Categorie: Mostre

Zelli e Scolamiero, due anime della scuola romana in mostra al Mattatoio

di - 16 Aprile 2026

L’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda Palaexpo e Fondazione Mattatoio presentano due mostre apparentemente distanti ma complementari, Beata Moltitudo di Alfredo Zelli e Con qualche parte della terra di Vincenzo Scolamiero.

Il luogo espositivo preposto per mostrare il lavoro degli artisti romani è il Mattatoio, situato nel cuore del quartiere Testaccio, considerato uno dei più importanti edifici di archeologia industriale della Capitale. I padiglioni che caratterizzano l’intero complesso testimoniano il passaggio tra un tempo e un altro e tra diversi usi, verso una modernità espositiva che trova, tra le sequenze dei pilastri metalli, un luogo che esalta i contenuti artistici. La gestione affidata alla Fondazione Mattatoio di Roma ha come missione la valorizzazione degli spazi rigenerati, proponendo momenti artistici di alto interesse culturale e offrendo alla città mostre fruibili gratuitamente.

Nei padiglioni nove A e B, vicini all’ingresso principale, espongono dunque Alfredo Zelli e Vincenzo Scolamiero, non a confronto ma integrati in un progetto più complesso, di valorizzazione del territorio attraverso il lavoro di artisti che nella città vivono e lavorano. Entrambi fanno parte della scuola romana e ambedue hanno una storia simile di insegnamento, di attenzione alla poesia e al ritmo della musica. La ricerca, la sperimentazione e l’evoluzione sono fondamentali nella loro arte, considerati veri e propri motori di ispirazione. La loro poetica comune li ha portati a esprimersi insieme in diverse esibizioni presso gallerie e musei e l’affacciarsi “uno di fronte all’altro”, si trasforma in un affaccio “dentro l’altro”.

Per Beata Moltidudo, a cura di Carlo Alberto Bucci, Alfredo Zelli presenta le sue creazioni dal 2012 al 2026, senza un ordine cronologico ma proponendo una visione legata al volume e all’emotività, scardinando la dimensione spaziale e le convenzioni stilistiche.

La figura dell’ovale, troneggiante e monumentale nella prima installazione Senza titolo dal colore giallo, datata 1999, di legno e cartone, accoglie il visitatore. Sarà questo bozzolo a trasformarsi in forma umana come idea di perfezione nelle successive opere. L’artista invita a perdersi nel “noi” immaginato, riuscendo nell’intento di rendere universale, l’esperienza individuale.

Zelli, Lotta, 2018

Il riferimento latino Beata Moltitudo, usato dall’artista per il titolo della sua personale, sottolinea l’importanza di staccarsi dal mondo, per raggiungere pace e tranquillità d’animo. La pittura diviene luogo di riflessione e nella sospensione, nella trasparenza e nella composizione si arriva a una terza dimensione.

Con l’opera Tutto è nascente, i fogli acetati si articolano a raggiera attorno a un palo centrale, restituendo l’immagine di un corpo in movimento, libero da limitazioni spaziali, in una esplosione di luce. L’opera viene ammirata girandovi intorno e creando movimenti inaspettati, intercettando, mediante le sovrapposizioni di trasparenze, il trascorrere del tempo. L’artista trasforma le sue opere in volumi architettonici con due punti di vista, uno frontale, terso e luminoso e facilmente codificabile, e l’altro laterale, in cui viene mostrata la costruzione dell’opera.

È l’essere umano al centro del lavoro dell’artista, che riacquista immediata riconoscibilità per poi smaterializzarsi e ritornare ad essere segno anziché forma.

Zelli, Madre Oro, 2007

Nel padiglione di fronte vi è il lavoro artistico di Vincenzo Scolamiero, nella mostra Con qualche parte della terra, che ripercorre 15 anni di ricerca pittorica. Anche per Scolamiero la poesia diviene luogo di riflessione e il titolo scelto per la personale ne è un esempio. La citazione: “Con qualche parte della terra” è tratta dal verso di Louise Gluck nella poesia Fine Estate: «Dopo che mi vennero in mente tutte le cose, mi venne in mente il vuoto e c’è un limite al piacere che trova nelle forme».

Scolamiero, Earth dances, omaggio a Harrison Birtwistle, 2020, Inchiostri di china, olio e pigmenti su tela, cm 140×190

La poesia la si ritrova anche nei titoli delle opere, consolidando il livello evocativo dell’immagine e creando un percorso artistico di dialogo e risonanza emotiva. Equilibrio compositivo accompagna le sue opere e lo spazio dinamico ne diventa tale, per l’alternanza tra pieni e vuoti, diventando il vuoto elemento costruttivo.

Scolamiero, Come sogni perduti 4, 2025, inchiostri e pigmenti, su tela, cm 140×200

L’arte di Scolamiero è segnata da un rigore accademico, in cui la sperimentazione del colore si bilancia con una gestualità più istintiva. L’uso dei pigmenti in prevalenza terrosi consente all’artista di variare la fluidità delle tracce e la pittura si caratterizza da forme ibride sospese tra astr azione e figurazione. L’artista costruisce da solo i suoi arnesi, iniziando l’opera ben prima di intervenire sulla tela e tutto partecipa alla creazione, dal movimento del corpo, fino al ritmo de respiro. Le grandi tele si alternano a opere più piccole esposte in sequenza. L’allestimento è curato da Maria Vittoria Pinotti. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da De Luca Editori d’Arte.

Scolamiero, Della declinante ombra 1, 2018, inchiostro di china e pigmenti su tela, cm 150×140

Le mostre rimarranno in visione fino al 17 maggio 2026

Articoli recenti

  • Attualità

Cosa succede al Padiglione degli Stati Uniti d’America?

Assenza di code e proteste, ecco il clima che si respira di fronte al Padiglione degli USA. Flop di Alma…

9 Maggio 2026 17:18
  • Arte contemporanea

Gabrielle Goliath: a Venezia la mostra su Gaza che era stata censurata dal Padiglione Sudafrica

Nella Chiesa di Sant’Antonin, Gabrielle Goliath presenta Elegy, un’opera che intreccia femminicidio, colonialismo e denuncia per la situazione a Gaza…

9 Maggio 2026 16:30
  • Attualità

Effetto domino alla Biennale: decine di artisti si ritirano dai Leoni dei Visitatori

Dopo il clamoroso passo indietro della giuria internazionale, un fronte compatto di oltre cinquanta artisti e numerosi padiglioni nazionali ha…

9 Maggio 2026 15:06
  • Senza categoria

A Venezia, una mostra in un palazzo storico rilegge la figura mitologica di Medea

Fino al 31 ottobre 2026, gli spazi storici di Palazzo Bragadin diventano il teatro di “Medea. Fragments of Memory”, una…

9 Maggio 2026 14:50
  • Mostre

Luce materia di costruzione: Alfredo Pirri in mostra a Catania

"Fare cose" è la mostra di Alfredo Pirri che fino al 30 settembre 2026 sarà visitabile all’interno della Fondazione Brodbeck…

9 Maggio 2026 14:32
  • Arte contemporanea

Per Kana Akamatsu, dipingere significa abitare più vite insieme

Il nostro itinerario alla scoperta del Giappone meno battuto ci porta al Moment Contemporary Art Center di Nara: qui Kana…

9 Maggio 2026 11:30