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fino al 27.VI.2003 | Rebecca Agnes – Ivan Bazak – Tessa M. Den Uyl – Sabah Naim | Napoli, Galleria Lia Rumma

di - 30 Aprile 2003

Sempre più il mondo ridisegna i suoi confini sulle parole chiave della contemporaneità. Ovvero l’essere internazionali, giocare con il glocale, credere nell’aspetto esecutivo materiale, rafforzare la vocazione analitica dell’arte.
Ecco in questa mostra un’aumentata attenzione al processo percettivo in cui viene a perdersi quasi del tutto la presenza oggettuale dell’opera. Quadri e sculture sono sostituiti da tracce e testimonianze di inchiostro su fotografie di Naim, i messaggi poetici ricamati su tessuto di Agnes, le fotografie e la video opera di Den Uyl, il paesaggio dipinto in versione scenografica di Bazak. Quattro giovani artisti danno vita a una forma di narrazione che racconta la densità di un contesto e di un periodo senza perdere di vista il linguaggio globale. E si sente la mancanza di un titolo, ma è l’unica pecca di una mostra che ci presenta in anteprima le opere di Sabah Naim, invitata alla prossima Biennale. L’artista, originaria del Cairo si ispira alle immagini quotidiane della grande metropoli con un’attenzione sensibile che riflette una nuova identità della mobilità della poesia e dell’arte, rendendo ancora palpitante la sospensione tra modernità e passato. Sulla fotografia interviene in modo astratto rappresentando un punto di vista caratteristico della commistione tra culture. La sua ricerca è l’innocenza di un’umanità dove il confine tra bellezza e corruzione è labilissimo e dove la modernizzazione e l’occidentalizzazione hanno pervaso tutto.
Rebecca Agnes, seppur molto giovane, è impegnata a mettere in luce ruolo, stereotipi e caratteristiche in via di cambiamento della donna contemporanea. Utilizza la scrittura, il cui contenuto è intimo, autobiografico ma la espone su un grande arazzo bianco, conferendogli un contenuto opposto e polemico.
La contemporaneità di Ivan Bazak è insita nell’opera stessa, nel suo attraversare lo spazio e il tempo con la coscienza della tradizione e del nuovo. Il paesaggio è dilatato su una grande superficie dipinta nei toni del nero e del grigio ma con in più qualcosa di artificiale e un fondo di malinconia.
L’inquietudine per una soggettività lacerata e il recupero, in modo radicale e assoluto del rapporto uomo – natura, indica, per l’olandese Tessa M. Den Uyl, una possibile indagine attraverso il Mito dello Sciamanesimo. Foto di Donne – Uccello, le sciamane della Siberia, corredano un video dalla struttura narrativa complessa, quasi enigmatica, dove attraverso il rito ci si immerge interattivamente nella natura.

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mostra visitata il 15 aprile 2003


Rebecca Agnes, Ivan Bazak, Tessa M. Den Uyl, Sabah Naim
Galleria Lia Rumma, Napoli
Via Vannella Caetani, 12 (chiaia – chiatamone)
Orari: dal mercoledì al venerdì dalle 16.30 alle 19.30
Info: Tel + 39.081.7643619, fax + 39.081.7644213
e-mail liarumma@tin.it
www.gallerialiarumma.it


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