Ilaria Abbiento, Mar Mediterraneo, 2017. Courtesy l'artista
Fino al 29 maggio è online sulla piattaforma Vortic lâesperienza collettiva delle nove gallerie veneziane della rete Venice Galleries View: âRefelectionsâ.
Venice Galleries View propone, in uno spazio espositivo virtuale, il lavoro di nove artisti che, mediante diversi media, declinazioni e sfumature, possano stimolare quelle riflessioni e trasmettere quelle sensazioni che solo Venezia è in grado di dare ai suoi abitanti e visitatori. Le opere esposte sono di Gayle Chong Kwan (con la Galleria Alberta Pane), Andrew Huston (Beatrice Burati Anderson Art Space & Gallery), Jessica Louhglin (Caterina Tognon vetro contemporaneo), Lore Bert (La Galleria di Dorothea Van Der Koelen), Eduard Angeli (IKONA gallery), Maurizio Donzelli (Marignana Arte), Agostino Bergamaschi (marina bastianello gallery), David Rickard (Galleria Michela Rizzo), Alex Hartley (Victoria Miro Venice).
Facendo riferimento al frammento di Goethe di Ricordi di viaggio in Italia nel 1786-87 in cui egli descrive il girovagare per la cittĂ cosĂŹ: ÂŤLa luce del sole fa brillare i colori; le onde sono cosĂŹ leggere, che si direbbe potere queste alla loro volta fare le parti di luce. E la stessa cosa si può dire della tinta del mare; tutto è chiaro, limpido, trasparente, sia lâonda spumante, siano gli sprazzi di luce, fra cui io occupo un punto impercettibileÂť. La mostra, quindi, si concentra sul rendere al pubblico, lontano dalla cittĂ , lâesperienza della visita a Venezia. Qui la luce e lâacqua sono elementi intrinseci: una costante sono i leggiadri sprazzi luminosi che affiorano sullâacqua per riflettersi poi sui muri dei palazzi con giochi di luci e ombre, che disegnano sulle pareti motivi ondulatori e vibranti. La luce che si riverbera nellâacqua e le trasparenze che giocano sulla superficie dellâacqua restituiscono una cittĂ che vede costantemente se stessa e il suo doppio, riflesso e ondeggiante. In questo turbinio di sensazioni anche lâuomo che esperisce Venezia esiste con il suo riflesso: occupa, infatti, âun punto impercettibileâ e si interroga su quale sia il suo posto nel mondo.
Per âReflectionsâ le gallerie di Venice Galleries View propongono opere che ripercorrono questi sentimenti ed emozioni, attraverso opere di diversa natura: fotografie, pitture, lavori su carta, su vetro e mixed media.
Le trasparenze â siano esse del vetro, delle fotografie, delle pitture â e i riflessi, siano essi geometrici, sinestetici o concettuali sono lâessenza dei lavori proposti che, ricalcando il duplice significato del titolo (riflessi-riflessioni), sono stati scelti con lâobiettivo di trasmettere al pubblico, al di fuori della cittĂ , quelle sensazioni descritte da Goethe.
La Galleria Alberta Pane presenta la serie fotografica Kew/Pamplemousse di Gayle Chong Kwan: questa serie offre un viaggio visivo dove il tempo, la storia e la natura sembrano fluire lâuna nellâaltra, lasciandoci la possibilitĂ di avere lâesperienza attraverso la visione di rinnovare le nostre percezioni ed esplorare nuove prospettive. Nella serie Tides di Andrea Huston, artista rappresentato da Beatrice Burati Anderson Art Space & Gallery, emerge il legame dellâartista con la cittĂ e la laguna. Le opere sono caratterizzate dalla luminosa essenza cromatica dei riflessi dellâacqua, che rispondono alle tensioni emotive provate durante le maree, ed esprimono in forma bidimensionale lâeffetto delle forze del sole e della luna sulle acque della laguna. I paesaggi di Jessica Loughlin (Galleria Caterina Tognon) incarnano il passaggio effimero dellâacqua nel deserto. Per realizzare opere come Unfolded Continuum, lâartista ha inventato una tecnica unica che genera opere che alludono allâombra, al riflesso e alla rifrazione, e che suggerisce il passaggio dellâacqua, che bagna la terra e lascia le impronte del suo passaggio, per poi evaporare e condensarsi nuovamente in una nuvola. Alternando trasparenze a spirali biancastre, i suoi lavori evocano uno stato meditativo che rispecchia la sua fascinazione nei confronti della bellezza del vuoto. Nellâopera Steps in Blue, lâartista Lore Bert (Galleria Dorothea van der Kolen) utilizza carta giapponese bianca e blu e foglia dâoro. Le forme geometriche realizzate in carta non solo creano una sorprendente percezione visiva ma indica anche lâidea del riflesso usando lâimmagine dei âpassiâ. I dipinti di Eduard Angeli, presentati da IKONA Gallery, sono caratterizzati dalla poetica dei ârestiâ, del vuoto, delle rovine lasciate da unâumanitĂ che scompare. Nel rappresentare la cittĂ di Venezia, egli sceglie una âVenezia minoreâ, fatta di canali secondari e fondamenta deserte, il cui silenzio e solitudine diventano la voce della condizione umana, nel suo isolamento e nella sua malinconia. Marignana Arte presenta la serie Mirrors di Maurizio Donzelli, in cui si crea un effetto ottico che distorce lâimmagine originale e spinge lâosservatore a riflettere sulla sua stessa identitĂ e percezione. La capacitĂ di queste opere di riflettere e allo stesso tempo distorcere lâimmagine, infatti, corrisponde anche alla comprensione imperfetta del contesto circostante, tipica dellâuomo. Proseguendo nel tour virtuale troviamo Prima di essere sole, fotografia di Agostino Bergamaschi marina bastianello gallery: in questâopera il soggetto, ossia il Pantheon, diventa quasi irriconoscibile, dando vita a unâimmagine che evoca una nuova dimensione. Lâessenziale geometricitĂ della cupola dellâedificio ha il potere di dare vita a un nuovo ambiente: le forme circolari del sole e della cupola stessa sembrano interagire in una relazione di attrazione gravitazionale, come se fossero due pianeti. La Galleria Michela Rizzo presenta Vertical Horizon di David Rickard: questo video rivolge lo sguardo a Ovest da due luoghi agli antipodi, il Tasman Sea a Hokitika, Nuova Zelanda (S 42° 42.25, E 170° 58.50) e il North Atlantic Ocean ad Abuin, Spagna (N 42° 42.25 W 9° 1.50). Riallineando su un orizzonte verticale le due scene si forma la visione continua di due luoghi intercambiabili ma diametralmente opposti. Infine la galleria Victoria Miro propone lâartista Alex Hartley, con la serie The Houses, la quale coniuga fotografia e elementi pittorici sovrapposti, nellâindagare il confine tra interno ed esterno, naturale e artificiale, spazio pubblico e privato, bidimensionale e tridimensionale. Le sue opere offrono allo spettatore nuovi modi di fare esperienza e di ripensare a ciò che lo circonda.
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