Mel Bochner
Figura chiave dell’Arte Concettuale e del post minimale, ricercatore instancabile del confine tra parola e immagine, numeri e segni, Mel Bochner è morto il 12 febbraio 2025, all’età di 84 anni. Ad annunciare la sua scomparsa, le sue tre gallerie di riferimento, Fraenkel, Marc Selwyn Fine Art e Peter Freeman. A partire dagli anni Sessanta, Bochner introdusse una serie modalità espositive oggi considerate fondamentali, tra cui l’uso delle pareti della galleria come parte integrante dell’opera e la documentazione fotografica di interventi effimeri e performativi. Insieme a Joseph Kosuth e Bruce Nauman, Bochner è stato tra i primi a esplorare la fotografia non solo come testimonianza ma come parte stessa del processo artistico.
Nato a Pittsburgh, nel 1940, dopo gli studi alla Carnegie Mellon University, Mel Bochner si trasferì a New York nel 1964 e iniziò a insegnare alla School of Visual Arts. In questo periodo elaborò una pratica artistica che si nutriva di filosofia, semiotica e matematica, influenzata dai testi di Ludwig Wittgenstein e dagli sviluppi della logica simbolica. Tra le sue prime opere concettuali, il celebre Working Drawings And Other Visible Things On Paper Not Necessarily Meant To Be Viewed As Art (1966), una mostra rivoluzionaria presso la School of Visual Arts, in cui Bochner fotocopiò e raccolse disegni tecnici e appunti di artisti come Donald Judd e Dan Flavin, mettendo in discussione il concetto stesso di opera d’arte e il suo valore.
Negli anni Settanta, le sue indagini sul linguaggio si fecero più sistematiche: serie come Measurement e Theory of Boundaries riflettono sulla relazione tra rappresentazione e percezione spaziale, mentre dagli anni Ottanta iniziò a lavorare con materiali più pittorici, senza mai abbandonare l’elemento testuale. La serie dei Thesaurus Paintings, avviata negli anni Novanta, mostra il linguaggio nella sua dimensione visiva ed espressiva, attraverso parole tratte dai dizionari dei sinonimi e riportate in colori vibranti, talvolta con accenti di umorismo e aggressività.
L’opera di Bochner rappresenta un dialogo costante tra la razionalità analitica e l’intuizione visiva, tra il rigore della parola e il gesto pittorico. Le sue mostre personali sono state esposte nei principali musei internazionali, dal MoMA di New York alla Tate Modern di Londra, dal Centre Pompidou di Parigi alla National Gallery of Art di Washington. In Italia, la Galleria Massimo De Carlo di Milano aveva presentato una sua mostra nel 2023.
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