Gorilla, Davide Rivalta, Ph. Fabio Parenzan
Allestita tra le scuderie e il parco del Castello di Miramare di Trieste, l’esposizione Naturae. Ambienti di arte contemporanea (di cui vi abbiamo raccontato qui) è una riflessione corale sul complesso rapporto che lega essere umano e natura. Attraverso oltre cinquanta opere di venti artisti internazionali, la mostra —curata da Melania Rossi— propone innumerevoli visioni e maniere di rapportarsi al paesaggio, agli elementi organici, ai colori della natura, alla sua maestosità e alle forze fisiche e chimiche che ne regolano gli equilibri. L’esposizione sarà visitabile fino al 9 novembre 2025.
Nomi del calibro di Herman Nitsch (Vienna 1938 – Mistelbach 2022), Marina Abramović (Belgrado, 1946) e Mimmo Paladino (Paduli, 1948) presentano le loro opere accanto ad una generazione più giovane ma altrettanto riflessiva: ne sono un esempio gli ampi disegni installativi di Marta Roberti (Brescia, 1977), le fotografie camaleontiche dell’artista cinese Liu Bolin (Shandong, 1973) e i pigmenti in costante spostamento di Sophie Ko (Tbilisi, 1981) che rendono concreti la forza di gravità e il lento scorrere del tempo.
Come una creatura vivente, l’esposizione cresce, muta e sviluppa nuovi dialoghi, proponendo in maniera cadenzata nuove opere che tessono significati inaspettati con i lavori già presenti in mostra.
È il caso della grande tela Notte vista con figure (1987) di Mario Schifano (Homs, Libia, 1934 – Roma, 1998) che, a partire dal 16 aprile scorso, ha preso il posto di L’air de Vesuvio (2007) dell’artista tedesca Rebecca Horn, offrendo in questo modo al pubblico la possibilità di confrontarsi con un altro grande maestro del secondo dopoguerra e con la sua personale interpretazione dell’ambiente naturale. Notte vista con figure è un esempio della pittura più materica e violenta di Schifano, che qui si condensa in stratificazioni vorticose che formano un orizzonte misterioso e una fila di candide figure in primo piano.
Altra aggiunta all’esposizione è l’opera Gorilla di Davide Rivalta (Bologna, 1974) che entra in dialogo, negli spazi esterni del Castello, con l’installazione site-specific TOWARDS YOU di Bianco-Valente. Quella di Rivalta è una scultura in bronzo di quasi tre metri di altezza: un grosso gorilla che si riappropria dello spazio naturale, ricordandoci della presenza dell’istintivo e del selvaggio. Volutamente fuori scala, il gorilla di Miramare si staglia in tutta la sua potenza contro il mare di Trieste: una vista destabilizzante e stupefacente, un cortocircuito visivo in cui il lato più inquietante della natura si fonde al suo lato idillico.
Queste novità si inseriscono in un più ampio e calibrato progetto di riqualificazione dell’area, che va dal cosiddetto Castelletto al complesso delle Serre e ai ruderi della Cappella di San Canciano. Si tratta, perciò, di un prezioso tentativo di fondere il contemporaneo alla cultura della protezione e del restauro, in un luogo privilegiato quale il complesso di Miramare.
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