Al Museo Gracco-IRDAC il Maestro espone, nella rassegna dal titolo “Oltre il segno”, la produzione grafica dal 1970 ad oggi, ripercorrendo le tappe più significative del suo percorso artistico. Disegni, litografie, bozzetti e serigrafie, “ritoccati” personalmente dall’autore. Tra i più significativi indubbiamente: la scenografia per la trasmissione RAI del ’76 e le età dell’uomo.
La classicità di Gracco nasce dal legame imprescindibile con l’antica pittura di Pompei che emerge dalle sue opere in un universo figurale fatto di richiami al mondo antico, ai valori classici della famiglia, del sacrificio, del territorio inteso come appartenenza, della terra stessa, nella sua fisicità, come contenitore di valori umani.
E’ anche maestro attuale perché, nell’apparente serenità e pacatezza della rappresentazione dei suoi paesaggi e personaggi, la sicurezza della linea pittorica, netta, senza indugi, che quasi neutralizza la spazialità prospettica, il calore della scelta dei colori, lasciano il posto ai conflitti dell’uomo del nostro tempo, alle sue lacerazioni, alle inquietudini, alle sue domande, facendo emergere la continua ricerca introspettiva dell’uomo verso la conoscenza e la consapevolezza di se stesso, del suo ruolo nel mondo, la risposta ad una scelta: essere protagonista o spettatore?
Franco Gracco è protagonista del nostro tempo reinventando i valori dell’arte antica, i luoghi d’origine: il Vesuvio, Torre Annunziata, Pompei. Un antico che diventa serbatoio di simbologie più e meno esplicite. Un’arte che è diretta, significativa, carica di messaggi dove il puro grafismo abbandona l’opera per essere sostituto da contenuti che la scelta di colori puri e contorni definiti rende espliciti. Persino i colori assumono precise valenze simboliche: l’antico blu lapislazzuli, il giallo ocra, il rosso, il nero della pittura ad encausto romana diventano la vita, l’aria, la terra, il fuoco, rivestendo una precisa valenza nell’opera. Un’opera che si scinde in fasce verticali delle quali quella centrale, che sembra emergere dal tutto, rimanda alla chiave di lettura dell’intero lavoro.
Nato a Pinerolo, Franco Gracco si trasferisce a Pompei con i genitori a soli nove anni. Nel ’73 partecipa al “Bertrand Russel Centenary, International Art Exibition” di Londra. Nel ’74 fonda l’Istituto Internazionale di Ricerca e Diffusione per Arte e Cultura con l’intento di “documentare l’importanza dei valori umani del mondo classico, rappresentato dall’antica pittura pompeiana, nella vita moderna”. Dal ’75 espone regolarmente a New York, dove lavora nel suo studio di Manhattan e nel ’76 al museo Toluose Lautrec di Albì in Francia. Nell’80 partecipa, come rappresentante della Regione Campania, all’esposizione internazionale “Le Terres des Hommes” in Canada, nell’81 è a Tokyo in Giappone. Nell’83 espone al Palazzo Reale di Milano con la mostra itinerante “Sulle orme di Enea”.
Francesca Fortunato
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Un saluto cordiale e i miei complimenti al Maestro Gracco che ho avuto occasione di cono scere personalmente in occasione della mostra di Vairetti.