospettiva «Che intende riflettere sull’archeologia della percezione, accompagnandoci verso immaginari futuri che poggiano su un’ottica complessa», spiegano le curatrici.
«È proprio dalla traccia fisica e simbolica dell’ammonite presente all’ingresso di Palazzo Baccin che Valentina Furian ha concepito le opere presenti in mostra, invitandoci ad entrare in uno spazio subacqueo al limite tra il primordiale e l’immaginario», continuano. «Nel fondale marino in cui veniamo immersi, esito di un’installazione luminosa resa possibile dalla luce esterna (Discesa nella notte, 2021) sono collocati pesanti volumi (Bacini, 2019) che ci chiamano ad abitare lo spazio e ci spingono verso nuove possibilità di esplorazione sensoriale».
«Se questo scenario rimanda ad antiche presenze e forme embrionali presenti sulla Terra, in dialogo armonico Giovanna Repetto ci trasporta verso altre epoche. I riferimenti ai dispositivi di ultima generazione inevitabilmente attirano la nostra attenzione e curiosità, spingendoci a domandarci quale potrà essere il destino della nostra percezione, delle immagini che produciamo e dei dispositivi che le generano».
Nata a Venezia, nel 1989, Valentina Furian si occupa principalmente di immagine in movimento. Le sue opere riflettono sul rapporto tra uomo e natura e, in particolare, esplorano l’addomesticamento animale come forma di dominio umana e l’addomesticamento umano in relazione alle regole sociali. Artista e ricercatrice, Giovanna Repetto è nata a Padova, nel 1990. Nel suo percorso ha avuto modo di sviluppare una pratica multidisciplinare che studia l’evoluzione e l’archeologia dello spazio e della sua immagine esplorandone gli stati tra reale e virtuale.
Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…
Nella project room della galleria Mondoromulo, a Benevento, una mostra condivisa di Vincenzo D’Argenio e Fabrizio De Cunto affronta il…
La giuria della Biennale Arte 2026 ha annunciato che non prenderà in considerazione i Padiglioni della Russia e di Israele…
Caro Alberto è il progetto collettivo che riattiva il metodo di Garutti: dopo le tappe a Roma e Recanati, le…
Un viaggio suggestivo lungo le vie della seta, tra secoli di storia e territori lontani, dove ogni dettaglio assume un…
Fino al prossimo 25 aprile, presso Palazzetto Tito, la mostra “Forme d’argilla” ricostruisce cento anni di produzione in ceramica in…