La cosa
più pericolosa da fare è rimanere immobili, recita il titolo della mostra. Niente di più vero
per il giovane Giuseppe Gonella (Motta di Livenza, Treviso, 1984; vive a Venezia), che in
così poco tempo ne ha fatta tanta di strada, senza fermarsi un attimo.
Quello
dell’artista trevigiano è un percorso di crescita dai caratteri esponenziali:
riscosso numerosi riconoscimenti nel circuito artistico del Triveneto, nel 2009
è fra i venti finalisti nella sezione pittura per il Premio Celeste.
Rapidamente prende parte a numerose mostre collettive, estendendo le sue
partecipazioni oltre i confini italici (The Hockney Gallery di Londra,
Bluetenweiss di Berlino, Am Roten Hof di Vienna) e, all’età di soli venticinque
anni, ancora nel 2009, tiene la sua prima mostra personale, Wandering Stuff, nell’importante vetrina romana
della Changing Role.
A distanza
di un anno il sodalizio con la galleria di Guido Cabib, contenitore artistico
storicamente aperto alla creatività giovanile, continua con il lancio di una
seconda mostra personale, questa volta declinata negli spazi mediterranei di
via Chiatamone a Napoli.
Nelle tele
in esposizione si confermano le spiccate capacità figurative dell’artista
veneto. Anche il caos surreale, che armoniosamente si compone giustapponendo
tra loro – secondo una ratio onirica – oggetti d’uso quotidiano, continua a marcare
nettamente la ricerca del pittore.
Ad ogni
modo, nella nuova vetrina napoletana ciò che pare il dato più significativo nel
processo di crescita della ricerca di Giuseppe Gonella è il delinearsi di un
inedito percorso di matrice tecnicista. Fra le opere in mostra risalta,
infatti, Polittico,
frutto di sperimentazioni tecniche su supporti di carta. In questo caso, il
consueto linguaggio figurale dell’artista trevigiano, contrassegnato da
tridimensionalità falsate, colori netti, segni squarcianti e ambientazioni
pop-surreali, si arricchisce di veri tagli e di elementi assemblati come
collage, che ne enfatizzano verosimilmente il dinamismo. Dunque, una ricerca
espressiva giovane e nel contempo già oggetto di riflessioni capaci di condurla
verso nuove linee creative ed estetiche. Lo stesso Giuseppe Gonella parla, a
tal riguardo, di “fioritura”, paragonando il muoversi delle linguette di carta
tagliuzzate ai petali di un fiore che si schiude.
In mostra
sono poi messi a confronto, in modo equilibrato per numero, grandi acrilici su
tela e piccole tempere su tavola con cera; i primi espressamente geometrici e
segnicamente dinamici, i secondi iperveristi e distinti da toni più materici;
tutti, in ogni caso, pervasi da quel “caos calmo” che è diventato per Giuseppe
Gonella, più che un leitmotiv, un vero e proprio “verbo”, da seguire e
divulgare. Ancora un invito a ricercare l’ordine nel disordine, nel movimento.
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Personale
nella sede romana della galleria
In
collettiva a Venezia
luigi rondinella
mostra visitata il 19
marzo 2010
dal 19 marzo al 7
maggio 2010
Giuseppe
Gonella – La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili
a cura di Alessandro Cabib
Changing Role – Main Space
Via Chiatamone, 26 (zona Chiaia) – 80121 Napoli
Orario: da martedì a venerdì ore 10-13 e 15-19
Ingresso libero
Info: tel. + 39 08119575958; infogallery@changingrole.com; www.changingrole.com
[exibart]
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