Sempre più il mondo ridisegna i suoi confini sulle parole chiave della contemporaneità. Ovvero l’essere internazionali, giocare con il glocale, credere nell’aspetto esecutivo materiale, rafforzare la vocazione analitica dell’arte.
Ecco in questa mostra un’aumentata attenzione al processo percettivo in cui viene a perdersi quasi del tutto la presenza oggettuale dell’opera. Quadri e sculture sono sostituiti da tracce e testimonianze di inchiostro su fotografie di Naim, i messaggi poetici ricamati su tessuto di Agnes, le fotografie e la video opera di Den Uyl, il paesaggio dipinto in versione scenografica di Bazak. Quattro giovani artisti danno vita a una forma di narrazione che racconta la densità di un contesto e di un periodo senza perdere di vista il linguaggio globale. E si sente la mancanza di un titolo, ma è l’unica pecca di una mostra che ci presenta in anteprima le opere di Sabah Naim, invitata alla prossima Biennale. L’artista, originaria del Cairo si ispira alle immagini quotidiane della grande metropoli con un’attenzione sensibile che riflette una nuova identità della mobilità della poesia e dell’arte, rendendo ancora palpitante la sospensione tra modernità e passato. Sulla fotografia
Rebecca Agnes, seppur molto giovane, è impegnata a mettere in luce ruolo, stereotipi e caratteristiche in via di cambiamento della donna contemporanea. Utilizza la scrittura, il cui contenuto è intimo, autobiografico ma la espone su un grande arazzo bianco, conferendogli un contenuto opposto e polemico.
La contemporaneità di Ivan Bazak è insita nell’opera stessa, nel suo attraversare lo spazio e il tempo con la coscienza della
L’inquietudine per una soggettività lacerata e il recupero, in modo radicale e assoluto del rapporto uomo – natura, indica, per l’olandese Tessa M. Den Uyl, una possibile indagine attraverso il Mito dello Sciamanesimo. Foto di Donne – Uccello, le sciamane della Siberia, corredano un video dalla struttura narrativa complessa, quasi enigmatica, dove attraverso il rito ci si immerge interattivamente nella natura.
articoli correlati
Rebecca Agnes ad Anomalie italienne # 2 Parigi
Tessa M. Den Uyl a DNArt – Gen.Etica Merano
Cinque mesi di Biennale
maya pacifico
mostra visitata il 15 aprile 2003
"Fare cose" è la mostra di Alfredo Pirri che fino al 30 settembre 2026 sarà visitabile all’interno della Fondazione Brodbeck…
Il nostro itinerario alla scoperta del Giappone meno battuto ci porta al Moment Contemporary Art Center di Nara: qui Kana…
Nel porto di Napoli va in scena la quattordicesima edizione della Coppa Pizzeria, il progetto performativo di Daniele Sigalot che…
La mappa degli appuntamenti, dei progetti speciali e delle mostre da non perdere in tutta la città, in questa prima…
Un nuovo calendario di appuntamenti dedicati alla fotografia, dagli scatti iconici ai nomi emergenti, per un totale di oltre 500…
Fino al 23 novembre 2026, la mostra “Helter Skelter”, mette in relazione nelle sale di Ca’ Corner della Regina le…