Categorie: Musei Street Art

La street art di Endless entra agli Uffizi, insieme a Gilbert & George

di - 8 Febbraio 2021

Da ormai qualche tempo, la street art è diventata un fenomeno espositivo, con mostre più o meno coerenti e di qualità eterogenea, organizzate in lungo e in largo, in Italia e nel mondo. Eppure, le collezioni dei musei d’arte contemporanea non sembrano ancora essere troppo interessate ad “archiviare” questo linguaggio. Invertono la tendenza le Gallerie degli Uffizi, che hanno appena annunciato l’entrata in collezione di un autoritratto realizzato dall’artista londinese Endless. L’opera, donata dall’artista ed espressamente realizzata per l’occasione, raffigura l’autore insieme a una celebre coppia molto british dell’arte contemporanea, Gilbert & George. Sarà curioso capire in quale ala degli Uffizi o in quale sede sarà esposta l’opera. Forse a Palazzo Pitti, dove è allestita la collezione d’arte moderna, che però arriva fino agli anni ’30 del Novecento?

«Nella sua arte, Endless propone una fusione originale tra punk e pop, che nell’autoritratto si estende all’arte concettuale», ha commentato il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt. «Osservando, nelle collezioni storiche degli Uffizi, come i granduchi Medici fossero avidi di accaparrarsi le ultime novità – anche le più ardite – prodotte sulla scena artistica, penso che oggi sarebbero felici di vedere l’opera di Endless entrare nelle raccolte che loro hanno con tanta cura iniziato e incrementato, secoli fa», ha continuato Schmidt.

Dal Crotch Grab alle Gallerie degli Uffizi: la street art di Endless

Tra le figure più influenti nel campo della street art, l’artista londinese è stato il primo a ricevere l’incarico, in queste settimane, di dipingere un murales nella località sciistica di Cortina D’Ampezzo, in occasione dei Mondiali di Sci Alpino 2021. Provocatorio e opulento, giocosa e irriverente, il suo linguaggio è immediatamente riconoscibile sui muri, grazie anche al riutilizzo originale delle icone della moda, dal marchio Chanel a Karl Lagerfeld, da Kate Moss a Naomi Campbell.

«Endless elabora le sue dilatazioni simboliche, passando dal pennello allo spray, dal lusso al pop, e fa specchiare due perfezioni diverse, l’una sapienziale e tragica, vissuta sul filo tagliente dell’eresia e della follia, l’altra scientifica, sperimentale, elaborata analiticamente, sul crinale di un perfezionismo, paradossalmente analogo, sulla simulazione, mettendo insieme il museo e la strada, il moderno e il postmoderno», così si è espresso il critico d’arte Pasquale Lettieri, intervenuto oggi agli Uffizi, durante la presentazione dell’opera.

Per la sua opera donata agli Uffizi, Endless è partito da una fotografia originale scattata dal fotografo londinese Noel Shelley, nella quale si vedono sia Gilbert & George, ritratti nella loro consueta posa da sculture viventi, che lo stesso street artist, mentre legge una copia di una rivista che gli copre il volto. La copertina della rivista raffigura una delle creazioni più famose di Endless, “Crotch Grab”, remake della pubblicità di Calvin Klein degli anni ’90 con Mark Wahlberg, poi inserita da Gilbert & George in un’opera d’arte esposta alla loro mostra di Singapore “Utopian Pictures” nel 2015 e alla National Gallery di Canberra nel 2018. Proprio in Australia i tre si sono conosciuti.

Adattandola in un formato tipico da tela, per seguire la tradizione della quadreria, Endless ha trasformato l’immagine fotografica in una metafora dell’uso di iterazioni e slogan nell’industria pubblicitaria.

«È un onore che la mia opera d’arte venga aggiunta alla collezione delle Gallerie degli Uffizi», ha spiegato Endless. «Gli artisti che provengono da un background di arte di strada sono raramente riconosciuti dai musei più prestigiosi, in particolare quelli con tale caratura storica e culturale. La street art, dopotutto, è arte in sé e contiene un significato storico per la nostra epoca e per le persone comuni che la vivono e si muovono al suo interno. Sono orgoglioso di questo risultato e spero che i visitatori del museo si interessino a questo nuovo genere di opere d’arte».

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