In un calendario 2020 sempre più orfano degli appuntamenti dell’arte e della cultura, finalmente una buona notizia: dal 5 settembre, Marina Abramovic tornerà in Italia, questa volta a Napoli, nei suggestivi spazi di Castel dell’Ovo, dove verrà presentata una nuova tappa di “Estasi”, progetto espositivo proposto da VanitasClub, a cura di Casa Tesori, già esposto alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano.
«L’Italia ha dimostrato grande coraggio e un profondo senso di comunità e umanità. Italia ti amo e il mio cuore è con te», ha dichiarato l’artista, le cui mostre, in Europa, sono piuttosto rare. Insomma, dopo “The Cleaner”, la grande retrospettiva del 2019 a Palazzo Strozzi – durante la quale la grande artista subì anche un’aggressione – si stringe ancora di più il rapporto con l’Italia.
Peraltro riannodando i fili con la storia, visto che nella città partenopea, nel 1974, una ancora giovanissima e non troppo conosciuta Marina Abramovic doveva presentare una delle sue performance più discusse e stranianti, Rhytmh 0. In quella occasione, allo Studio Morra, l’artista rimase per sei ore a disposizione del pubblico, che poteva interagire con lei usando uno qualunque dei 72 oggetti disposti su un tavolo, atti a offendere o a dare piacere, tra rose, vino, catene, forbici e una pistola con un proiettile. Se le prime ore trascorsero tranquillamente, nell’ultima fase della performance si scatenò l’aggressività delle persone, che arrivarono a tagliarle i vestiti e a farle usare la pistola. «È stata la pièce più pesante che abbia mai fatto, perché ero totalmente fuori controllo», ha ribadito Abramovic in diverse occasioni.
Al 2004 risale invece l’ultimo progetto napoletano, quando l’artista presentò Cleaning the Mirror, un’altra sua celebre performance, questa volta negli spazi della Galleria di Lia Rumma. Qui riprese una sua performance del 1995, durante la quale, dopo aver puliva uno scheletro, lo adagiava sul suo corpo, facendolo muovere al ritmo del suo respiro. In esposizione anche le foto e i lavori realizzati l’anno prima, nel 2003, a Belgrado, sua città natale.
Nella mostra di settembre, allestita nella Sala delle Carceri di Castel dell’Ovo, il castello più antico di Napoli, Marina Abramovic presenterà la serie video di “The Kitchen. Homage to Saint Therese”, un’opera nella quale l’artista si relaziona con una delle figure più sentite ma anche controverse del cattolicesimo, Santa Teresa d’Avila. Chissà cosa penserebbero i complottisti che l’hanno accusata di satanismo. In ogni caso, i video documentano le performance tenute nel 2009 da Abramovic nell’ex convento di La Laboral a Gijón, in Spagna.
«Siamo felici e onorati di riavere a Napoli una testimonianza della grande artista internazionale Marina Abramović che proprio nella nostra città realizzò negli anni Settanta una delle sue più celebri performance. L’energia della cultura sarà essenziale per recuperare la pienezza del vivere dopo quest’emergenza planetaria. Crediamo che sia importante oggi investire anche su una visione di serena normalità del prossimo futuro», ha dichiarato Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli.
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Ma questa ex artista sta ancora tra i piedi?
Sarei curioso di sapere quanto verra' pagata per la classica performance-immondizia, roba vecchia di 40 anni fa. Dovrebbero dare i soldi ai giovani artisti per finanziarsi i loro progetti, invece che buttarli per questa signora in decadenza con una marea di debiti e mantenuta dalle istituzioni pubbliche dato che nessun collezionista o mecenate privato investirebbe un solo dollaro per questa poveretta
cosa presentera' questa volta? urla? pianti? grida? sicuramente qualcosa di mooooolto "ORIGGINALE" ....
da queste parti stanno assumendo al McDonald,
le conviene provare a cambiare mestiere