29 novembre 2023

Mel Bochner (it goes without saying) da MASSIMODECARLO

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Una mostra che trae ispirazione dall'eccentrica galleria meneghina, in un dialogo armonioso tra colori, parole e architettura. E racchiude l'ultimo corpus di lavori dell'artista americano

Photo by Roberto Marossi. Courtesy MASSIMODECARLO

Mel Bochner torna a Milano per la sua nuova e inedita personale. Dove? Per rispondere con le parole dell’artista, It goes without saying, o se volete, ça va sans dire. Siamo in via Lombardia 9. Siamo da MASSIMODECARLO. Fino al 20 dicembre 2023 saranno appese alle eleganti pareti di Casa Corbellini-Wassermann le tele di velluto di Mel Bochner, pittore statunitense classe 1940, la cui ricerca artistica è focalizzata sulla complessità del linguaggio e sul potere della comunicazione. Interrogandosi su quelle che sono le contaminazioni tra parola, matematica e più in generale i diversi sistemi rappresentativi, questa serie di oli su tela rappresenta al meglio il lavoro dell’artista negli anni.

Come ci ricorda Hal Foster, un anno prima che Richard Serra costruisse la sua lista di verbi – ordini di lavorazione, Bochner realizzò il piccolo Ritratto di Eva Hesse (1966) che consisteva in una serie di verbi diversi tra loro disposti in maniera circolare intorno alla scritta wrap (coprire); questo è solo uno dei tentativi di Bochner di sintetizzare o rappresentare la dimensione reale con la più astratta dimensione mentale. Le sue tele non sono solo la semplice trascrizione di segnali verbali di facile comprensione, ma ritratti concettuali della società contemporanea. In Italia Bochner ha svolto un ruolo fondamentale in importanti mostre, in particolare Conceptual Art, Arte Povera, Land Art a Torino nel 1970, sotto la guida di Germano Celant. I suoi legami italiani lo portarono anche a preziose amicizie con artisti come Alighiero Boetti e Lucio Fontana.

Photo by Roberto Marossi. Courtesy MASSIMODECARLO

«Nel mondo dell’arte oggi, la maggior parte delle vetrine sono ambientate in spazi sterili o white cube», ha commentato Bochner parlando della mostra a Casa Corbellini-Wassermann. E continua poi: «Tuttavia, l’eccentricità di questo spazio milanese, con la sua fusione unica di estetica d’epoca, tra cui motivi Art Deco e fin-de-siècle, insieme ai notevoli camini, mi ha lasciato una profonda impressione. Ero ansioso di abbracciare questo ambiente straordinario e l’ho considerato perfetto per  presentare una mostra in Italia, con l’intenzione di sorprendere e sfidare le aspettative degli spettatori».

Per questa personale l’artista trae ispirazione dagli ambienti della galleria meneghina, il che è evidente nei lavori esposti. Bockner cerca di integrare perfettamente le opere in mostra con lo spazio espositivo, stabilendo una connessione armoniosa tra i suoi colori vivaci e l’architettura circostante. Inoltre, come notato prima, alcune espressioni riportate nelle stesse tele sembrano quasi riflettere il contesto urbano della città in cui l’artista ha deciso di esporre come in It Goes Without Saying / In Other Words / Talk is Cheap o in BLAH BLAH BLAH, BLAH BLAH BLAH, $#@!!!%*&…, dove l’ironia irriverente, sintetica e a volte minacciosa dell’artista americano viene riproposta su due grandi tele in velluto messe in dialogo nella stessa sala. L’utilizzo di questo materiale oltre a nobilitare l’oggetto artistico, irrobustendolo, gli conferisce un ulteriore livello di matericità e dimensionalità. Inoltre la carnosa pasta ad olio fluo utilizzata sul supporto contribuisce a dare alle opere un ché di estremamente concreto.

Photo by Roberto Marossi. Courtesy MASSIMODECARLO
Photo by Roberto Marossi
Courtesy MASSIMODECARLO

È presente in mostra anche qualche Measurement painting, opere costituite da tele monocromatiche con frecce e notazioni numeriche che indicano le lunghezze evidenziate in pollici come vediamo in 60” (2022), una delle prime che scorgiamo appena entrati o 60” (2023), appesa in galleria sul maestoso camino dorato. Paradossalmente, questo tipo di lavori non misurano nulla al di là della propria esistenza, svelando l’essenza del loro processo artistico, processo orientato dal pittore verso la smaterializzazione dell’arte stessa.

Attraverso queste 12 tele in mostra fino al 20 dicembre 2023, MASSIMODECARLO racconta la ricerca astratta di Mel Bochner, un’intuizione che esplora il linguaggio e la sua interazione con lo spazio, la comunicazione come elemento fondamentale della conoscenza umana e che modella la nostra comprensione del mondo.

Photo by Roberto Marossi. Courtesy MASSIMODECARLO
Photo by Roberto Marossi. Courtesy MASSIMODECARLO

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