Categorie: Mostre

Nella pittura di Michele Cesaratto entra tutto e nulla permane: la mostra da Acappella

di - 16 Aprile 2025

C’è qualcosa nella pittura di Michele Cesaratto che sfugge eppure si sente sulla superficie della pelle. Come il vento sul greto di un fiume, il ricordo di un volto amato, la luce di un tramonto che si svolge tra i rami spogli degli alberi con la certa lentezza di un gesto rituale. Piangendo, la sua seconda mostra personale alla Galleria Acappella di Napoli, si configura come il diario visivo di una sensibilità in perenne movimento, disinteressata alla monumentalità, tendente all’effimero, alla traccia lasciata, alla vibrazione.

Michele Cesaratto, Piangendo, veduta della mostra, Acappella, Napoli, 2025

Classe 1998, friulano di Gradisca di Spilimbergo, Cesaratto si forma prima nel paesaggio che nei manuali: la sua traiettoria passa per le Accademie di Firenze e di Venezia ma ritorna sempre al Tagliamento, ai suoi canali, custodi di un tempo fluviale che è quello che poi va a scandire le sue opere. Lì, tra i sassi levigati e i campi, prende forma uno sguardo che è insieme contemplativo e resistente. Non è una pittura nostalgica, piuttosto è in cammino su un sentiero, come si immagina l’incedere dei maestri trecenteschi che ne ispirano le atmosfere – Fra Angelico, Pisanello, Pollaiolo — e degli artisti cinesi dell’epoca Tang e Yuan di cui assimila lo spirito. Le sue tavole, spesso realizzate con legni ritrovati, raccolti e lavorati, sono piccoli mondi autosufficienti, in cui il pigmento stesso è risultato di un meditato procedimento di studio, di ritrovamento, di un momento di raccolta, di osservazione della natura.

Michele Cesaratto, Piangendo, veduta della mostra, Acappella, Napoli, 2025
Michele Cesaratto, Piangendo, veduta della mostra. Acappella, Napoli, 2025

Dunque, come evidenziato anche nel testo di Roberto Mezzaroma che accompagna la mostra, il paesaggio, da sfondo, diventa evento, si fa soggetto, come in un’opera di Bruegel il Vecchio. Questo corpo narrativo si estende su un piano orizzontale rispetto alle figure evanescenti che, d’altra parte, sembrano voler sfuggire, distese con le mani in grembo, in piedi con la testa leggermente reclinata. Così, lo spazio intimo della Galleria Acappella si impreziosisse di istanti condivisi, echi lontani di altre iconografie come piccole icone personali da custodire in un bagaglio, ogni scena è un punto di passaggio, una rappresentazione viaggiante. Volti, animali, alberi, momenti, dettagli fugaci, tutto può entrare in questa pittura dei margini ma nulla vi resta in forma stabile.

Michele Cesaratto, Piangendo, veduta della mostra. Acappella, Napoli, 2025
Michele Cesaratto, Piangendo, veduta della mostra, Acappella, Napoli, 2025
Michele Cesaratto, Piangendo, veduta della mostra, Acappella, Napoli, 2025
Michele Cesaratto, Piangendo, veduta della mostra, Acappella, Napoli, 2025

La mostra di Michele Cesaratto alla Galleria Acappella di Napoli sarĂ  visitabile fino al 20 aprile 2025.

Mix di Crush, 2025 30 x 51,5
Kyogre e Moltres, 2025 17,5 31,5
Per un Pugno di Puer, 2024 18 x 28 cm

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Roma Gallery Weekend: il contemporaneo attraversa nuove geografie urbane

La quarta edizione di Contemporanea mette in rete 32 spazi della capitale, proponendo una lettura alternativa della scena artistica romana,…

13 Maggio 2026 15:30
  • Fumetti e illustrazione

Cultura pop e immaginari contemporanei al Comicon 2026, da Nine Antico a Robert Crumb

Dai corpi ambigui di Nine Antico ai cattivi pensieri di Robert Crumb, il Napoli Comicon 2026 conferma il ruolo del…

13 Maggio 2026 13:30
  • Beni culturali

Totocalcio, memoria collettiva di un’epoca: Sisal restaura i primi numeri di Sport Italia

Memorie di carta: per gli 80 anni del Totocalcio, Sisal ha presentato alla Biblioteca Braidense di Milano il restauro dei…

13 Maggio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

L’Iran smentisce il ritiro dalla Biennale Arte 2026: «Vogliamo ancora partecipare»

L’Iran smentisce il ritiro dalla Biennale Arte 2026 e chiede di poter aprire il proprio Padiglione durante l’estate: la dichiarazione…

13 Maggio 2026 11:47
  • Mostre

Abitare una dimora instabile: le installazioni di Francesca Pasquali al MAR di Ravenna

Nella sua mostra al MAR di Ravenna, Francesca Pasquali indaga l’abitare contemporaneo, mettendo in discussione il significato della casa, attraverso…

13 Maggio 2026 10:30
  • Progetti e iniziative

Arte digitale ed ecosistemi marini: l’opera di Andrea Crespi in una ex chiesa di Venezia

Tra gli eventi collaterali della Biennale Arte 2026, Andrea Crespi porta, nell’ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, un'opera che…

13 Maggio 2026 9:30