Nelson Pernisco, vista della mostra
Astratte dalla dimensione caotica e assordante dello spazio urbano, le architetture di Nelson Pernisco trovano negli spazi della White Noise Gallery un rifugio dalla sovraesposizione alla quale sono quotidianamente soggette. L’artista preleva dall’immaginario urbano quegli elementi architettonici che più di altri sono stati oggetto di una contrazione della loro forma e identità, fino a scomparire in un’invisibilità che è mera funzione. Sono non-architetture: passaggi, tornelli, varchi, corrimano metallici e così via.
La volontà dell’esposizione “L’éternité n’est guère plus long que la vie“, a cura di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti è invece, diversamente, quella di proporre un focus sui valori formali degli stessi, aprendo alla possibilità di igienizzare lo sguardo e di riflettere sulle loro dinamiche costruttive, rileggendoli in chiave artigianale, umana, manuale.
Il rimando all’analogico e, per estensione, al naturale, funge nella produzione dell’artista da elemento di contrasto rispetto alle tematiche della riproducibilità e serialità. Un contrasto reso evidente nel piano inferiore della galleria, dove un’installazione sonora si sofferma sulle caratteristiche organiche – quasi acquatiche – del suono prodotto della fusione dell’alluminio. Conducendo lo spettatore nel pieno del suo processo creativo, l’artista riflette sullo statuto del materiale utilizzato, riscattandone non solo le proprietà sensoriali ma anche poietiche.
In questa cornice, il recupero della spiritualità nello spazio urbano è una problematica costante. La presenza di mascheroni e figure mitologiche incastonati nelle architetture dell’artista permette di instaurare un rapporto con una più antica tradizione decorativa, indagandone le urgenze primarie. La citazione del lamassu, ad esempio, risulta funzionale per un rimando alla funzione apotropaica degli elementi decorativi, ibridi fantastici votati all’allontanamento degli influssi maligni, garanzia di equilibrio e benessere. Si rende così evidente, al contrario, l’incapacità dell’architettura contemporanea di incarnare le necessità spirituali dei cittadini, che pur si configurano in nuove, mutevoli forme.
L’artista parigino riesce a porsi come connettore tra queste problematiche, strutturando la propria ricerca in forma di guerriglia urbana, caratterizzandola di una forte progettualità a sfondo sociale. Un chiaro esempio è riscontrabile nell’attività del collettivo Le Wonder, di cui è animatore, che opera tramite l’appropriamento temporaneo di alcuni luoghi disabitati della città di Parigi, i quali vengono riqualificati per mezzo di interventi artistici e restituiti alla città con una nuova, vibrante energia.
Gaia Bobò
mostra visitata il 19 dicembre 2019
Dal 20 novembre 2019 all’11 gennaio 2020
Nelson Pernisco L’éternité n’est guère plus long que la vie
White Noise Gallery
Via Della Seggiola, 9 – 00186 – Roma
Orari: Martedì a Venerdì dalle 11:00 alle 19:00, Sabato dalle 16:00 alle 20:00
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