Categorie: napoli

fino al 31.X.2007 | Salvatore Manzi | Napoli, Centro Hurtado

di - 29 Ottobre 2007
Fare arte per produrre. Non denaro, stranamente, ma consapevolezza e speranza. È questo l’encomiabile intento che ha spinto due giovani curatori ad imbracciare armi (ideologiche) e bagagli, e a portare l’arte a Scampia. Un territorio di confine nella periferia settentrionale di Napoli, limen che separa i buoni dai cattivi. Landa di nessuno finita nel calderone dell’incuria politica. Il progetto, intitolato emblematicamente Corrispondenze di Frontiera, prevede un ciclo di otto mostre personali. Gli artisti (Domenico Di Martino, Giacomo Faiella, Rosaria Iazzetta, Salvatore Manzi, MaraM, Mauro Rescigno, Antonello Segretario, Ur5o) invitati a confrontarsi con l’insolita location hanno tutti un curriculum legato all’arte sociale.
Ad aprire la rassegna è Salvatore Manzi (Napoli, 1975; vive a Casalnuovo). Noto tempo addietro con lo pseudonimo di Zak, da qualche anno si è riappropriato del suo vero nome. Quel nome che allora gli suonava troppo meridionale, ora è espressione di un’appartenenza da rivendicare. “Poiché -dice l’artista- il mio lavoro non può prescindere dal contesto in cui vivo, anzi ne è espressione”. Strenuo sabotatore del “circuito”, sostenitore di una visione dell’arte “antagonista al sistema”, Manzi propone al Centro Hurtado un’installazione ambientale. Un Nascondiglio, semplice cubo di mattoni grezzamente assemblati, coperto da un tetto di lamiera, che cela al proprio interno un lampadario acceso. Poggiato a terra -di modo che la luminosità resti soffocata- lascia trapelare soltanto un lieve bagliore. Trasposizione tridimensionale di un passo del Vangelo di Luca (quello ufficiale, non apocrifo come i Flash Art che l’artista “in-editò” nel 2001 per la sua mostra alla galleria T293) da cui è scattata la scintilla creativa che ha dato vita all’opera: “Nessuno accende una lampada e poi la copre con un vaso, o la mette sotto il letto; anzi la mette sul candeliere, perché chi entra veda la luce”, recita il versetto. E il seguito, proiettato sulla parete, chiarifica l’intento: “Poiché non c’è nulla di nascosto che non debba manifestarsi, né di segreto che non debba essere conosciuto e venire alla luce”.
Messaggio che, sebbene tratto da una fonte sacra, non ha nulla di provvidenziale. Perché è l’individuo, con la propria volontà, a dover emergere dall’ombra. Ognuno deve crearsi la propria “rivoluzione domestica”. Puntando in basso, fissando obiettivi minimi. Per evitare di caricarsi di aspettative irrealizzabili. E, nonostante tutto, si può ancora intravedere una luce, seppure flebile. Magari rossa, come quella che illumina l’ambiente espositivo. Simbolo cromatico di una spiritualità, laicamente intesa, da cui ricavare l’energia del cambiamento. Che forse, cinicamente, non arriverà mai. Perché Scampia potrebbe restare per sempre un nascondiglio. Il luogo in cui occultare ciò che non si deve vedere. Ma intanto è legittimo sperare, almeno per una volta, che qualcuno ci faccia tana.

articoli correlati
Manzi da Umberto Di Marino a Giugliano

mara de falco
mostra visitata il 23 ottobre 2007


dal primo al 31 ottobre 2007
Salvatore Manzi – Nascondiglio
a cura di Stefano Taccone e Pina Capobianco
Centro Hurtado
Viale della Resistenza (zona Scampia) – 80145 Napoli
Orario: da lunedì a sabato ore 9-13 e 16-20
Ingresso libero
Info: tel. +39 3297140758; info@corrispondenzedifrontiera.com

[exibart]

Visualizza commenti

  • Complimenti Salvatore, è un bel lavoro!

    Se avessimo più gente che pensasse veramente alle cose che produce, sarebbe un piacere andare alle mostre.

  • avere la consapevolezza del vivere quotidiano a Napoli significa vivere appieno il propio animo; coscienti del io e fieri di essere un piccolo ingranaggio di questa meravigliosa realtà

  • MA KE BELLO!COME AL SOLITO NON TI SMENTISCI MAI...I TUOI LAVORI SONO SEMPRE COSI' "PROFONDI" .BRAVO CONTINUA COSI'.
    MEMOLE NAPLES.

  • come sempre tutte le tue opere riescono a scuotere l'animo di chi le osserva, davvero complimenti ;)

  • Prima di scrivere vi chiedo umilmente perdono.Desidero sapere il pittore Michele SPATUZZI di NAPOLI,aveva lo studio a fuorigrotta,dipinge ancora?E' vivo?.....Vi ringrazio e perdonatemi.

  • rispondo alla tua domanda sul pittore Michele Spatuzzi nel dirti che è vivo e vegeto e ha ancora lo studio a fuorigrotta

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

JR torna a Venezia, la facciata di Ca’ da Mosto diventa un banchetto collettivo

Lo street artist francese JR torna a Venezia durante la Biennale 2026, con Il Gesto: un’installazione sulla facciata di Palazzo…

27 Aprile 2026 19:20
  • Arte antica

Nel segno di Caravaggio: gli inizi della nuova pittura napoletana

Nella cornice di Forte dei Marmi, la collezione De Vito guida il visitatore in una fase di profonda trasformazione, segnata…

27 Aprile 2026 18:18
  • Mercato

Keith Haring privato: all’asta la collezione dell’amico Kermit Oswald

Opere inedite, arredi, lettere e fotografie che raccontano il lato più intimo dell’artista: a maggio, Sotheby's mette in vendita un…

27 Aprile 2026 18:17
  • Arte contemporanea

Gagosian inaugura il nuovo spazio a New York con Duchamp e Rauschenberg

Gagosian inaugura un nuovo spazio a New York, al piano terra del 980 di Madison Avenue, dopo 37 anni al…

27 Aprile 2026 16:38
  • Arte contemporanea

Pamela Diamante, il Sud come spazio critico e il riscatto delle Invisibili

Pamela Diamante trasforma i dispositivi di potere in strumenti di riscatto sociale: ne parliamo con l’artista pugliese in questa intervista,…

27 Aprile 2026 13:30
  • Progetti e iniziative

Selvatica 2026 a Biella: arte e natura in dialogo, tra autori storici e nuovi talenti

Selvatica 2026 riunisce a Biella artisti e ricercatori per un confronto sul tema del dialogo tra arte e natura: in…

27 Aprile 2026 12:30