Categorie: Mostre

Una collezione di occhi tra il fisico e il digitale: lo spazio AKNEYE Phygital

di - 21 Novembre 2024

A pochi passi dalle storiche Corderie dell’Arsenale —cuore pulsante della Biennale di Venezia— la società internazionale AKNEYE ha dato vita ad un luogo dai connotati futuristici: uno spazio detto “phygital”, ovvero in sospeso tra il fisico e il digitale, in cui la scultura si apre alle nuove possibilità offerte dalle tecnologie più innovative.

Questo ambiente, ibrido e sperimentale, con i suoi ampi schermi e le superfici coperte da un materiale argentato, ricorda da vicino un’ambientazione fantascientifica, proiettandoci così, fin dal primo sguardo, in una dimensione metafisica.

AKNEYE Phygital di Venezia

A partire dal 20 settembre 2024, in questo luogo in bilico tra l’etere e la realtà concreta si sono svolti tutta una serie di eventi e performance, con cadenza settimanale, che hanno coinvolto artisti da diversi paesi, tra cui Georgia, Armenia, Italia, Kenya, USA, Turchia, Kazakistan, Ucraina e altri ancora, per un dialogo culturale di ampio respiro. L’esposizione, curata dalla giovane Anastasia Dawson, è visitabile fino al prossimo 24 novembre.

Il cuore del progetto è rappresentato da quelli che vengono chiamati AKNEYE e AKNULOONKS: sculture in materiale sintetico, ispirate alla forma dell’occhio umano. Ogni artista selezionato è stato invitato a reinterpretare questa figura simbolica, trasformandola così in un’opera unica e strutturata.

AKNEYE Phygital di Venezia

L’occhio, da sempre emblema di conoscenza e percezione, diventa qui non solo una metafora della visione dell’artista, ma anche un supporto concreto su cui sviluppare la propria poetica. La scelta di questo simbolo pone dunque al centro dell’esposizione la capacità di questi artisti di guardare il mondo con una prospettiva originale, restituendola al pubblico attraverso una materia plasmata dalla propria immaginazione e sensibilità.

Un esempio di questi lavori è l’opera Savage, dell’artista armeno Rafael Megall (Yerevan, 1983). In questa creazione, l’occhio assume tonalità giallo-aranciate, attraversate dalla rappresentazione di due felini colti in una danza mortale. L’AKNEYE in questione invita perciò ad una delicata riflessione sulle ambiguità del mondo naturale, dove i pericoli e l’eleganza convivono in perfetto equilibrio.

AKNEYE Phygital di Venezia

La particolarità del progetto non si esaurisce però nello spazio fisico: tutte le opere realizzate nel corso di questi sei mesi sono, infatti, state trasformate in NFT (Non-Fungible Tokens), creando così una dimensione parallela e digitale della mostra. Il risultato è una collezione di occhi variopinti che vanno a popolare il cyberspazio.

La conclusione del progetto sarà celebrata sabato 23 novembre con una performance live dell’artista turca Zeynep Çilek Çimen (Ankara, 1984), che completerà, di fronte al pubblico, il suo AKNEYE, andando così a trasformare l’atto creativo in un’esperienza condivisa e culminante dell’intero percorso espositivo.

AKNEYE Phygital di Venezia

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Il surriscaldamento globale è realtà. Un ghiacciaio scomparso diventa monumento fragile al Castello di Rivoli

Cecilia Vicuña trasforma la Manica Lunga del Castello di Rivoli in un paesaggio di lana e memoria: cento metri di…

1 Giugno 2026 17:00
  • Mostre

Giacomo Balla: l’artista totale, oltre il Futurismo. Al Mart di Rovereto

Fino al 18 ottobre, Il Mart presenta per la prima volta in Italia una delle maggiori collezioni private monografiche al…

1 Giugno 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Un maxi-restauro da 38 milioni: ecco la nuova casa dell’Archivio Storico della Biennale

Un hub di 8.000 metri quadrati aperto 365 giorni all'anno, destinato a imporsi come il centro di ricerca sulle arti…

1 Giugno 2026 16:49
  • Progetti e iniziative

2 giugno 1946-2026, il voto come gesto di ascolto: il progetto di Afterall a Modena

Per gli 80 anni della Repubblica, il duo Afterall presenta a Modena una installazione sonora nata da un processo partecipativo:…

1 Giugno 2026 15:30
  • Mercato

Da Frank Stella a Mario Merz: a Parigi va all’asta la collezione Claude e Grazyna Cluzel

Trentacinque opere tra Minimalismo, Arte Povera e astrazione del dopoguerra raccontano il gusto rigoroso dei due collezionisti. E le loro…

1 Giugno 2026 15:00
  • Teatro

Noi, non io: al festival Up To You, la direzione artistica è un atto collettivo

A Bergamo il festival Up To You sperimenta una direzione artistica partecipata: giovani curatori e professionisti costruiscono insieme - e…

1 Giugno 2026 14:30