Categorie: Mostre

L’astrazione dell’artista polacco Stanisław Fijałkowski da Dep Art Gallery a Milano

di - 23 Giugno 2023

La mostra Stanisław Fijałkowski, curata da Alberto Zanchetta, riporta i lavori dell’artista in Italia dopo la partecipazione alla XXXVI Biennale d’Arte di Venezia nel 1972. Il pubblico può vedere da vicino una selezione di 27 opere che ben riassumono l’evoluzione pittorica di Fijałkowski (1922-2020). Un percorso in cui è evidente la predilezione dell’artista sia per il linguaggio astratto sia di un forte valore emotivo all’uso del colore.

Un tratto in particolare caratterizza tutte le opere, le ampie campiture che spaziano dai colori delicati dei primi anni alle sfumature più cupe dell’ultimo periodo, e che spesso fanno da sfondo a segni grafici e forme riconducibili a elementi geometrici.

Nel corso degli anni Sessanta si vedono i primi cambiamenti nello stile dell’artista, la matericità e l’esuberanza cromatica si attenuano e lasciano posto a una pittura pura. Sulle tele appaiono forme circolari, coni, nastri oppure linee che dagli anni Settanta evolveranno nelle famose Autostrade, che tendono verso l’alto, tracciando un percorso di elevazione. La pittura è un mezzo molto potente per l’artista, capace di liberarlo da ogni catena che lo vincola al mondo esteriore. Un passaggio nascosto verso la comunicazione con il divino.

© ‘Stanisław Fijałkowski’, Dep Art Gallery, Milano

Un’ascesa, quella alla libertà, predetta da Fijałkowski, strettamente legata all’interiorità e alla vita spirituale.«In un mondo moderno sempre più privo di sacralità, la rinuncia al materialismo diventa una fonte di speranza e salvezza.» Come sosteneva il pittore russo Wassily Kandinsky, il colore e l’astrazione offrono un accesso privilegiato all’anima, permettendo di risvegliarla e farla vibrare. Le opere di Fijałkowski,sono certo distanti dall’idea di arte tradizionale, ma lo sono allo stesso modo dalla sola categoria dell’astrazione. «L’artista s’immergeva completamente nel processo pittorico, usandolo come mezzo per estraniarsi dal tempo e dallo spazio, cercando di superare i limiti della bidimensionalità e circoscrivendo il quadro come un rito fondativo, preservando i propri segreti.»

Come scrive il curatore Alberto Zanchetta:«La principale preoccupazione dell’artista non consisteva nel creare qualcosa di nuovo ma di autentico. Privando l’arte di orpelli narcisistici e di elucubrazioni intellettuali, Fijałkowski si immedesimava nel proprio medium espressivo: la pittura fluiva spontaneamente, guidata da un rapimento estatico.»

© ‘Stanisław Fijałkowski’, Dep Art Gallery, Milano

Dai dipinti giovanili influenzati dal post-cubismo e dai Fauves, alle opere mature che esplorano la pura pittura e l’ascesa spirituale dell’individuo, il percorso artistico di Fijałkowski si manifesta in tutta la sua maturità: attraverso la riduzione ai minimi termini di segni e colori, l’artista enfatizza l’intensità emotiva delle sue opere. Ogni quadro è un’entità singolare e rappresenta l’espressione autentica di un’avventura legata a un’intensa e irripetibile condizione mentale-emotiva.

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue, italiano e inglese, che contiene il testo del curatore Alberto Zanchetta, la biografia aggiornata dell’autore oltre ad alcune foto storiche, le installation view delle sale della galleria oltre alla riproduzione fotografica di tutte le opere esposte.

La mostra è stata realizzata col patrocinio del Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano.

© ‘Stanisław Fijałkowski’, Dep Art Gallery, Milano

Stanisław Fijałkowski (Zdołbunów 1922 – Łódź 2020) è stato allievo di Władysław Strzemiński e Stefan Wegner all’Accademia delle Arti di Łódź, in Polonia, dove diventerà a sua volta professore. Tra gli artisti polacchi più riconosciuti, le sue opere fanno parte delle maggiori collezioni di musei e gallerie del mondo, tra cui la Tate di Londra, il Museum of Modern Art di New York e il Pushkin Museum di Mosca.

© ‘Stanisław Fijałkowski’, Dep Art Gallery, Milano

Articoli recenti

  • Mostre

Come algoritmi e piattaforme stanno cambiando l’arte: una mostra a Venezia

Inaugurato in occasione della Biennale Arte 2026, il progetto di Berggruen Arts & Culture mette in scena il lato invisibile…

21 Giugno 2026 19:43
  • Mostre

Un santuario digitale all’Espace Louis Vuitton: Lu Yang tra buddhismo e avatar

Fino al 4 ottobre, l’Espace Louis Vuitton Venezia ospita la mostra "DOKU The Illusion" dell'artista cinese Lu Yang: un progetto…

21 Giugno 2026 18:06
  • Mostre

Nella grande mostra della Tate Modern di Londra c’è l’ultimo saluto di Julio Le Parc

Il maestro dell'Arte Cinetica recentemente scomparso ha lavorato fino ai suoi ultimi giorni alla grande retrospettiva che ripercorre la sua…

21 Giugno 2026 17:16
  • Architettura

Come cambierà il complesso di Santa Maria della Scala di Siena? Una mostra ne racconta il futuro architettonico

A Siena una mostra ripercorre la trasformazione dell’antico ospedale in museo e presenta il Masterplan coordinato da Luca Molinari Studio.…

21 Giugno 2026 14:00
  • Beni culturali

L’ecosistema documentale del contemporaneo: il battito vivo degli archivi d’artista da AitArt

Un fitto intreccio di documenti, diari e progetti racchiude l'universo intimo dei più grandi autori del Novecento, connettendo la memoria…

21 Giugno 2026 12:30
  • Fotografia

I Mondiali 2026 visti da Annie Leibovitz: il calcio diventa opera d’arte

I Mondiali 2026 celebrano il loro impatto culturale attraverso le foto di Annie Leibovitz: la sua nuova mostra itinerante, FÚTBOL…

21 Giugno 2026 11:31