Paolo Uccello, San Giorgio e il drago, prestito del Musée Jacquemart – André di Parigi, courtesy Musée Jacquemart – André
Palazzo Cini a San Vio ha riaperto le porte al pubblico il 28 maggio 2021 con un’eccezionale proposta in occasione dei 70 anni della Fondazione Giorgio Cini: il celebre dipinto San Giorgio e il drago di Paolo Uccello prestato dal Musée Jacquemart-André di Parigi, nell’ambito dell’iniziativa “L’Ospite a Palazzo”. Il dipinto viene concesso dall’istituzione francese, in reciproco scambio, per Il giudizio di Paride di Botticelli e bottega che verrà esposto a Parigi in occasione della mostra “Botticelli: un laboratoire de la Renaissance” (10 settembre 2021 – 24 gennaio 2022).
L’opera, che ritrae il cavaliere San Giorgio mentre dall’alto del suo cavallo sta trafiggendo il drago, arricchisce di un importante tassello il nucleo del Quattrocento fiorentino della collezione permanente ed evoca simbolicamente il miles christianus che caratterizza il logo della stessa Fondazione Cini. Precedentemente grazie a intese con importanti e prestigiose istituzioni italiane e internazionali, Palazzo Cini a San Vio, aveva accolto all’interno della sua Galleria, nell’ambito dell’iniziativa “L’Ospite a Palazzo”: L’evangelista Marco di Mantegna (2016), La Madonna di Pontassieve di Beato Angelico (2015), L’Adorazione dei pastori di Lorenzo Lotto e Ritratto di giovane con liuto di Agnolo Bronzino (2014). Con l’occasione dell’arrivo di San Giorgio e il drago di Paolo Uccello, la Sala del Rinascimento della Galleria è stata riallestita e il pubblico può ammirare nel nuovo layout i due capolavori di Piero di Cosimo: la Madonna con il Bambino e angeli musicanti e la tavola della Sacra Famiglia con San Giovannino. In particolare quest’ultima opera dell’artista fiorentino è stata restaurata nel 2019 grazie al finanziamento di Save Venice Inc ed è ora apprezzabile in tutto il suo splendore.
Al secondo piano ha riaperto la mostra “Piranesi Roma Basilico”, rinnovata con undici nuove opere, di cui undici stampe di Giambattista Piranesi e altrettante fotografie di Gabriele Basilico, a cura di Luca Massimo Barbero. L’esposizione riprende la figura di Piranesi vedutista proposta dalla mostra “Le arti di Piranesi”, ideata dalla Fondazione Cini nel 2010, con una lettura originale delle sue vedute di Roma, messe a confronto con il lavoro del grande fotografo. Un “primo capitolo” dell’esposizione era già stato inaugurato nel 2020, ma, a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, la mostra aveva dovuto chiudere anticipatamente. Il corpus Piranesi della Fondazione Giorgio Cini, costituisce uno dei fondi di grafica più rilevanti conservati da un’istituzione privata.
Grazie ad Assicurazioni Generali, main partner della Galleria fin dalla sua riapertura nel 2014 e da molti anni sostenitore istituzionale della Fondazione Cini, la stagione espositiva proseguirà fino al 31 ottobre 2021. La collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini è frutto di un legame proficuo e duraturo che nasce dalla comune esigenza di impegnarsi nella promozione dell’accesso e della fruibilità della cultura.
La pittura non costruisce immagini: costruisce condizioni. Il segno non descrive, incide; il colore non rappresenta, agisce
Ultimi giorni all’Azkuna Zentroa per visitare la grande mostra "Anónima" che raccoglie una selezione di opere che rivelano l'universo distintivo…
La quarta edizione di Contemporanea mette in rete 32 spazi della capitale, proponendo una lettura alternativa della scena artistica romana,…
Fino al 6 settembre 2026, Palazzo Ardinghelli ospita "Aftershock": quarant'anni di pratica dell'artista e attivista cinese che ha scelto L'Aquila,…
Dai corpi ambigui di Nine Antico ai cattivi pensieri di Robert Crumb, il Napoli Comicon 2026 conferma il ruolo del…
Memorie di carta: per gli 80 anni del Totocalcio, Sisal ha presentato alla Biblioteca Braidense di Milano il restauro dei…