Letizia Ragaglia, Foto Sandra Maier
Letizia Ragaglia è stata nominata nuova direttrice del MASI – Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano, incarico che assumerà ufficialmente nella primavera del 2026, succedendo a Tobia Bezzola, in carica dal 2018. La scelta è stata annunciata dal Consiglio di Fondazione del MASI al termine di un accurato processo di selezione condotto con il supporto di una commissione di esperti indipendenti. «Siamo estremamente soddisfatti dell’esito della selezione e orgogliosi di poter accogliere Letizia Ragaglia alla guida del MASI. Il suo profilo internazionale solidamente radicato nella direzione museale, la sua lunga esperienza curatoriale e la conoscenza attiva del nostro contesto culturale nazionale rappresentano un valore fondamentale per il futuro del nostro museo», ha dichiarato il presidente Henry Peter.
L’arrivo di Letizia Ragaglia al MASI si preannuncia come un’occasione per rilanciare il museo ticinese nella sua doppia vocazione: essere allo stesso tempo presidio culturale del territorio e piattaforma aperta al dibattito internazionale. «Sono felice e onorata di iniziare questa nuova avventura a Lugano. Il MASI è una realtà dinamica e stimolante e sono impaziente di iniziare la collaborazione con il team e con le istituzioni culturali del territorio», ha dichiarato Ragaglia.
Nata nel 1969 a Montebelluna, Ragaglia ha alle spalle una formazione filosofica e museologica maturata tra Bologna, Firenze e Parigi – con studi presso l’École du Louvre e la Sorbona – che ha nutrito una visione curatoriale attenta alla stratificazione del sapere e alla pluralità dei linguaggi artistici. Dal 2021 dirige il Kunstmuseum Liechtenstein di Vaduz, dove ha portato avanti un’importante attenzione verso la performance e le pratiche installative, curando personali di artisti come Diamond Stingily, Mercedes Azpilicueta, Invernomuto, Bethan Huws e Ana Lupas (in collaborazione con lo Stedelijk Museum di Amsterdam). Ha inoltre intrecciato le collezioni permanenti con mostre di rilievo, come quella dedicata a Candida Höfer, in dialogo con la Hilti Art Foundation.
Ma è soprattutto al Museion di Bolzano, da lei diretto per oltre un decennio, dal 2009 al 2020, che si deve la consacrazione del suo approccio curatoriale: un museo trasformato in laboratorio dinamico, aperto alla sperimentazione internazionale e al confronto tra generazioni e media. Da VALIE EXPORT a Monica Bonvicini, da Carl Andre a Francesco Vezzoli, Ragaglia ha dato spazio a voci forti e spesso di rottura, curando mostre che hanno saputo coniugare rigore critico e accessibilità pubblica. Non sono mancate collaborazioni con realtà prestigiose, come il New Museum di New York, la Serpentine Gallery di Londra, la Sammlung Verbund di Vienna, il Fridericianum di Kassel, che hanno contribuito a posizionare Museion come nodo attivo nelle reti dell’arte contemporanea europea.
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