Categorie: Personaggi

Addio a Pierre Soulages: morto a 102 anni il Maestro della pittura al nero

di - 26 Ottobre 2022

Maestro della pittura contemporanea, riconosciuto per la sua raffinata sperimentazione sulle potenzialità espressive e formali del nero, Pierre Soulages è morto oggi, 26 ottobre, all’età di 102 anni. A confermare la notizia, che è stata immediatamente diffusa dalla stampa francese, Alfred Pacquement, amico di lunga data dell’artista e presidente del museo che porta il suo nome, a Rodez.

Nella città occitana Soulages era nato, il 24 dicembre 1919, rimanendo segnato dalle peculiari caratteristiche dei paesaggi della zona e delle persone, oltre che dalle incisioni celtiche scoperte in un museo locale, dall’arte rupestre preistorica e dall’architettura romanica. A 18 anni, durante un viaggio a Parigi, ebbe modo di visitare due mostre di Cézanne e Picasso: fu questo un momento fondamentale, per la sua vita e per la sua carriera artistica. Si iscrisse quindi all’Accademia di Belle Arti di Montpellier e, durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo aver prestato brevemente servizio nell’esercito, si dedicò esclusivamente alla pittura. Nel periodo dell’occupazione tedesca fu costretto a nascondersi e, sebbene non fosse in grado di dipingere durante quel periodo, fu introdotto all’arte astratta dalla pittrice russa Sonia Delaunay, che incontrò intorno al 1943.

Dopo la fine della Guerra, strinse amicizia con altri artisti, tra cui Hans Hartung, Francis Picabia e Fernand Léger e iniziò a esporre già dalla seconda metà degli anni ’40, ricevendo subito i primi riconoscimenti anche all’estero. La prima mostra personale nel 1949, alla Galerie Lydia Conti di Parigi. Tra la fine degli anni ’50 e l’inizio del ’60, il trasferimento definitivo a Parigi, nello stesso periodo aprì un atelier a Sète, consacrandosi completamente all’arte e trovando il suo stile, in cui il gesto si imprime con una valenza espressiva carica e poetica. La sua reputazione si espanse rapidamente e raggiunse la fama anche oltreoceano: grazie al supporto del mercante di New York Samuel Kootz, i principali musei statunitensi iniziarono ad acquistare i suoi dipinti, a cominciare dalla Phillips Collection nel 1951 e dal Museum of Modern Art di New York City nel 1952.

Disegni a china e carboncino e pitture astratte, dove segni scuri, quasi calligrafici ma anche ancestrali, ampi e potenti, entrano in dialogo con la superficie bianca del supporto, rimandando a un’idea di costruzione dell’immagine vicina alla composizione architettonica o musicale. Nel 1967 la prima mostra retrospettiva al Centre Georges Pompidou di Parigi, dove avrebbe esposto anche nel 1979 e nel 2010 (qui la nostra recensione).

Rapito dalla pittura, Soulages si impegnò anche con altri medium, in particolare l’incisione e, nello specifico, la tecnica del rame eroso, che avrebbe sempre occupato un posto di rilievo nella sua produzione. E poi arazzi, sculture e anche vetrate, come quelle per l’abbazia di Sainte-Foix di Conques.

Tantissime le onorificenze ricevute, dal premio assegnato durante la seconda edizione della Biennale di San Paolo, nel 1953, al Premio Rembrandt del 1976, fino all Praemium Imperiale per la pittura, nel 1992, e alla Medaglia per le scienze e per le arti austriaca, nel 2005. Nel 1979 è stato eletto membro onorario dell’American Academy of Arts and Letters e, nel 2001, è diventato il primo artista vivente a essere insignito di una mostra al Museo Hermitage di San Pietroburgo.

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