Categorie: Mostre

Maïmouna Guerresi riflette sull’emancipazione femminile a La Crescentina, nel Monferrato

di - 25 Novembre 2024

Respiro, continua a respirare suggerisce in lingua Wolof il titolo del progetto site specific ideato dall’artista Maïmouna Guerresi (Pove del Grappa, 1951) per lo spazio espositivo de La Crescentina. Il respiro è un processo fisiologico fondamentale per la vita ma allo stesso tempo è quel fiato interiore che permette la libertà d’espressione, che permette di comunicare e confrontarsi. Le opere dell’artista italo senegalese, nata in Veneto ma senegalese da molti anni, desiderano condividere un messaggio all’universo femminile. Il suo lavoro offre la visione di una donna occidentale che si è convertita all’Islam, scegliendo la mistica dottrina del sufismo delle confraternite spirituali senegalesi.

Noyyi, Wéyal Noyyi/Breath, Keep Breathing di Maïmouna Guerresi. Installation view, La Crescentina. Ph. Alberto Nidola

Alcune opere fotografiche della serie “pressioni” realizzate attraverso un processo manuale di pressione su carta, ritraggono una figura con un megafono in cima a un Minbar, il tradizionale elemento della moschea da cui viene pronunciato il sermone della preghiera islamica. La donna ha il capo coperto da un velo rosso e tiene tra le mani il grande strumento acustico della stessa tonalità. In una seconda cornice quello stesso volto porge gli occhi al cielo in una preghiera. Nella seguente immagine il soggetto è emancipato, con i capelli al vento sembra incitare una folla fuori campo con un gesto determinato. Altri disegni su carta paglia mostrano come il soffio della donna diventi dorato, come divino, acquisendo nuova forza e speranza.

Queste immagini prendono vita in una grande installazione scultorea inedita, prodotta con il patrocinio de La Crescentina. L’opera si può considerare l’elemento simbolico di tutto il progetto. Su un grande Minbar d’alluminio un ventilatore acceso muove costantemente delle tendine auree ricreando un chiarore intermittente. Questo soffio è diafano però, non si sente nessuna voce e nonostante il flusso d’aria sia costante traspare una certa fatica. L’opera pone un’importante riflessione sull’emarginazione del mondo femminile.

Noyyi, Wéyal Noyyi/Breath, Keep Breathing di Maïmouna Guerresi. Installation view, La Crescentina. Ph. Alberto Nidola

Una delle fotografie su lastra di alluminio riesce a simboleggiare chiaramente questo concetto ritraendo una donna completamente nascosta da un velo scuro. Le mani sono giunte, gli occhi guardano al cielo e la bocca scompare in una nitida voragine che sembra però essere proiettata da Maïmouna Guerresi in un trascendentale sacrificio.

Il suo progetto è anche una critica sociale contro l’islamofobia e afrofobia, quella paura che considera le comunità africane musulmane come pericolo sociale ed economico. Lo sguardo di Maïmouna si rivolge anche ai migranti che scappano dalle guerre e sono costretti a rimanere incastrati nello stereotipo del pensiero comune, impossibilitati di far sentire la propria voce e costretti spesso a recitare un ruolo imposto dalle circostanze.

Noyyi, Wéyal Noyyi/Breath, Keep Breathing di Maïmouna Guerresi. Installation view, La Crescentina. Ph. Alberto Nidola

La mostra a La Crescentina è intima, delicata ma anche potente e intende coinvolgere il pubblico in un dialogo critico e riflessivo su fondamentali tematiche sociali.

La Crescentina – Laboratorio per l’Arte, è un centro culturale fondato da Alessandro Monteforte e Fiorella Miraglio nel 2021, durante la pandemia, nella loro casa di campagna in Monferrato. Questo luogo ospita una collezione d’arte moderna e contemporanea di circa 200 opere e sostiene l’arte attraverso un programma di mostre e incontri a cura di Marzia Capannolo. Dagli anni Ottanta La Crescentina è un luogo vissuto e frequentato da collezionisti e artisti come Piero Gilardi, Urano Palma, Aldo Mondino. Due sculture di Guerresi, poste all’ingresso del centro culturale, sanciscono la sua amicizia con i fondatori de La Crescentina. I progetti artistici promossi si incentrano sul connubio fra arte e natura come motore di indagine sull’interiorità dell’essere umano.

Noyyi, Wéyal Noyyi/Breath, Keep Breathing di Maïmouna Guerresi. Installation view, La Crescentina. Ph. Alberto Nidola

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