Mart Rovereto, Ph crediti Mart, Jacopo Salvi
La temperatura è ancora piuttosto alta e nei prossimi mesi non accennerà affatto diminuire. Secondo le nostre previsioni, sarà infatti quello del 2019 un autunno decisamente caldo, anche grazie al nuovo programma espositivo del MART, appena presentato. A pochi mesi dall’insediamento del Consiglio di Amministrazione e dalla nomina dei componenti del Comitato Scientifico, è stato il nuovo Presidente, un Vittorio Sgarbi come al solito a dir poco vulcanico, a rivelare il nuovo indirizzo del museo di Rovereto, diretto da Gianfranco Maraniello dal 2015.
E dunque, cosa vedremo nel nuovo programma espositivo del MART? Mostre di carattere storico, prestiti provenienti da musei internazionali, una grande produzione insieme al Guggenheim di Bilbao e, ancora, musica, danza, cinema, giornate gratuite ed eventi per il grande pubblico. Con un occhio al gusto, visto che dal 22 ottobre, dopo il recente restyling che celebra le icone del design del Novecento, aprirà il nuovo spazio Café e Ristorante del Mart, gestito da Alfio Ghezzi.
Primo appuntamento per il 12 ottobre, con la piĂą ampia antologica mai realizzata in Europa su Richard Artschwager.
L’esposizione è stata realizzata in collaborazione con il Guggenheim di Bilbao, curata da Germano Celant e con prestiti da alcune delle più importanti collezioni del mondo, come il Whitney Museum of American Art (New York), la Broad Art Foundation (Los Angeles), la Tate Britain (Londra), la Fondation Cartier pour l’art contemporain (Parigi), la Fondazione Prada (Milano). La mostra sarà presentata prima a Rovereto, fino al 2 febbraio 2020, successivamente verrà ospitata a Bilbao nella primavera del 2020.
Il 17 ottobre si terrà l’inaugurazione della grande esposizione dedicata a Isadora Duncan. In mostra numerosi capolavori dedicati alla figura più rivoluzionaria della danza, musa dei maggiori innovatori delle arti pittoriche e plastiche di inizio secolo, come Auguste Rodin, Umberto Boccioni, Fortunato Depero, Felice Casorati, Giò Ponti. In collaborazione con la Fondazione CR di Firenze, “Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardie” è curata da Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi, con Rossella Campana, Eleonora Barbara Nomellini e Patrizia Veroli.
Rinnovato anche il percorso di visita alle collezioni permanenti, non solo con nuovi display espositivi ma anche con progetti sviluppati ad hoc, incentrati su focus specifici.
Si comincia il 4 ottobre con un dialogo tra due maestri rappresentativi delle svolte storico-artistiche del primo Novecento: Gino Rossi e Arturo Martini.
Dal 25 ottobre, ancora un confronto, questa volta decisamente inedito, tra la pala d’altare di Bernardo Strozzi, detto il Cappuccino, raffigurante la Madonna con Gesù Bambino in gloria e santi (1640 circa) e Yves Klein. Qual è la linea in comune? Un colore. Il blu, ovviamente.
E oltre alle mostre, un calendario di appuntamenti con la musica e con il cinema, tutto da scoprire.
Per tutte le informazioni sul programma, potete dare un’occhiata qui.
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