Luciano Bertoli, Frattempo. Le curve di Mandelbrot. Fondazione Palazzo Magnani, Reggio Emilia
Frattempo. Le curve di Mandelbrot, la retrospettiva presentata da Fondazione Palazzo Magnani e curata da Martina Corgnati, espone una ricca raccolta di opere dellâartista reggiano, realizzate a partire dagli anni 70 fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2021. Questo lungo periodo di attivitĂ ha permesso a Luciano Bertoli di confrontarsi con diverse correnti culturali a lui contemporanee come il movimento dellâarte povera, dellâarte concettuale e del minimalismo, le cui influenze si riflettono nei suoi lavori e di partecipare di conseguenza alle questioni e alle inquietudini del mondo.
La carriera artistica di Bertoli è caratterizzata da un forte interesse per la scienza, il dato tecnico e la cultura del meccano morfo. Protagonisti della prima sezione della mostra sono infatti dipinti, sculture e assemblage dâispirazione dadaista, in cui vengono montati insieme oggetti meccanici di varia natura, il cui risultato celebra il nuovo mondo tecnologico delle macchine e parallelamente testimonia il decadimento dellâuomo. A tale denuncia non manca però unâaccezione ironica, leggera che riprende i modelli iconografici di Bosch. Rotelle, bulloni e ingranaggi sono il modulo di queste composizioni e ci restituiscono forme che si rifanno a quellâimmaginario fiammingo caratterizzato da mostri e animali fantastici.
Proseguendo lo spettatore si ritrova davanti a vere e proprie macchine funzionanti che possono essere messe in movimento, ideate dallâartista. La fase di progettazione è documentata dalla presenza, nelle sale, di bozzetti che diventano vere e proprie opere, in grado di restituire fedelmente su carta le componenti meccaniche dellâoggetto, con una tecnica tale da rievocare i disegni rinascimentali in quanto eccezionali supporti tecnici e prospettici. Si viene poi proiettati in mondi e dimensioni fantascientifiche, in cui la meccanica lascia posto alla cibernetica. Vengono rappresentate cittĂ futuristiche, paesaggi ibernati frutto di un progresso tecnologico e scientifico bramato dallâuomo per soddisfare il proprio desiderio utopistico di immortalitĂ .
Nucleo principale della mostra, al quale questâultima deve il nome Frattempo. Le curve di Mandelbrot, è composto da opere in cui lâartista sceglie di rappresentare elementi della fisica quantistica, i frattali, forme geometriche composte da infinite repliche di sĂŠ stesse. Dalle tele emergono globi di colore vivo ed esplosivo, che esprimono una loro libertĂ plastica, simbolo di una pittura che si svincola dalle mode e dalle correnti culturali. Viene quindi analizzato un mondo scientifico, non piĂš meccanico, che sta sempre piĂš governando questa lotta spasmodica contro la morte.
Lâintera mostra è la testimonianza che Luciano Bertoli oltre ad essere un grande artista interessato e partecipe alle inquietudini della sua epoca è stato in grado anche di acquisire e padroneggiare competenze tecniche e scientifiche che gli permettessero di progettare su scala ingegneristica le proprie opere. Visitando la retrospettiva si assiste ad un dialogo tra numerosi impulsi artistici, tutti volti a sollevare questioni e tematiche attuali.
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