Indra Dodi, Dinner Series, 2022. Acrylic on canvas, 60 x 80 cm. Courtesy of DCG and the Artist
Non è necessario definire la libertà, comprenderla in uno schema fisso. Piuttosto, è un esercizio fondamentale immaginarla in migliaia di sfumature ognuna diversa e in qualche modo simile, affine. Questa l’idea di cui prende le mosse “BECAUSE – Perchè Sì”, mostra in apertura alla Dorothy Circus Gallery di Roma e visitabile fino al 15 aprile. E dunque, linguaggi innovativi e indipendenti, per dare una o tantissime forme e colmare «L’assenza di una specifica iconografia dell’ipermoderna ribellione e della sua rappresentazione libera nell’arte», spiegano dalla galleria. Un manifesto, insomma, un tentativo o una proposta di Avanguardia, formata da artisti «Scelti per la loro ricerca artistica innovativa e audace, che riflette l’obiettivo della galleria di supportare le nuove “voci” nella scena artistica contemporanea e di sensibilizzare sui temi sociali».
In mostra le opere di Jemima Sara, Maria Vez, Leonardo Niola, Torto Lawrence, Olasunkanmi, Damien Cifelli, Massimo Scognamiglio, Qhamanande, Indra Dodi, Erkut Terliksiz e Giulio Secondo, riferite al concetto di “Because”, «Molto simile al suo uso nella lingua madre della galleria, “Perché sì”, come fosse una dichiarazione, e assumendo un significato molto potente e profondo per questa mostra. Esso permette di essere ridefinito come una risposta significativa alle domande legate all’identità».
Attraverso vari media, gli autori hanno interpretato il tema della libertà, parola guida della programmazione espositiva della galleria per il 2023. Ogni artista è stato invitato a rileggerla in un senso più ampio, secondo la propria missione individuale e i propri sentimenti personali, «Comprendendo la libertà di espressione contemporanea come risposta all’oppressione sociale e al fanatismo, ma anche l’eguaglianza sociale e l’amore tra due individui, un amore che trascende tempo e spazio». Gioia e trasformazione, amore e autoaccettazione, sentimenti espressi in simboli, immagini e colori da trasmettere nel linguaggio universale dell’arte, per celebrarne la potenzialità di apportare un cambiamento.
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