Categorie: Mostre

Tree time: il tempo degli alberi al Museo della Montagna di Torino

di - 24 Novembre 2019

È il tempo degli alberi, dell’ecologia, del rispetto del pianeta. Le manifestazioni si susseguono, i disastri ambientali si moltiplicano, gli appelli di Greta Thunberg ci mettono davanti alle nostre responsabilità. Al Museo della Montagna di Torino, la mostra “Tree time” ci sussurra con garbo lo stesso messaggio. Il museo del Club Alpino Italiano, diretto da Daniela Berta, ha da poco inaugurato una mostra dal titolo “Tree Time”, curata dalla direttrice insieme ad Andrea Lerda. Dopo il capitolo di “Under Water” (altra mostra dedicata alla questione ambientale), l’attenzione dei due curatori si sposta dalla tematica legata alle risorse idriche a quella della necessaria e indispensabile consapevolezza del ruolo degli alberi nell’ecosistema.

Aron Demetz, Evidenza dislocata, 2018, legno carbonizzato e gesso, 175x45x35 cm. Courtesy l’artista e Galleria Doris Ghetta, Ortisei. Foto Maria Chiara Piglione. Veduta dell’installazione al Museomontagna

Al Museo della Montagna, Tree Time racconta la bellezza di una relazione

Il percorso espositivo accosta in maniera sapiente e delicata estratti di studi scientifici di diverse epoche, foto e filmati documentari e opere d’arte contemporanea, di cui un buon numero create appositamente per la mostra. Sotto certi aspetti e in alcuni punti il racconto può sembrare un po’ naif, per via della sua impostazione didascalica.

D’altro canto, però, è da apprezzare l’assenza di ingiunzioni morali: sebbene i dati scientifici parlino chiaro e siano presenti i dovuti riferimenti a disastri quali, per esempio, la tempesta Vaia (ottobre 2018), nessun sentimento catastrofista aleggia nelle sale, quanto piuttosto il colorato, luminoso e profumato susseguirsi di opere (alcune multisensoriali, olfatto compreso), realizzate nelle tecniche più disparate: fotografia, installazione, olio su tela, video, ceramica connessa a sensori che elaborano dati digitali. Il tutto fa riferimento all’albero, sotto diversi punti di vista: la relazione tra l’uomo e l’albero, la bellezza del vegetale, esaltata dall’olio su tela di Thomas Berra (classe 1986) come dalle fotografie di Vittorio Sella (1859 – 1943), Mornì Brannà (1931), l’utilità dell’albero per la sopravvivenza del pianeta.

Gabriella Ciancimino, Sea Seeds/Si Siz, 2019, tecnica mista su carta e cartone, disegno a parete, veduta dell’installazione presso il Museomontagna. Courtesy l’artista e Galleria Gilda Lavia, Roma

Non mancano i grandi nomi: dai reportage del rimpianto esploratore Walter Bonatti, alle testimonianze dell’impegno concreto di Ermenegildo Zegna, all’immancabile Giuseppe Penone, tutto è selezionato ed esposto con coerenza e chiarezza. A proposito di grandi nomi, si nota l’assenza di riferimenti a Stefano Mancuso nell’impianto teorico della mostra ma le sue opere compaiono, assieme a quelle di altri autori, nella piccola ma ben fatta selezione bibliografica messa a disposizione dei visitatori alla fine del percorso.

Selezione che spazia, come la mostra stessa, dall’aspetto scientifico a quello estetico e simbolico, rivelando l’albero al contempo nella sua semplicità e nella sua complessità ed esaltandone l’importanza sia nella foresta che nello spazio antropizzato.

“Tree time” sarà visitabile fino al 23 febbraio 2020 e il programma di attività aperte al pubblico si protrarrà fino ad aprile, nel segno della divulgazione scientifica e dell’incontro artistico intorno alla tematica.

Marzia Migliora, H317 – Può provocare una reazione, 2014, mixed media. Courtesy l’artista e Galleria Lia Rumma, Milano – Napoli. Si ringrazia: AuditoriumArte, Roma e Anna Cespelli Guidi
Tree Time, 2019, veduta della mostra presso il Museomontagna

Condividi
Tag: Andrea Lerda Daniela Berta Ermenegildo Zegna Giuseppe Penone Mornì Brannà museo della montagna Stefano Mancuso Thomas Berra torino Vittorio Sella Walter Bonatti

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Il surriscaldamento globale è realtà. Un ghiacciaio scomparso diventa monumento fragile al Castello di Rivoli

Cecilia Vicuña trasforma la Manica Lunga del Castello di Rivoli in un paesaggio di lana e memoria: cento metri di…

1 Giugno 2026 17:00
  • Mostre

Giacomo Balla: l’artista totale, oltre il Futurismo. Al Mart di Rovereto

Fino al 18 ottobre, Il Mart presenta per la prima volta in Italia una delle maggiori collezioni private monografiche al…

1 Giugno 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Un maxi-restauro da 38 milioni: ecco la nuova casa dell’Archivio Storico della Biennale

Un hub di 8.000 metri quadrati aperto 365 giorni all'anno, destinato a imporsi come il centro di ricerca sulle arti…

1 Giugno 2026 16:49
  • Progetti e iniziative

2 giugno 1946-2026, il voto come gesto di ascolto: il progetto di Afterall a Modena

Per gli 80 anni della Repubblica, il duo Afterall presenta a Modena una installazione sonora nata da un processo partecipativo:…

1 Giugno 2026 15:30
  • Mercato

Da Frank Stella a Mario Merz: a Parigi va all’asta la collezione Claude e Grazyna Cluzel

Trentacinque opere tra Minimalismo, Arte Povera e astrazione del dopoguerra raccontano il gusto rigoroso dei due collezionisti. E le loro…

1 Giugno 2026 15:00
  • Teatro

Noi, non io: al festival Up To You, la direzione artistica è un atto collettivo

A Bergamo il festival Up To You sperimenta una direzione artistica partecipata: giovani curatori e professionisti costruiscono insieme - e…

1 Giugno 2026 14:30